“Striscia” sul drive in di Palermo: “Facilissimo mandare qualcuno a fare il tampone al proprio posto”

Daniela Vitello

“Striscia” sul drive in di Palermo: “Facilissimo mandare qualcuno a fare il tampone al proprio posto”

| 09/12/2020

Mandare qualcuno a fare il tampone al proprio posto per ottenere esito negativo e continuare a circolare liberamente: succede a Palermo dove alcuni furbetti approfittano della leggerezza con cui al drive in dell’Asp vengono effettuati i tamponi rapidi senza chiedere il documento d’identità. Stefania Petyx ha indagato sulla vicenda.

“Quando pensiamo di averle viste tutte, il pazzo mondo dei tamponi riesce sempre a sorprenderci. Questa volta con le truffe – ha esordito l’inviata di “Striscia La Notizia” in un servizio andato in onda lunedì 7 dicembre – Intorno a noi c’è un vero e proprio mercato nero dei tamponi. Pensate che c’è chi scelleratamente si procura tamponi negativi per non rinunciare a un viaggio o per non perdere giorni di lavoro o addirittura per poter andare dal dentista”.

Il tg satirico di Canale 5 ha raccolto la testimonianza di una ragazza con il volto oscurato e la voce resa irriconoscibile. La giovane ha raccontato che alcuni suoi amici positivi al Covid hanno mandato al loro posto al drive in altre persone che sono risultate negative. Tutto questo pur di continuare a lavorare.

La Petyx ha dimostrato quanto è facile imbrogliare una volta giunti al drive in per tamponi dell’Asp: “Abbiamo mandato un nostro gancio (con telecamera nascosta, ndr.) a fare il tampone e guardate come funziona. All’ingresso ti consegnano un modulo da compilare con le tue generalità ma al momento del tampone nessuno chiede il documento e quindi puoi scrivere il nome che vuoi. Increduli, abbiamo mandato un altro gancio e anche in questo caso nessuno ha chiesto nulla. Ne abbiamo mandato un altro ancora e anche in questo caso nessuno ha chiesto il documento. A questo punto abbiamo chiesto spiegazioni”.

Ecco la risposta ricevuta sul posto: “Noi non li chiediamo i documenti perché questo è un drive in. Allora se lei viene beccato che sta scrivendo il falso, lei prende una penale di quelle potentissime. Mica sta andando a fare una cosa privata. Questo è un drive in”.

“A questo punto chiunque può entrare qui e dare un nominativo a caso. Insomma, imbrogliare è troppo facile – ha sottolineato l’inviata di “Striscia” – È incredibile che tutto ciò avvenga proprio nel drive in organizzato dalla Regione. Infatti, è proprio l’Asp a chiedere agli utenti di portare il documento di riconoscimento. Peccato che poi nessuno lo chieda e per i malintenzionati questo è un invito a nozze”.

L’Asp di Palermo ha risposto via mail attraverso il suo ufficio stampa promettendo che “l’organizzazione dello screening avrà cura di un controllo più stringente sull’identità delle persone che, comunque, nel compilare il consenso informato, si assumono la responsabilità in tutte le sedi competenti di eventuali dichiarazioni false e mendaci, oltre che all’azione penalmente rilevante per tutti gli altri aspetti”.

“Eppure noi dopo qualche giorno siamo tornati a controllare e non chiedono nessun documento”, ha fatto sapere Stefania Petyx.

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