Maria Grazia Cucinotta: "Il Postino? Abbiamo finito il film e il giorno dopo Troisi se ne è andato"

Maria Grazia Cucinotta: “Il Postino? Abbiamo finito il film e il giorno dopo Troisi se ne è andato”

Daniela Vitello

Maria Grazia Cucinotta: “Il Postino? Abbiamo finito il film e il giorno dopo Troisi se ne è andato”

| 06/05/2021
Maria Grazia Cucinotta: “Il Postino? Abbiamo finito il film e il giorno dopo Troisi se ne è andato”

L’attrice è appena tornata dalla Cina

  • Il racconto: “Sono stata quasi due mesi e mezzo. Lì sono Covid free”
  • “Quando è arrivato il successo, non avevo accanto le persone giuste”
  • Il pregiudizio secondo cui bellezza non fa rima con intelligenza

Nel corso di un intervento al programma radiofonico “I Lunatici” in onda su Radio 2, Maria Grazia Cucinotta racconta di essere appena tornata dalla Cina dove ha trascorso quasi due mesi e mezzo.

“Sono stata in Cina, lì è tutto finito, sono stati bravi”

“In Cina è tutto finito – svela in riferimento alla pandemia – All’inizio stentavo a crederci. E’ anche vero che quando sono arrivata mi sono fatta 21 giorni di quarantena, ma non a casa. Ti prelevano dall’aereo, ti disinfettano, disinfettano i tuoi bagagli, poi vieni rinchiusa in una camera di un albergo covid in cui ti portano da mangiare tre volte al giorno, ti prendono la temperatura due volte al giorno, ti fanno i tamponi una volta a settimana e alla terza settimana ti rilasciano un codice sul telefonino con il quale poi puoi andare in giro. Sono molto severi nei controlli, ma il tracciamento che fanno rende poi le persone libere di andare in giro. Io ho girato tutta la Cina, è veramente Covid free. Sono stati bravi”.


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Maria Grazia Cucinotta con il marito Giulio Violati (Foto Instagram)

“Non so se noi italiani ne usciremo migliori”

“Se noi italiani ne usciremo migliori? Non lo so – sentenzia – Sicuramente un po’ distrutti. Il cinema, l’arte, tutto quello che è a contatto con il pubblico, ha sofferto e continua a soffrire. Non credo che la sofferenza porti a un miglioramento, ti porta a dover ripartire da zero quando avevi costruito un qualcosa che comunque andava. Non so se la sofferenza migliori le persone. Forse le porta ad apprezzare di più la vita. Ci siamo resi conto di essere tutti molto vulnerabili. Riapprezzeremo la possibilità di andare al cinema, a cena, a teatro. O anche semplicemente di abbracciarci”.

Maria Grazia Cucinotta (Foto Instagram)

“Il Postino? Abbiamo finito le riprese e il giorno dopo Troisi se ne è andato”

Riguardo al film capolavoro “Il Postino”, l’attrice messinese dice: “Non mi stanco mai di parlarne, è un modo per essere grati a chi mi ha dato l’opportunità della vita. Sul set all’inizio non ci rendevamo conto che stavamo facendo una cosa così importante. Troisi? Sempre ironico, scherzoso, non si è mai pianto addosso. Ci siamo dovuti fermare perché la sua situazione di salute è peggiorata, ma lui ha rifiutato di fermarsi, ha detto che voleva finire il film con il suo cuore. E così è stato. Abbiamo finito il film la sera alle dieci e lui si è addormentato il giorno dopo alle due del pomeriggio. Mi ritrovavo con un filmone che ha emozionato il mondo intero, anche molto impreparata”.

Maria Grazia Cucinotta e Massimo Troisi (Foto da video)

“L’America mi ha salvata, lì conta la meritocrazia”

“Il successo quando arriva ti fa anche molta paura – confessa – Ero troppo giovane, forse non avevo accanto le persone giuste. Perché le persone da una parte ti amano, da un’altra parte ti detestano. Mi ha salvato l’America. Ero talmente ragazzina, talmente impreparata, che non capivo nemmeno quello che mi stava capitando. In America ho ricominciato da zero, ho studiato, mi sono preparata. In America non giudicano, hanno una cosa fantastica che si chiama meritocrazia, ti aiutano a raggiungere i progetti giusti, a crescere, a migliorarti. Dovevo capire cosa fosse veramente il cinema e in America l’ho fatto. Ho scelto di tornare in Italia perché l’Italia è creatività, arte, bellezza”.

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Maria Grazia Cucinotta con la figlia Giulia (Foto da video)

“Alcune persone mi dicevano ‘ah, sei anche intelligente’”

A proposito di bellezza (la sua), confida: “Da ragazzina pensavo di avere mille difetti, ho capito com’ero attorno ai quarant’anni e ho finito di capirlo forse adesso. La bellezza comunque è un’arma a doppio taglio. Quando la tua immagine è troppo forte, le persone stentano a credere che dietro ci sia anche un cervello. Ho incontrato persone che mi dicevano ‘ah, ma sei anche intelligente’. E io mi chiedevo ‘ma perché ho proprio la faccia da deficiente?’ Non capisco dove possa esserci un limite tra la bellezza e l’intelligenza”.

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