Lapo Elkann, le foto del sì vendute per beneficenza: ecco l'album

Lapo Elkann, le foto del sì vendute per beneficenza: ecco l’album

Daniela Vitello

Lapo Elkann, le foto del sì vendute per beneficenza: ecco l’album

| 20/10/2021
Lapo Elkann, le foto del sì vendute per beneficenza: ecco l’album

Le nozze nel giorno del suo 44esimo compleanno

  • Il rampollo di casa Agnelli ha sposato la portoghese Joana Lemos
  • “E’ l’unica donna che non sta con me per visibilità e soldi”
  • Lo sposo è arrivato a bordo di una Fiat 500 old school, in omaggio a nonno Gianni

“E’ stato il giorno più felice della mia vita”. Così Lapo Elkann su Twitter a proposito del matrimonio con la 47enne Joana Lemos celebrato nel giorno del suo 44esimo compleanno in Portogallo, terra natale di lei, alla presenza dei familiari e degli amici più intimi. 

Sempre su Twitter, il rampollo di casa Agnelli ha rivolto un pensiero ai suoi cari ma anche agli affetti della neo moglie che, come precisato tempo fa in un’intervista al “Corriere della Sera”, “è la prima donna che mi porta su e che non sta con me per la visibilità o i soldi”.


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“Grazie a mia sorella, mio fratello, papà Alain e il resto della mia famiglia – ha cinguettato lo sposo – Grazie alla bellissima famiglia di Joana. Ci dimostrano ogni giorno il #VeroAmore prendendoci per mano nel buio di una tempesta e rimanendo vicino nei giorni più luminosi”.

Le nozze di Lapo Elkann e Joana Lemos (Foto ‘Chi’)

Il settimanale “Chi” ha dedicato ben 18 pagine all’evento con tutte le foto ufficiali della cerimonia e le dichiarazioni degli sposi. La coppia ha concesso l’esclusiva al magazine diretto da Alfonso Signorini per un fine benefico, una donazione alla Fondazione Laps di cui Lapo è presidente e Joana vicepresidente.

Le nozze di Lapo Elkann e Joana Lemos (Foto ‘Chi’)

“Abbiamo scelto un matrimonio molto discreto – hanno spiegato gli sposi a “Chi” – perché volevamo condividere questo giorno speciale solo con le nostre famiglie e gli amici più cari, in linea con la discrezione che abbiamo avuto da quando siamo stati insieme. Il vero amore è riservato, privato e intimo”.

Le nozze di Lapo Elkann e Joana Lemos (Foto ‘Chi’)

La cerimonia si è svolta nella tenuta degli sposi a Tavira, in Portogallo, lo scorso 7 ottobre. L’abito della sposa era disegnato da Frida Giannini, quello dello sposo era un frac disegnato da Rubinacci, il suo sarto napoletano. Testimoni di Lapo i fratelli John e Ginevra e Armando Barzola, suo maggiordomo per anni. Anche Joana ha scelto i suoi fratelli, Gonçalo e Bruno Mascarenhas de Lemos come testimoni.

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Le nozze di Lapo Elkann e Joana Lemos (Foto ‘Chi’)

Un funzionario portoghese dell’Algarve ha letto i documenti e condotto la cerimonia in portoghese e in italiano. Anche il rabbino Sholom Rosenfeld ha dato la sua benedizione agli sposi. Il padre, il fratello, il cognato e la cognata di Lapo hanno fatto discorsi molto commoventi. Un altro momento emozionante è stato quando, durante la cena, Joana ha cantato guardando negli occhi Lapo. Lo sposo è arrivato a bordo di una Fiat 500 old school, in omaggio al nonno Gianni Agnelli. Al termine della cerimonia gli sposi  si sono allontanati su una 500 Spiaggina elettrica.

Le nozze di Lapo Elkann e Joana Lemos (Foto ‘Chi’)

Il tema scelto dalla coppia per la festa seguita alla cerimonia nuziale era Tropical, che ha ispirato l’arredamento e l’atmosfera. C’era musica portoghese e italiana. Lapo ha fatto una sorpresa a Joana e ha invitato il cantante portoghese Tony Carreira e lei ha fatto lo stesso invitando i Gipsy Kings, la band preferita del nonno di Lapo, Gianni Agnelli, e una delle band preferite di Lapo.

Le nozze di Lapo Elkann e Joana Lemos (Foto ‘Chi’)

La coppia ha rilasciato una dichiarazione a “Chi” riguardo i prossimi obiettivi della Fondazione Laps: “Purtroppo c’è ancora molto da fare. La pandemia ha lasciato profonde cicatrici su milioni di vite ed è importante che chi ha i mezzi per aiutare gli altri lo faccia, sostenendo chi è in maggiore difficoltà, in tutte le aree geografiche, perché, in un modo o nell’altro, tutti sono stati toccati dal flagello della pandemia. Come cittadini del mondo, è un dovere farlo. E, ancora una volta, vorremmo ringraziarvi a tutti coloro che ci sostengono e ci aiutano a promuovere questi progetti di beneficenza, tra cui il settimanale ‘Chi’”.

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