Filippo Nardi, il “conte” del “Grande Fratello”, partecipò come concorrente al reality di Canale 5 nel 2001 e nel 2020. Venticinque anni fa, passò alla storia per uno sfogo in confessionale durante il quale urlò: “Dove sono le mie sigarette?”. “In due edizioni ho fatto 18 giorni, penso che non sia il format per me”, ha affermato durante un’ospitata a “Non è la Tv”, format di “Fanpage.it” in onda su YouTube. Il 56enne ha anche spiegato cosa lo portò a dare in escandescenze durante la seconda edizione: “Dopo tanti anni mi sono paragonato al mostro di Frankenstein. Era una protesta alla mancanza di rispetto della mia emotività da parte della produzione. Io vivevo in mezzo alla campagna maremmana e trovandomi in una casa senza finestra, con la luce 24 ore su 24, circondato da 25 persone che altrimenti non avrei mai frequentato, ero un po’ nervoso. Dopo 20 giorni di gente che cercava l’inquadratura migliore o fingeva di svenire, ho dovuto mettermi in disparte per trovare il mio centro”.
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Lo sfogo in confessionale che passò alla storia
“Un giorno mi sono messo in un angolo in giardino per guardare il cielo perché volevo vedere qualcosa di reale e la produzione continuava a dirmi: ‘Filippo, cos’hai?’ (…) – ha raccontato – Probabilmente non avevo previsto una reazione del genere. Quando io chiedevo di essere lasciato in pace, loro continuavano. A quel punto, ho sbroccato. Mi avevano punito per un comportamento fuori dallo spirito del gioco (…) Avevo preparato la valigia e avevo chiesto il telefono, il mio portafoglio e due pacchetti di sigarette”. Filippo Nardi ha smesso di fumare tanti anni fa e dopo, qualche esperienza in tv (a “Le Iene” e come opinionista nei programmi di Barbara D’Urso) oggi fa un lavoro ordinario.
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Cosa fa oggi Filippo Nardi
“Quando la fama è calata, io ero sollevato. Non ho sofferto (…) – ha confessato Filippo Nardi – Sono stato in televisione per 25 anni e ho sempre detto: ‘Sono molto grato di essere in Italia perché secondo me è l’unico posto al mondo dove non devi saper fare nulla per andare in televisione’. Parlo per me, eh!”. “Non vivo più né a Milano né a Roma – ha confidato – Ho fatto per due anni il capo della comunicazione di un’azienda a Roma. Poi finito il contratto, sono tornato a vivere in campagna, in Romagna. In attesa di trovare un lavoro nel mio settore, mi sveglio prestissimo e faccio dei lavoretti e restauro mobili per amici. Faccio anche un programma in una radio locale. La sera prendo un furgoncino e vado a consegnare pizze. Ho appena finito, oggi ho fatto 140 chilometri. Quando mi chiedono perché consegno pizze, rispondo che mi danno da mangiare, mi pagano per imparare le strade e lavoro tre ore al giorno. Meglio di così…”.