Argentero-Marino: “Siamo indignati e schifati! Hanno pubblicato le foto di nostra figlia senza permesso”

Daniela Vitello

Argentero-Marino: “Siamo indignati e schifati! Hanno pubblicato le foto di nostra figlia senza permesso”

| 31/10/2020

“Siamo indignati, schifati e rammaricati di come la parola ‘rispetto’ venga a mancare davanti al denaro. Siamo disgustati nel vedere […]

“Siamo indignati, schifati e rammaricati di come la parola ‘rispetto’ venga a mancare davanti al denaro. Siamo disgustati nel vedere come i direttori di due giornali permettano che la faccia di una neonata venga pubblicata…è immorale venire meno alla volontà di un genitore, è in altrettanto modo illegale postare il viso riconoscibile di un minore…Io e la mia compagna avevamo deciso di tutelare la cosa più preziosa che abbiamo. Siamo sicuri che l’avidità e la superficialità verranno punite nelle giuste sedi!”. Luca Argentero e Cristina Marino annunciano che ricorreranno alle vie legali contro due magazine (“Chi” e “Oggi”) rei di aver pubblicato alcune foto della loro primogenita Nina Speranza venuta al mondo lo scorso maggio.

Lo sfogo della coppia è affidato ad un video condiviso tra le Instagram Stories di Cristina Marino in cui anche il compagno fa sentire la propria voce. “Come sapete parliamo poco in coppia ma ci tenevamo a condividere con voi un accaduto molto spiacevole che ci porta a essere schifati e indignati, sono due aggettivi forti, ma è ciò che proviamo. Nina ancora una volta è stata pubblicata in maniera molto esposta su un giornale”, sbotta la neo mamma.

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“Nina esposta in modo irresponsabile sulle pagine della rivista”

“Nina è stata esposta in modo irresponsabile, schiaffata sulle pagine della rivista – le fa eco Argentero – Sicuramente ci sono cose più gravi in questo momento nel mondo, ma è grave tutto ciò che ti tocca da vicino e questa cosa ci tocca molto da vicino perché non è quello che volevamo. Avevamo deciso di evitare a Nina un’esposizione pubblica”.

“Soprattutto avevamo deciso di fare un po’ come ca**o ci pare in qualità di madre e padre – interviene la Marino – di fare quello che secondo noi è giusto, idoneo a nostra figlia. Non bastano due pixellini sul viso per non rendere riconoscibile un minore. Nostra figlia in queste foto si vede bene. Ci sentiamo privati del diritto di decidere se pubblicare le immagini di nostra figlia o no”.

“Vi presentiamo Nina, nella speranza che compriate una copia in meno”

A fine video i due genitori decidono di mostrare il volto della loro piccola senza censura. “Ora capiamo come mai tanti personaggi pubblici scelgono di pubblicare le foto dei loro figli – sentenziano – forse per evitare un accanimento e quindi vi presentiamo la piccola Nina sperando che vi venga voglia di comprare una copia in meno e che ci sia meno speculazione”.

L’ufficio legale di “Chi”: “Volto pixelato e immagini non lesive per il minore”

“Dagospia” pubblica la lettera inviata dall’ufficio legale di Mondadori all’avvocato di Luca Argentero:

“Gentile avv. Cascone,
rispondiamo alla Sua ricevuta in data 29 ottobre 2020 per comunicare quanto segue.
Non corrisponde a verità quanto da Voi affermato perché le immagini della figlia della sig.ra Marino e del Sig. Argentero sono sempre state pixelate, come prescritto dalla normativa.

Inoltre le immagini sono state acquisite correttamente, senza inganno. La famiglia era, infatti, in un luogo pubblico, in una delle strade più famose di Milano, e la bambina era fuori dal passeggino. Le fotografie, infine, non possono essere in alcun modo ritenute lesiva per il minore. Al contrario ritraggono la famiglia in un momento di assoluta serenità, dando modo di capire come sia possibile avere momenti di normale svago pur essendo famosi.

Quindi la pubblicazione, in linea con quanto prescritto dalla Carta di Treviso, non potrebbe mai nuocere all’armonico sviluppo della personalità del minore, essendo divulgati fatti positivi e al tempo stesso non eclatanti. Vi precisiamo, inoltre, di non aver mai messo le fotografie su alcuna pagina social della nostra rivista.

Tutto ciò, premesso, respingiamo fermamente le Vostre accuse e Vi chiediamo di astenerVi dall’offendere i nostri Direttori sui media”.

Il direttore di “Oggi”: “Pensavo a te come una persona normale in una gabbia di matti”

Anche Umberto Brindani, direttore di “Oggi”, ha replicato a Luca Argentero.

“Caro Luca, non ci conosciamo. Sinceramente non posso dire di seguirti (fra l’altro io non sono sui social) ma ovviamente so di te fin dai tempi del Grande Fratello, il tuo trampolino di lancio. So che sei un bravo attore e che ultimamente hai un enorme successo con la fiction “Doc”, della quale peraltro abbiamo parlato abbondantemente sul mio giornale. Di te abbiamo parlato anche per le tue vicende private, amori, separazioni eccetera, come succede a tutti i personaggi famosi. Mi ero fatto l’idea di una persona normale e ragionevole, in questa gabbia di matti che è il mondo dello spettacolo – scrive Brindani.

Così, dopo i primi attacchi verbali tuoi e di Cristina Marino, avevo deciso di non rispondere, perché pensavo che esistono cose più importanti al mondo e capivo che quando ci sono di mezzo i figli può capitare che i genitori perdano la testa. Ma con il montare della polemica e l’uso, da parte vostra ma anche dei vostri follower, di termini francamente inaccettabili e offensivi, ritengo di dover intervenire per fare chiarezza.

“Credevamo di fare una cosa bella e mostrarti come un papà tenero e affettuoso”

La foto in questione è stata scattata da un ‘paparazzo’ indipendente, il servizio ci è stato offerto e l’abbiamo regolarmente comprato e pubblicato. Ti confesso che credevamo di fare una cosa bella, positiva, che mostrava il “Doc” della tv come un papà tenero e affettuoso. Mai avrei immaginato le reazioni inviperite che ci sono state, compresa una spiacevole telefonata di Cristina, in cui ha usato più volte la parola “aberrante” (espressione che forse dovrebbe essere destinata a ben altre situazioni). Peraltro la famosa foto ti mostra mentre guardi in macchina e poteva far pensare che la cosa fosse stata in qualche modo concordata o accettata. Dite che non vi eravate accorti del fotografo? Ti credo, ma resta la sensazione che fosse tutt’altro che uno scatto “rubato”.

Ti abbiamo cercato telefonicamente, tramite il tuo agente, ma non siamo riusciti a parlarti: non avevi tempo, non potevi, non saprei. Così abbiamo preparato la copertina, pixelando la bambina, e abbiamo scritto un pezzo “a tavolino”, usando anche tue dichiarazioni rilasciate in precedenza ad altri media (citando la fonte). In zona Cesarini, a poche ore dalla chiusura, ti sei fatto vivo con la nostra giornalista e ci hai rilasciato qualche dichiarazione che abbiamo aggiunto al pezzo, e che in seguito abbiamo “lanciato” alle agenzie.

Ora, sulla dimensione dei pixel sulla foto si può discutere fino allo sfinimento. Erano sufficienti? Non lo erano? Se davvero vorrete «adire le sedi competenti», lo stabilirà un giudice (e forse un altro giudice stabilirà se le offese che ho ricevuto sono passibili di sanzione nei confronti degli autori). In alternativa, la discussione che ne è nata può diventare fonte di riflessione, sia per chi fa il mio mestiere sia per chi è oggetto delle attenzioni del pubblico.

“Da anni mi comporto nello stesso modo e nessuno ha mai avuto da ridire”

Per quanto mi riguarda, dirigo giornali da una vita e mi sono sempre comportato nello stesso modo, senza mai avere problemi: i minori vanno pixelati, salvo che non ci sia la liberatoria da parte dei genitori. Quanti pixel vadano messi, e dove, non lo dice nessuna legge e tutto è demandato alla sensibilità dei singoli: ci sarebbe anzi da augurarsi che il legislatore provvedesse a dare indicazioni più precise in merito, se non altro per dare ai direttori parametri esatti da applicare. Quello che so, al momento, è che da anni si segue questa procedura e nessuno ha mai avuto niente da ridire.

A proposito del testo, mi spiace che parliate di “articolo non concordato”: forse pensate che tutti gli articoli che vi riguardano debbano essere “concordati”? Se è così, avete un’idea un po’ bizzarra del giornalismo. Tu, soprattutto, sei un personaggio pubblico e famoso, in queste settimane al centro dell’attenzione per il successo della fiction. Ovvio che ci sia pressione mediatica su di te: se non la vuoi non hai che da cambiare mestiere, vedrai che fotografi e giornali ti lasceranno in pace.

Piaccia o no, queste sono le regole della società dello spettacolo, in tutto il mondo. Quanto alla definizione di “vero e proprio piccolo furto”, mi verrebbe da dire che sono indignato a mia volta (per le ragioni che ho spiegato sopra: nel pezzo ci sono frasi tue dette a noi e frasi tue dette ad altri citate con la fonte), se non fosse che lascio volentieri l’indignazione, l’essere “schifati” e altre amenità a problemi ben più gravi della pubblicazione di una dolcissima foto di un papà famoso con la sua bambina.

“Non mi aspetto delle scuse ma una riflessione”

Un altro paio di considerazioni. Sono stato da voi accusato di agire “per denaro”, di avidità, di immoralità, di furto… Lo dico con la massima tranquillità: Luca e Cristina, vi rendete conto della gravità delle vostre affermazioni nei confronti di un professionista che fa solo il suo mestiere? Senza guadagnarci un centesimo in più? Senza rubare alcunché? E con il massimo rispetto per le persone coinvolte, come testimonia tutto il “clima” positivo del servizio? Non mi aspetto delle scuse, non ce n’è bisogno, ma solo una riflessione da parte vostra.

In definitiva, ho sbagliato la dimensione dei pixel? Avrei dovuto cancellare tutto il volto? Avrei dovuto mettere una pecetta nera come nelle riviste erotiche degli anni Sessanta? Avrei dovuto chiedervi il permesso di pubblicare, con tanti saluti alla libertà di stampa? Non lo so, voi avete la vostra idea, io la mia, altri valuteranno. Da parte mia, se ho involontariamente offeso la vostra sensibilità, non posso che scusarmene.

“Benvenuti nel mondo reale”

Aggiungo solo un’ultima considerazione. Vedo che adesso avete deciso di esporre la bimba sui vostri social, cosa che obiettivamente stride con la richiesta dei vostri avvocati di rimuovere le foto di Oggi dal Web e cessare la diffusione eccetera eccetera. Ma tant’è. Avete spiegato: «Ora capiamo come mai tanti personaggi pubblici scelgono di pubblicare le foto dei loro figli, forse per evitare un accanimento in questo senso, e quindi vi presentiamo la piccola Nina sperando che vi venga voglia di comprare una copia in meno di questi giornaletti».

Vabbè, a parte che noi non siamo un giornaletto, così come tu non sei un attorucolo, benvenuti nel mondo reale”.

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