Alessandro Costacurta: "Il Tso di mio figlio il momento peggiore"

Alessandro Costacurta: “Ecco quando mi sono accorto che Achille soffriva”

Daniela Vitello

Alessandro Costacurta: “Ecco quando mi sono accorto che Achille soffriva”

| 22/04/2026
Alessandro Costacurta: “Ecco quando mi sono accorto che Achille soffriva”

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Ospite di “One More Time”, podcast di Luca Casadei, Alessandro “Billy” Costacurta ha svelato che quello con Martina Colombari è il suo secondo matrimonio ma è anche tornato sui problemi del figlio Achille. “Prima di incontrare Martina, mi sono fidanzato e ho sposato una ragazza napoletana che viveva a Gallarate, Floriana – ha raccontato a proposito della sua prima moglie – Ci siamo messi insieme che avevo 24 anni, secondo me lei era la più bella di Gallarate. È stata la prima volta che ho sentito qualcosa che non mi facesse pensare al calcio o alla scuola. Mi era piaciuta quella sensazione, non mi ero mai innamorato prima. Da fidanzati siamo stati abbastanza bene. Il fidanzamento durò quattro anni, il matrimonio nove mesi. Con la mia ex moglie ci vediamo poco, ci sentiamo quasi mai, però quando ci incontriamo lo ricordiamo. Dopo nove mesi, tutti e due molto decisi: ‘Basta!’. Era stato tutto molto strano perchè da sposati ci sentivamo legati. Ho fatto l’iter per la cancellazione alla Sacra Rota, durò cinque anni e mezzo. Lo feci perché volevo dare la possibilità alla donna che sarebbe venuta dopo di potermi sposare in chiesa”.
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“Con Martina mi sento libero, amo la sua energia”

Quando Alessandro Costacurta incontrò Martina Colombari, l’ex Miss Italia aveva 21 anni. “Io la mattina mi sveglio come se fossi stato svegliato violentemente, non sorrido o sorrido poco – confida – Poi mi giro dall’altra parte e vedo questa donna che è felice della vita, di svegliarsi e di poter fare cose. È così da 30 anni, mi ha conquistato la sua energia, è stato quello che mi ha fatto innamorare. Il sorriso che ha sulla faccia è qualcosa che mette serenità. Con lei mi sento libero, anche perché ha sempre lavorato tanto e io di conseguenza. Quindi abbiamo sempre avuto tanto spazio e non ce lo siamo mai fatto mancare, anche quando io ho smesso. Ancora adesso lei va 3-4 giorni a fare yoga, io vado a farmi le mie settimane di padel a Marbella. Abbiamo tenuto l’abitudine di non stare sempre attaccati. Questo ci ha dato la possibilità di desiderarci sempre, ancora adesso dopo 30 anni”.

“Achille ha cambiato diverse scuole, nessuno lo accettava più”

“Io e Martina ci siamo sposati nel 2004, l’anno in cui è nato Achille”, ricorda. L’ex calciatore del Milan torna indietro con la memoria a quando ha cominciato a capire che il figlio stava soffrendo a causa di disagi che si trasformavano in ira e in momenti incontrollabili. “Fino a 10-11 anni era un ragazzino vivace – spiega – anche se già ci avevano invitato a frequentare uno psicologo. Infatti abbiamo cominciato quando aveva 7-8 anni, all’inizio con noi presenti e poi individualmente. A un certo punto, a scuola, disturbava la classe perché non riusciva più a stare attento e a stare in gruppo. Quindi ha cominciato a fare dei test, volevamo capire perché era così iperattivo e scostante. Nessuno ti dava una diagnosi. A 13 anni gli togliamo il telefono e lui sta due giorni fuori casa senza telefonare. Lì capiamo che abbiamo a che fare con un osso duro. Ha cambiato diverse scuole perché nessuno lo accettava più”.

La diagnosi di ADHD e il percorso salvifico

“Quando ho imparato a dialogare con mio figlio? Abbiamo chiesto aiuto e quattro anni fa una dottoressa si è presa la responsabilità di darci con sicurezza la diagnosi su Achille (l’ADHD, disturbo da deficit di attenzione/iperattività) – confessa Alessandro Costacurta – Da lì cominciò il percorso, i farmaci funzionavano, lui riusciva a stare bene. Noi abbiamo fatto questi corsi che servivano soprattutto per comunicare con lui e ci è stato di grosso aiuto. C’è un modo di rivolgersi che deve essere paritario, non deve essere mai di superiorità e non deve neanche sembrare di organizzazione piuttosto che di curiosità, perché loro lo percepiscono in maniera diversa. Tutto era molto istintivo e quindi, nel momento in cui valutava una piccola curiosità come un’intromissione, reagiva male diventando aggressivo. Con noi non lo è mai stato con le mani ma con la voce e con l’atteggiamento”.

Il Tso di Achille Costacurta: “A volte non riuscivo ad andare in ospedale

“Siamo stati costretti a prendere delle iniziative terribili – dice Alessandro Costacurta – Chi ha fatto il Tso sa di che cosa parlo, è uno dei momenti più brutti per un genitore. Io lo ricordo come il momento più brutto della mia vita, in cui lascio Achille all’ospedale per un Tso, quando gli devono fare una puntura per calmarlo perché lui sembrava indiavolato. Sono stati momenti che poi ci hanno costretto veramente a tirar fuori delle energie pazzesche. Ogni tanto dicevo a Martina: ‘Marti, io non ce la faccio, perdonami, non riesco ad entrare in ospedale e vederlo là’. Lei ogni giorno entrava, sempre al suo fianco nei momenti più difficili. Ogni tanto non riuscivo a vederlo, mio figlio”.

Alessandro Costacurta: “Più volte ho pensato che mio figlio si volesse suicidare”

Decisioni così difficili venivano prese per tutelare Achille. “Abitiamo al 17° piano e depressione vuol dire anche pensare che lui possa buttarsi giù da un momento all’altro – spiega il padre – Lui ha detto: ‘Io cosa ci sto qua a fare? Perché devo vivere così?’. Ho pensato tante volte che si volesse suicidare. So che sarà un percorso lungo, ma è tanto tempo che Achille sta bene e avendo avuto quei momenti di down, per me da papà vederlo così è una gioia. Non so cosa possa essere la felicità se non quando vedi sorridere così tuo figlio: è una cosa pazzesca”.

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Pubblicato il 22/04/2026 09:00

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