Amadeus analizza il calo di ascolti: “Il Paese è in guerra e la gente è disperata”

Daniela Vitello

Amadeus analizza il calo di ascolti: “Il Paese è in guerra e la gente è disperata”

| 04/03/2021
Amadeus analizza il calo di ascolti: “Il Paese è in guerra e la gente è disperata”

Stamani, durante la conferenza stampa di presentazione della terza serata del 71esimo Festival di Sanremo, Amadeus ha commentato così il calo degli ascolti registrato, dopo la premiere, anche in occasione della seconda serata.

Amadeus: “Quando dicevo che volevo il pubblico, sono passato per capriccioso”

“Sono molto molto felice di questo Festival, quello che tutti noi stiamo facendo a Sanremo è qualcosa di unico e straordinario – ha esordito – Quando dicevo che il Festival non si può fare senza pubblico sono passato per capriccioso. Non era un capriccio ma una costatazione. Sanremo è il più grande evento italiano e la differenza tra l’evento Sanremo e un programma televisivo è che Sanremo lo fa la macchina di Sanremo, i giornalisti, le polemiche, i cantanti, il pubblico in prima fila, i personaggi, i politici, tutto quello che viene contestato e amato. Se non fosse un evento sarebbe un programma televisivo fatto da un’altra parte.  Quest’anno non è come lo abbiamo vissuto per settant’anni, è un’altra cosa. E’ svuotato di tutte le sue parti che sono fondamentali, è un’altra cosa. Ecco perché dico che i risultati mi sorprendono in positivo”.

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Amadeus
Stefano Coletta e Amadeus (Foto da video)

Amadeus: “Il Paese è come in guerra e la gente è disperata”

Oltre alle difficoltà e ai cambiamenti imposti dalla pandemia, occorre considerare anche lo slittamento di un mese rispetto al periodo in cui il Festival va tradizionalmente in onda.

“Siamo un mese dopo – ha sottolineato Amadeus – Le partite tolgono dai 3 ai 5 punti, allora dove fai il 47 puoi fare il 50. Il campionato di calcio di ieri ha tolto 4 punti e mezzo. Se sommiamo che siamo un mese dopo, c’è la gente disperata, il Paese è come in guerra. Se una persona è arrabbiata e ha problemi economici e di lavoro non va alla festa a ballare e divertirsi. Del resto, in generale, se io sono arrabbiato non vado certo a una festa di compleanno. Per quanto riguarda me posso dire che il 42% di share di quest’anno vale molto di più del 52% dell’anno scorso.  Ringrazio tutti coloro che sono riusciti a venire a Sanremo da me invitati. Ho rispetto dei no di Celentano, Benigni e Jovanotti. Ricordiamo che ci sono persone che hanno paura di uscire di casa. E poi non tutti gli artisti amano esibirsi in show senza la degna cornice”.

Sanremo
La terza conferenza stampa di Sanremo 2021

“Se chiudere Sanremo fosse servito a far aprire i teatri, lo avrei fatto”

“Mi hanno detto che ero capriccioso perché volevo il Festival a tutti i costi – conclude Amadeus – L’accusa al Festival, come obiettivo da colpire, certamente non ha fatto bene al Festival. Non voglio dire se sia giusto o meno non avere il pubblico, però continuo a pensare che avere in platea un campione di 500 medici e infermieri sarebbe stata una cosa meravigliosa. Se chiudere Sanremo fosse servito a far aprire gli altri teatri, io lo avrei fatto. Sono un privilegiato? Tutti i settori sono ugualmente importanti. Io appartengo al mondo dello spettacolo e ho cercato di fare aprire il mio settore”.

Il direttore di RaiUno: “Per mesi l’azienda si è dovuta occupare di protocolli”

In difesa di Amadeus è intervenuto il direttore di RaiUno Stefano Coletta. “Questa edizione del Festival è incomparabile, è il risultato finale dell’azienda che si è impegnata – ha detto in conferenza stampa – Per mesi e mesi l’azienda Rai si è dovuta occupare di protocolli e tanto altro. Non è il dato contabile che ci aspettiamo, ma è l’orgoglio di aver segnato un altro goal per il servizio pubblico. Questo elemento dell’Ariston vuoto che è uno specchio congruo con quello che stiamo vivendo, ha creato una risposta. Ho trovato ancora più bravo Amadeus, rassicurante, intrattenitore”.  

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Stefano Coletta
Il direttore di RaiUno Stefano Coletta (Foto da video)
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