Gabriel Garko: “Io incastrato in un meccanismo che mi stava soffocando. Non mi sono mai goduto il successo”

Daniela Vitello

Gabriel Garko: “Io incastrato in un meccanismo che mi stava soffocando. Non mi sono mai goduto il successo”

| 04/10/2020

Ospite di Silvia Toffanin a “Verissimo” dopo il coming out al “Grande Fratello Vip”, Gabriel Garko spiega il motivo per cui per tanti anni ha tenuto nascosto il proprio orientamento sessuale.

L’attore addossa la colpa ad un sistema che gli ha impedito di essere se stesso. Garko spiega che la scelta è stata sua ma precisa che se non si fosse adeguato non avrebbe potuto fare il lavoro dei suoi sogni.

“Non sono mai stato falso in passato, sono sempre stato molto vero – esordisce – La differenza è che oggi mi ritrovo a poter parlare senza una maschera davanti. Anzi, non era più una maschera. Era diventato uno scafandro”.

“Non ho preso in giro nessuno, ho solo fatto un torto a me stesso”

“Rispetto alle relazioni che sono state raccontate sui giornali, la gente può sentirsi presa in giro ma fondamentalmente non è così – spiega – Dietro quelle relazioni costruite c’è un sistema che lo impone. Se fossi stato sincero, forse non avrei fatto questo lavoro, forse non avrei interpretato i personaggi che ho interpretato sino a oggi. Quando ho iniziato ero piccolo e ho preso questa imposizione come un gioco. Ad un certo punto mi sono ritrovato dentro una macchina che mi ha incastrato e forse il gioco non è stato poi così tanto divertente. L’ho mantenuto consapevole del fatto che non ho mai fatto un torto a nessuno, se non a me stesso”.

“Dire che sono stato pagato per fare coming out è offensivo”

“Hanno detto che sono stato pagato per fare il coming out… Da che mondo è mondo ogni personaggio viene pagato per fare un’ospitata televisiva, indipendentemente da quello che dice. Come affermazione l’ho trovata molto offensiva nei miei confronti e nei confronti di altra gente. Perché questo non è un problema che riguarda solo il mio lavoro e stiamo dimostrando che pur essendo nel 2020 non è cambiato nulla. Ci sono tantissimi lavori in cui la gente è obbligata a nascondersi per lo stesso motivo. Perché un attore etero può vincere l’Oscar interpretando il ruolo di un gay ma un gay non può interpretare il ruolo di un etero? Cosa c’è di diverso? Iniziamo a focalizzarci sulla persona. Il mio più grande desiderio è che una persona non debba andare in televisione a denunciare le proprie preferenze sessuali ma che venga semplicemente giudicata per la persona che è, per il lavoro che svolge e per come lo svolge. Però siamo ancora molto lontani da tutto questo”.

“Se hai un certo tipo di orientamento sessuale, non puoi fare questo lavoro”

“Perché dirlo adesso? E’ successo che mi sono allontanato dalle scene e ho avuto modo di vivere con me stesso – confessa – Io non ho ammazzato nessuno, negli ultimi anni ha iniziato a pesarmi il fatto di non poter avere una relazione con una persona, di non poter uscire per strada con lei. In passato, per tantissimi anni, le ho vissute sempre circoscritte dentro un recinto ben preciso. In più ho visto una persona a cui voglio molto bene, Adua Del Vesco, in difficoltà in televisione. Mi ha dato fastidio che dovesse continuare a tenere in piedi una recita per proteggermi. Io e Adua non ci vedevamo mai, erano soltanto foto sui giornali che io non volevo nel modo più assoluto. Però il sistema funziona in questo modo. Ripeto, ho giocato ma poi mi sono scottato. Non voglio piangermi addosso e non voglio fare la vittima, è l’ultima cosa che voglio. Se ho deciso di fare questo tipo di vita, l’ho fatto perché volevo fare un lavoro che mi piaceva. Però veniva imposto che se hai un certo tipo di orientamento sessuale, non puoi fare quel lavoro”.

“I miei genitori e le mie sorelle mi hanno sempre protetto”

“Io prima vivevo molto bene la mia sessualità – racconta – In casa mia l’hanno sempre saputo, i miei genitori mi hanno sempre protetto. Mia madre e mio padre non mi hanno mai giudicato per nessuna scelta che ho fatto. Le mie sorelle pure. Anzi, mi hanno sempre aiutato, coperto”.

“Il proprio orientamento sessuale non è una scelta, uno ci nasce”

“Il mio desiderio sin da bambino era quello di fare l’attore – prosegue – Ho capito che per fare questo lavoro non si poteva essere in quel modo. All’inizio non ero consapevole di dove sarei andato a parare dopo. Nel tempo ho capito che questa cosa era tanto pesante. Io non avevo più addosso una maschera, avevo uno scafandro che ancora faccio fatica a togliere”.

“Pensavi che se tu lo avessi detto sarebbe finito il lavoro?”, chiede Silvia Toffanin. “Mi è stato insegnato così – replica Garko – Oggi spero che le cose cambino. La prova sarà se io potrò continuare a fare i ruoli che facevo prima indipendentemente da quello che io faccio a casa mia e nel mio letto. Allora dobbiamo andare a giudicare tutti…è un gioco strano, brutto, che io non voglio fare. Il proprio orientamento sessuale non è una scelta, uno ci nasce. Non prendiamoci in giro! E’ un mostro che ti nasce dentro e non sai neanche che cos’è perché comunque ti è stato insegnato che nella vita devi essere altro. Quando capisci cos’è, lo accetti, stai bene con te stesso e ti rendi conto che non puoi stare bene con gli altri. Io ho dovuto fare retromarcia. Io ho fatto analisi per tanto. Riuscire ad incastrarmi dentro un personaggio che non ero io e anche fare le interviste è stato difficilissimo”.

“La mia prima storia con un uomo è durata 11 anni”

“Quattordici anni fa ho rotto un po’ gli schemi, mi sono preso una casa lontano da tutti – confida l’attore – Ho avuto la prima storia con un ragazzo che si chiama Riccardo, è durata 11 anni. Mi è rimasto vicino in un periodo difficilissimo. Vivevamo insieme, capitava che venivano a casa degli amici che non sapevano di noi o forse sì. Quando se ne andavano, anche Riccardo faceva finta di andar via, faceva il giro con la macchina e poi tornava a casa. La mattina, mezz’ora prima che arrivasse la governante, lui si alzava e andava a dormire nella stanza degli ospiti. Vivevo una condizione molto falsata anche dentro casa. Uscivamo sempre con altre persone e se andavamo in vacanza dovevano essere sempre vacanze organizzate con altra gente”.

“La verità è che non mi sono mai goduto il successo”

“Sono stati anni belli sotto un certo punto di vista ma se devo dire la verità io non mi sono mai goduto il successo – ammette – Ho scelto io, per carità, ma o fai in quel modo o niente. Ti ritrovi incastrato in un meccanismo che pian piano ti soffoca sempre di più. Ero assorbito dal lavoro, ero sempre sul set, ero talmente impegnato ad interpretare un ruolo che non mi rendevo conto che mi ero messo ad interpretarlo anche nella vita. Era un segreto di Pulcinella nell’ambiente dove comunque negli ultimi tre anni e mezzo non ho più avuto alcun problema a parlarne. Il problema era col pubblico, avevo paura che potesse sentirsi preso in giro. Quello che vorrei far capire è che sono sempre io, non sono cambiato”.

“Tra me e Eva Grimaldi niente sesso”

“Con Eva Grimaldi ci siamo spalleggiati tanto – rivela – Abbiamo vissuto insieme per otto anni. Per quanto mi riguarda, io e lei siamo stati una coppia, forse quello che mancava era solo il sesso. L’ho amata e la amo tuttora…tantissimo. Lei ha dato tanto a me e io ho dato tanto a lei. Ci siamo sostenuti tantissimo anche in momenti di difficoltà reciproca. Il nostro è stato un rapporto molto vero. Probabilmente avrei potuto anche sposarla”.

“Io e Gabriele Rossi ci siamo lasciati, oggi frequento un altro”

“Mi sto frequentando con una persona con cui penso di trovarmi molto bene – confida – Non voglio dire troppo perché abbiamo appena iniziato. Con Gabriele Rossi la storia si è conclusa, siamo rimasti in ottimi rapporti, ci sentiamo tutti i giorni. Forse ci vogliamo più bene oggi da amici”.

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