Feltri choc sul caso Genovese: “La ragazza è stata ingenua. Pensava di dire il rosario in camera da letto?”

Daniela Vitello

Feltri choc sul caso Genovese: “La ragazza è stata ingenua. Pensava di dire il rosario in camera da letto?”

| 24/11/2020

Bufera su Vittorio Feltri. Questa mattina, alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, su “Libero” è uscito un suo editoriale dal titolo “La ragazza stuprata da Genovese è stata ingenua”. Il bergamasco analizza a suo modo il caso della 18enne violentata e seviziata per quasi un giorno all’interno del superattico milanese dell’imprenditore milionario Alberto Genovese in carcere per violenza sessuale, lesioni, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti e sequestro di persona. Una vicenda che ha sconvolto e indignato l’opinione pubblica. Altrettanto sdegno sta suscitando il Feltri- pensiero.

“Chi fa uso di coca perde la capacità di autogestirsi”

“Il signorino di cui trattiamo consumava cocaina a strafottere e spesso la sera, per vincere la noia, organizzava nel proprio lussuoso attico dei festini con amici e soprattutto amiche che si concludevano con grandi performance gastrosessuali – scrive – Questo stile di vita notturna è abituale, tipico di chi, stremato dalla routine, cerca svaghi oltre la legalità, il lecito. Capisco che Genovese, facoltoso oltre il limite della normalità, spingesse abitualmente l’acceleratore sulla strada del piacere. Nessuno lo condannerebbe per queste disgressioni, tantomeno io che sono uomo di mondo. Ciò che fa schifo nella sua condotta è l’abuso della micidiale polverina bianca, notoriamente devastante sul cervello di chi ce l’ha piccolo e poco funzionante. Va da sé che drogarsi allontana dalla realtà e favorisce comportamenti riprovevoli e addirittura criminali. Ma è altrettanto vero che chi si incammina sulle piste di coca perde la coscienza e la capacità di autogestirsi. Rimane un mistero”.

“Si fa fatica a sco*are una che te la dà volentieri, figuratevi una che non ci sta”

“Genovese, il quale nella vita aveva ottenuto qualsiasi soddisfazione non solo finanziaria, che bisogno aveva di ricorrere agli stupefacenti per campare agiatamente? Certo, gli piacevano le donne e non credo faticasse a procurarsene in quantità – prosegue – Che necessità aveva di ricorrere allo stupro per impossessarsi di una ragazza bella e giovane, dopo averla intontita con sostanze eccitanti? Ciò è incomprensibile sul piano logico. Personalmente ho constatato che si fa fatica a sco*are una che te la dà volentieri, figuratevi una che non ci sta. Dicono che Genovese sia andato avanti tutta la notte a violentare Michela, una ragazzina di 18 anni la quale pare fosse la terza volta che si recava nella abitazione del nostro ‘eroe’ del menga. Prima osservazione. Dopo che hai penetrato la fanciulla non sei soddisfatto? Nossignori. Vai avanti a farlo fino all’alba. Ammazza che forza. Sei un uomo o un riccio? Come si fa a darci dentro per tante ore. Io, anche quando ero un ragazzo, dopo il primo coito al massimo fumavo una sigaretta, poi dormivo delle grosse”.

“La vittima pensava di andare a recitare il rosario in camera da letto?”

“D’accordo che Genovese era carburato dalla coca, ma la cosa non giustifica tanto accanimento sulla pa*sera. Quanto alla povera Michela, mi domando: entrando nella camera da letto dell’abbiente ospite cosa pensava di andare a fare, a recitare il rosario? Non ha sospettato che a un certo punto avrebbe dovuto togliersi le mutandine senza sapere quando avrebbe potuto rimettersele? Tanto più che Alberto godeva della fama di mandrillo. Sarebbe stato meglio rimanere alla larga da costui. Che adesso la vedrà brutta o non la vedrà per anni, perché sarà condannato. Gli auguriamo almeno di disintossicarsi in carcere. Alla sua vittima concediamo le attenuanti generiche, ai suoi genitori tiriamo le orecchie”.

La testimonianza della 18enne

“Io non ho mai fatto male a nessuno, non riesco a capire perché non è stato dato nessun valore alla mia vita, ho visto la morte in faccia e non riesco a spiegarmi il perché di questa crudeltà”. A parlare così attraverso il suo avvocato a “Non è l’Arena” è la 18enne violentata da Alberto Genovese, fondatore di Facile.it. “Più volte le sue amiche hanno cercato di salvarla, ma alla fine la ragazza è riuscita a scappare da sola verso le 21.30 del giorno dopo. È stata un giorno intero in quella camera, da sabato alle 21.30 fino alla sera della domenica dopo. Quando è fuggita Genovese le ha anche buttato 100 euro dalla finestra in segno di spregio”, aggiunge il legale della ragazza.

La 18enne ripercorre l’orrore vissuto anche a “Live – Non è la D’Urso”: “Dopo il suo arresto miei ricordi si sono fatti sempre più precisi e la cosa che mi fa più male è sentire i commenti di queste persone che cercano di darmi una colpa o di giustificare quello che mi è stato fatto. Quello che ho vissuto io, quelle ore di paura non si possono neanche immaginare. Ho avuto paura di morire, ho rischiato di morire. Ho avuto paura di non poter rivedere più la mia mamma, il mio papà, le mie sorelle, i miei amici”. “Non ho mai percepito questo ambiente come viscido – spiega – Andavo lì per divertirmi e mi sono ritrovata a vivere un inferno. Penso che manchi tanta sensibilità riguardo all’argomento perché molta gente parla, molta gente specula, molta gente commenta. Mi sono vista dipinta in tanti modi, cosa che comunque non giustificherebbe quello che mi è stato fatto ma mi infastidisce perché io non sono così. Io, che sono la vittima, mi sono sentita più volte offesa, più volte attaccata ingiustamente perché dopo tutto quello che ho vissuto, quest’ulteriore ‘violenza mediatica’ non penso assolutamente sia giusta. In questo momento chiederei un po’ di umanità a tutti”.

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