Ansia, provocazioni e confessioni senza filtri a pochi giorni dal debutto live. Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, si racconta tra paure per il tour, rapporto con le sostanze, Milano e il peso di un cognome importante.
Il tour alle porte e la paura di non essere pronto
Il conto alla rovescia è iniziato: il tour partirà il 5 maggio da Nonantola, in provincia di Modena. A pochi giorni dal debutto, il rapper Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, ha raccontato nel podcast “Tintoria”, condotto da Daniele Tinti e Stefano Rapone, tutta la tensione che sta vivendo. “C’è grossa ansia, sono teso, ho un po’ il terrore per questo tour. È una cosa bella ma voglio arrivare preparatissimo e ancora non lo sono”, ha fatto sapere. Un mix di emozione e paura che lo sta spingendo a concentrarsi completamente sulla preparazione.
Tra le abitudini da rivedere, anche il fumo: “Sono un fumatore… e il fumo è nemico della voce”. Poi, senza giri di parole, ha aggiunto: “Da più piccolino fumavo solo sigarette e ora ho un meraviglioso rapporto con l’hashish”. Proprio su questo tema ha voluto chiarire un punto spesso dato per scontato.
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Creatività e droga: “È un falso storico”
Secondo Tredici Pietro non esiste un legame diretto tra sostanze e creatività: “Non credo che ci sia un rapporto tra il fumare e la creatività, è un falso storico. Alterarsi può darti un altro punto di vista, ma non a lungo termine”. E ancora: “Mi capita di scrivere dopo aver fumato, ma non credo che le due cose siano collegate”. Per lui la chiave è un’altra: “Secondo me la creatività è connessa esclusivamente con l’uscire dalla zona di comfort e sperimentare cose nuove, mettere la mente in condizione di vedere qualcosa di nuovo. Probabilmente il più grande nemico della creatività è la routine, questo è quello che ho sperimentato su di me. Però non è nell’uso costante di sostanze che sta la creatività”.

“La famiglia è fortemente progressista”
Nel corso dell’intervista non sono mancati racconti personali. Alla domanda sulla presenza di Silvio Berlusconi in casa, la risposta è stata netta: “Non è mai venuto a casa. La mia famiglia è fortemente progressista e bolognese, radicata nella storia di sinistra”. Poi un ricordo curioso: “Una volta è venuto Celentano, ma i miei genitori non mi hanno permesso di mangiare con loro a pranzo”.
La frase su Milano che fa discutere
Tra i passaggi più forti, quello dedicato al rapporto con Milano. “La città di Milano è rovinata da tutti gli emigrati che vengono a Milano. Sanno che quella non è casa loro, sanno che quello è il posto in cui realizzare i propri sogni e tornarsene a casa e quindi quel posto può rimanere sporco perché tanto non sarà il tuo e quindi viene un po’ sputtanata, secondo me”. Parole destinate a far discutere, che riflettono un primo approccio distante alla città.
Il cambio di prospettiva
Col tempo, però, il suo sguardo è cambiato.“Io l’ho vissuta un po’ con questo approccio qua del tipo: ‘Ah sta città di mer*a, me ne andrò subito’ e questo secondo me non te la fa vivere bene, non ti fa avere rispetto del luogo e di conseguenza di te stesso”, dice. Poi la svolta: “Una volta che ho conosciuto un po’ di gente di Milano, dei vari quartieri e ho capito che Milano è esattamente come Bologna, esattamente come tutte le città d’Italia, ovvero un paesino che vive de di quei gossip, di quelle storie di quartiere, allora ho iniziato ad avere un altro approccio nei confronti della città”.
Diverso invece il rapporto con il capoluogo emiliano. “È come se fosse divisa in due: chi è di Bologna vive con i bolognesi e chi è fuorisede vive con i fuorisede. Io non ho mai visto un fuorisede”. Una lettura che racconta una separazione sociale percepita nel quotidiano.

Il rapporto con Gianni Morandi
Inevitabile il passaggio di Tredici Pietro sul padre, il cantante Gianni Morandi, e sul duetto a Sanremo. “Il Festival con lui è stato una svolta. Lui è una grossa figura che ti anticipa, è uno che fa ombra e io quella cosa l’ho sofferta”. Poi il momento di svolta: “Ma, una volta arrivato su quel palco con le mie forze, era il momento di esorcizzare le proprie ombre. Cantare con il mio babbo è stato questo, essere pari rispetto a mio padre: la cosa più bella che ho fatto nella mia vita”.
Tredici Pietro, il figlio di Gianni Morandi a Sanremo
Il ricordo della settimana al Festival resta intenso. “A Sanremo è stata una settimana dispendiosa: sei sotto pressione per la musica, dovresti preparare la tua performance al massimo, sei esposto: invece dalle 9 del mattino alle 9 di sera vai in giro a promuoverti”. E conclude con una frase che sintetizza il suo approccio: “Hai voluto la bicicletta? E adesso pedala”.