Spaghetti all'astice a 126 euro a Siracusa: "E' una rapina"

Spaghetti all’astice a 126 euro in un ristorante di Siracusa: “E’ una rapina”

Daniela Vitello

Spaghetti all’astice a 126 euro in un ristorante di Siracusa: “E’ una rapina”

| 21/08/2023
Spaghetti all’astice a 126 euro in un ristorante di Siracusa: “E’ una rapina”

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Da 48 ore è virale sui social l’ennesimo scontrino “pazzo”. Come riporta “Leggo”, cinque persone hanno cenato a base di pesce in un ristorante ubicato nel centro di Siracusa. Il conto finale è stato di 476 euro ma ad accendere un vivace dibattito sono stati i 126 euro pagati per gli spaghetti all’astice. Stavolta però il web si è diviso tra chi considera un furto la richiesta del ristoratore (“Spero sia una fake perché non si può vedere scritto gli spaghetti all’astice 126 €….Una rapina!!!”) e chi non ci vede nulla di strano e invita le persone a leggere i prezzi indicati nel menù prima di fare l’ordinazione anziché lamentarsi a fine cena e mettere il proprietario del ristorante alla gogna sui social. “La colpa non è del ristoratore ma dei cog**oni che si siedono al tavolo senza leggere i prezzi del menù – sentenzia un utente – Quindi decidere se rimanere o andare via”. Senza considerare che il costo al chilo di un astice è comunque elevato anche per chi lo acquista per poi servirlo ai clienti.
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La nota dell’associazione dei ristoratori

L’associazione dei ristoratori ha fatto sentire la propria voce ricordando come i rincari siano una conseguenza della pandemia ma anche di speculazioni ancora in atto. “Farina +200% rispetto al 2022, mozzarella +60% in un anno, affitto locale +30% in dieci anni e la lista è lunga e potrebbe continuare – si legge in una nota diffusa da Tni Ristoratori Italia – Non si parla di questo, ma di uno scontrino di 2 euro per un piatto condiviso. Guarda caso questi polveroni vengono sollevati proprio nel momento in cui si deve far dimenticare il grosso dramma di: inflazione, mutui alle stelle, speculazioni e aiuto forzato alle povere banche. Basta mettere in croce e colpire l’intera categoria di ristoratori per due o tre scontrini. Sono casi isolati e comunque ogni ristorante ha tutti i prezzi ben visibili sui menù”.

“Le materie prime, gli affitti, l’acqua, continuano a rincarare e si tratta di speculazioni”

“Perché invece non si dice che dopo il Covid è aumentato tutto, tanto che i ristoratori dovrebbero adeguare i prezzi almeno volta a settimana? – recita ancora la nota – Invece nessuno lo fa, assorbiamo la quasi totalità di questi rincari, per consentire alle persone di venire ancora al ristorante, e intanto rischiamo di fallire. Le materie prime, gli affitti, l’acqua, la tariffa sui rifiuti continuano a rincarare e si tratta di mere speculazioni. Le commissioni sui Pos restano alte e ormai il 90% delle transazioni sono elettroniche, con migliaia di euro, frutto del lavoro dei ristoratori, che ogni anno vanno alle banche. I locali, soprattutto quelli di periferia, sono in ginocchio”.

Pubblicato il 21/08/2023 10:58

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