Farwest indaga sui Ferragnez, l'inviata becca Fabio Maria Damato

“Farwest” indaga sull’impero dei Ferragnez, l’inviata intercetta Fabio Maria Damato

Germana Bevilacqua

“Farwest” indaga sull’impero dei Ferragnez, l’inviata intercetta Fabio Maria Damato

| 07/05/2024
“Farwest” indaga sull’impero dei Ferragnez, l’inviata intercetta Fabio Maria Damato

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Chiara Ferragni e il suo impero al centro di un’inchiesta del programma di Rai3 “Farwest” condotto da Salvo Sottile. Il servizio mandato in onda lunedì 6 maggio ha voluto fare luce sulle varie tappe dell’ascesa e della caduta dell’influencer, dagli inizi fino allo scandalo Balocco che ne ha decretato il crollo. L’inchiesta sottolinea come Chiara Ferragni e Fedez abbiano rappresentato una macchina per fare soldi ben rodata con un potere economico e mediatico senza precedenti. La domanda iniziale è: come ha fatto Chiara Ferragni a diventare l’influencer e imprenditrice digitale più famosa d’Italia e come ha polverizzato un impero in così poco tempo? Da qualche mese, l’immagine di Chiara Ferragni sta conoscendo una crisi profonda, un terremoto iniziato proprio a causa del pandoro-gate.
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Il pandoro firmato da Chiara Ferragni per Balocco (Foto Instagram)

Lo scandalo del pandoro Balocco e il cachet esorbitante di Chiara Ferragni

Facciamo un passo indietro. Il pandoro prodotto dall’azienda Balocco e griffato Chiara Ferragni, è stato lanciato nel 2022 per sostenere l’ospedale regina Margherita di Torino. La promozione lasciava intendere che, grazie all’acquisto del dolce, sarebbe stato finanziato l’acquisto di un nuovo macchinario diagnostico per i bambini affetti da osteosarcoma e sarcoma di Ewing. Tutto falso! In realtà una donazione da 50mila euro era stata già effettuata dall’azienda Balocco all’ospedale, mentre i proventi della vendita del pandoro sono serviti per pagare l’esorbitante cachet di Chiara Ferragni che ammontava a circa 1 milione di euro. L’autorità garante della concorrenza e del mercato ha ipotizzato una pratica commerciale scorretta e nel mirino del garante sono finiti gli scambi di e-mail tra l’azienda Balocco e i collaboratori di Chiara Ferragni.

Chiara Ferragni (Foto Instagram)

Lo scambio di e-mail tra Balocco e TBS

L’azienda Balocco in un’e-mail interna scrive: “Massima attenzione all’attività benefica che ci espone a pubblicità ingannevole se correlata alle vendite, occorre spiegarglielo bene”. In un’altra e-mail inviata dall’azienda dolciaria alla TBS di Chiara Ferragni si legge: “Per noi è molto importante sottolineare il sostegno al progetto benefico senza menzionare le vendite in quanto si tratta di una donazione che non è legata all’andamento del prodotto sul mercato”. Ancor più eloquente il contenuto di una mail interna dell’azienda Balocco che dice: “Mi verrebbe da rispondere al team Ferragni che in realtà le vendite servono per pagare il vostro cachet esorbitante”. Lo stesso Fedez, ormai nei fatti ex marito di Chiara Ferragni, nell’ultima intervista rilasciata alla trasmissione “Belve” di Francesca Fagnani aveva dichiarato: “Mia moglie ha deciso di prendersi tutte le responsabilità, quando secondo me doveva e poteva spiegare che le responsabilità, se ci sono, non sono solo sue ma del suo manager”.

Chiara Ferragni a Malibù (Foto Instagram)

Fabio Maria Damato: “Non ho molto da aggiungere, è già una cosa complicata e dolorosa”

Il manager a cui si riferisce Fedez è Fabio Maria Damato, dirigente di “The Blonde Salad Crew” l’azienda finita nella bufera per la vicenda del pandoro Balocco. L’inviata del programma di Salvo Sottile ha provato a intervistarlo rivolgendogli domande dirette e precise alle quali però non ha ottenuto alcuna risposta. Fabio Maria Damato in questi mesi non ha mai rilasciato interviste né commentato le azioni imprenditoriali legate a quelle operazioni di beneficenza. La giornalista ha chiesto: “All’interno dell’e-mail Balocco ci sono degli scambi importanti quelle e-mail sono state scambiate direttamente con te?” “Io ti ringrazio per questo interessamento – ha replicato Fabio Maria Damato – ma non ho molto da aggiungere, non è il caso, è già una cosa complicata e dolorosa”.

“Voi non eravate consapevoli che ci potesse essere questo errore?”, ha incalzato la giornalista. “Io non posso aggiungere nulla mi dispiace. Sono dipendente della società, quello che doveva dire l’ha detto Chiara Ferragni, che si è esposta e ha spiegato tutto e ha parlato di tutto, io non ho mai parlato non voglio farlo ora. Io lavoro per la signora Ferragni, tutto qui”. “Lei cosa risponde alle accuse di Fedez?, ha domandato l’inviata di “Farwest”. “Non rispondo a nulla, non ho nulla da dire”, ha tagliato corto il manager.  

Analisi dei follower del profilo Instagram di Chiara Ferragni (Foto video)

Il giallo dei profili senza foto e senza follower che iniziano a seguire Chiara Ferragni

Intanto sul caso si è mossa la procura di Milano. Chiara Ferragni infatti è indagata per truffa aggravata nell’ambito dell’indagine sul caso dei pandori Balocco. Ma non solo. Il servizio della trasmissione “FarWest” ha fatto luce anche su un altro aspetto della vicenda. Dall’analisi del profilo Instagram di Chiara Ferragni operata da un Digital comunication manager, sono emerse alcune stranezze dal punto di vista dei follower. Nei mesi successivi all’esplosione dello scandalo, Chiara Ferragni ha perso circa 400.000 follower, ma allo stesso tempo ne sono comparsi alcuni un po’sospetti. Profili senza foto e senza follower, una situazione che nel mese dicembre era quotidiana. “Una delle azioni che qualcuno probabilmente ha fatto sul suo profilo –  ha spiegato l’analista –  è quello di aver inserito dei follower non esattamente reali. La giornalista ha chiesto a Fabio Maria Damato: “Davvero Chiara Ferragni ha bisogno di comprare dei follower?” “Non ho nulla da dire – ha ribadito il manager – non so nulla di questo, è Chiara la persona che parla, è lei il nostro amministratore delegato, io non ho niente da dire su questo”.

Nel servizio si spiega che il numero di follower non è un dato qualunque, ma garantisce la credibilità di un influencer e quindi anche il suo peso contrattuale. E’ per questo che la procura sta valutando di procedere anche ad un’analisi dei follower di Chiara Ferragni. L’analista sottolinea: “Il numero dei follower sono soldi, sono contratti, un dato che per l’azienda va salvaguardato a tutti i costi”.

Analisi dei follower del profilo Instagram di Chiara Ferragni (Foto video)

Selvaggia Lucarelli: “Molti collaboratori di Chiara Ferragni hanno paura di essere coinvolti nell’inchiesta”

Ospite di Salvo Sottile, in collegamento, anche Selvaggia Lucarelli. Ricordiamo che lo scandalo che ha investito Chiara Ferragni è scaturito proprio da una sua inchiesta. “Credo che Fabio Damato sia in partenza – ha dichiarato l’opinionista – sembra che abbia chiesto 4 milioni di euro di buonuscita. Una cifra che tutto sommato non sembra neanche uno sproposito visto che ne guadagnava più di 600.000 l’anno come general manager di due società di Chiara Ferragni”. “Come stanno gestendo la crisi? Molti collaboratori di Chiara Ferragni stanno cercando di andar via e in questo momento è difficile essere assunti perfino con il curriculum di un collaboratore dell’influencer: è diventato quasi uno stigma – ha aggiunto – Altri sono andati già via, qualcuno all’interno è molto preoccupato, ha paura di essere coinvolto nell’inchiesta e nell’indagine e qualcuno ha diffidato la stessa azienda per cui lavora proprio per evitare di essere tirato dentro”.

Selvaggia Lucarelli (Foto video e Instagram)

“Chiara Ferragni si mostra nelle storie di Instagram a Los Angeles mentre ordina cheeseburger o milkshake”

“La grande assente è Chiara Ferragni – ha sottolineato Selvaggia Lucarelli – quello che trovo incredibile in questa situazione è il fatto che delle aziende stiano andando a fondo e il capitano della nave in questo momento non si comporti da amministratore delegato. Si mostra nelle storie di Instagram a Los Angeles mentre ordina cheeseburger o milkshake. Immagino gli altri soci delle sue società che la guardano allibiti e atterriti. Questo non sembra esattamente un comportamento da amministratore delegato”. Salvo Sottile ha poi chiesto alla sua ospite un parere sul fenomeno e sul meccanismo che ha fatto di Chiara Ferragni una macchina da soldi. “Mi sembra abbastanza facile fare molti utili facendo come la fanno Fedez e Chiara Ferragni – ha spiegato la scrittrice -. Quando Damato arriva e diventa general manager capisce una cosa fondamentale, da lì cresce tantissimo il fatturato di Chiara Ferragni”.

Salvo Sottile e Selvaggia Lucarelli (Foto video)

“Fabio Damato intuisce che Chiara Ferragni può fatturare tantissimo diventando testimonial”

“Fabio Maria Damato capisce che è molto più conveniente per Chiara Ferragni diventare vetrina di prodotti altrui, di brand altrui, piuttosto che continuare a produrre con la sua azienda prodotti griffati Chiara Ferragni – ha argomentato ancora Selvaggia Lucarelli – Un metodo meno dispendioso e decisamente più redditizio. Un’operazione a costo zero fatta tra le mura di casa. Damato capisce che Chiara Ferragni può fatturare tantissimo diventando testimonial”. “Dove hanno sbagliato? I due non hanno mai avuto quel moto salvifico che dovrebbero avere gli influencer, che è la sindrome – ha conluso – Cioè quando Chiara Ferragni ha visto che l’impero cresceva in quel modo esponenziale e velocissimo non ha detto: ‘Ok ma io ho gli strumenti per governare e controllare tutto questo o sono ancora la ragazzetta che si faceva i selfie, e faceva like, e guadagnava in questa maniera diretta?’”.

Pubblicato il 07/05/2024 10:48

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