Karina Cascella, la dolorosa confessione in tv: "Beveva e mi picchiava..." - Perizona Magazine

Karina Cascella, la dolorosa confessione in tv: “Beveva e mi picchiava…”

Daniela Vitello

Karina Cascella, la dolorosa confessione in tv: “Beveva e mi picchiava…”

| 02/10/2019

Siamo abituati a vederla forte e combattiva ma Karina Cascella nasconde un lato molto fragile legato alla sua infanzia difficile. […]

Siamo abituati a vederla forte e combattiva ma Karina Cascella nasconde un lato molto fragile legato alla sua infanzia difficile. Entrambi i genitori dell’opinionista sono morti prematuramente. Il padre era un cantante napoletano piuttosto famoso che spesso tornava a casa ubriaco. Le discussioni con la moglie erano all’ordine del giorno e la piccola Karina era, suo malgrado, uno spettatore silenzioso di quei furibondi litigi. La madre è morta quando lei aveva 18 anni, un anno e mezzo dopo la scomparsa del padre.

“Io sono sempre quella battagliera, quella che strilla, che vuole imporre la sua personalità. Fondamentalmente questo atteggiamento proviene da una rabbia che purtroppo rimane dentro dopo un vissuto molto difficile – svela a “Pomeriggio Cinque” – Mio padre aveva grandissimi problemi con l’alcol e ci ha picchiato per diverso tempo. A 18 anni ho deciso di andare via di casa perché non ne potevo più. Tante donne convivono con uomini che le picchiano e picchiano i loro figli. Devono scappare, denunciare, prendere una posizione forte. A casa mia è sempre andata così, anche quando mia madre era incinta di me e delle mie sorelle. Picchiava anche me, ho passato tante notti insonni e la mattina arrivavo a scuola stanchissima. Perché mia madre non ha mai denunciato? Questa è una cosa che mi rattrista molto. Erano altri tempi, non aveva il coraggio di lasciare tutto. Oggi le cose sono cambiate e le donne devono trovare assolutamente questo coraggio. Ci sono tante strutture che aiutano le donne con figli in difficoltà. Perché poi le conseguenze le paghiamo noi. Ancora oggi ho gli attacchi d’ansia. Dopo la morte di mia madre, io e le mie sorelle siamo rimaste sole. Non avevamo neanche i soldi per il funerale. Io guardavo quella bara, seduta in quella chiesa, e non ci potevo credere. Stringevo le mani delle mie sorelle. Parlavo con la vita e dicevo ‘basta, non ne posso più’. Poi ho trovato la forza per rialzarmi”.


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