Terrore durante il collegamento con "Unomattina", l'inviata del Tg1 fermata dai soldati ucraini

Terrore durante il collegamento con “Unomattina”, l’inviata del Tg1 fermata dai soldati ucraini

Daniela Vitello

Terrore durante il collegamento con “Unomattina”, l’inviata del Tg1 fermata dai soldati ucraini

| 03/03/2022
Terrore durante il collegamento con “Unomattina”, l’inviata del Tg1 fermata dai soldati ucraini

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Paura per Stefania Battistini, inviata del Tg1 in Ucraina. Stamani la giornalista era in collegamento con “Unomattina” dal balcone della sua stanza d’albergo quando alcuni agenti delle forze speciali ucraine sono piombati in camera sua e l’hanno intimata di seguirli. L’hotel in cui alloggia la Battistini si trova a Zaporizhzhia, vicino a Dnipro. 

Stefania Battistini (Foto Instagram)

Nessuno degli italiani riusciva a comunicare in russo

“Pistole e kalashnikov piantati in faccia. Urla in russo, spintoni – si legge nella ricostruzione del “Corriere della Sera” – I due operatori, Simone Traini e Mauro Folio, obbligati a sdraiarsi a terra con la canna del fucile a due centimetri dalla nuca, la giornalista lasciata in ginocchio. Stesso trattamento per i colleghi della stanza accanto, Cristiano Tinazzi e Andrea Carrubba, trascinati con gli altri ancora scalzi. Nessuno degli italiani riusciva a comunicare in russo e per dieci minuti hanno solo sentito minacce urlate. Gli sono stati tolti i telefoni e impedito di chiamare”.

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Stefania Battistini in collegamento con ‘Unomattina’ (Foto da video)

Il racconto di Stefania Battistini: “Urlavano come i pazzi”

“Eravamo in camera, in diretta con ‘Unomattina’, abbiamo sentito urlare, sbraitare e sbattere la porta – ha poi raccontato Stefania Battistini ai microfoni dell’Adnkronos – Sono entrati due agenti armati e con il mefisto, hanno buttato giù i due operatori di ripresa a terra, con il ginocchio sulla schiena e facendogli alzare le mani. Non capivano nulla di inglese quindi ci hanno tenuto dieci minuti urlando come pazzi, col kalashnikov puntato alla testa dei colleghi”.

Stefania Battistini (Foto Instagram)

“Vivono nel terrore che ci siano spie russe”

“Continuavano a chiederci ‘perché siete nel nostro Paese?’ – ha aggiunto – Io, forse perché pensano che le donne siano meno pericolose, sono stata delegata alla ricerca dei documenti. Credo siano stati chiamati dalla direttrice dell’albergo, che credo li abbia chiamati per segnalare un’attività secondo lei sospetta. Qui c’è un livello di paranoia totale, ogni cosa che per loro non è usuale ed è considerata una minaccia. Hanno paura, vivono nel terrore che ci siano spie russe, in parte e comprensibile ma per chi fa il giornalista è un incubo”.

Stefania Battistini (Foto Instagram)

“Alla fine si sono anche scusati”

“Se mi sono spaventata? Certo, quando vedi un collega con un’arma puntata alla testa ti preoccupi, sì – ha concluso – Qualcuno deve aver telefonato, ci deve essere stato qualcuno che ha evidentemente spiegato, è arrivata la polizia in borghese e la cosa ha preso dei contorni più dialoganti e civili e ci hanno lasciato alzare da terra. La situazione è tornata alla normalità, devo dire che alla fine si sono anche scusati, hanno detto ‘sorry’”.

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Pubblicato il 03/03/2022 17:46
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