Giuseppe Conte racconta la malattia in tv: "Ho pregato"

Giuseppe Conte racconta la malattia: “È stato un fulmine a ciel sereno, ho pregato”

Daniela Vitello

Giuseppe Conte racconta la malattia: “È stato un fulmine a ciel sereno, ho pregato”

| 26/06/2026
Giuseppe Conte racconta la malattia: “È stato un fulmine a ciel sereno, ho pregato”

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Per la prima volta Giuseppe Conte racconta in televisione uno dei momenti più difficili della sua vita: la scoperta di una neoplasia, l’intervento chirurgico d’urgenza e la paura di un esito che avrebbe potuto cambiare tutto. Il leader del Movimento 5 Stelle rompe il silenzio in occasione di un’intervista rilasciata a Monica Setta, ripercorrendo le ore vissute al Policlinico Gemelli di Roma e spiegando come la fede e la famiglia siano state decisive per affrontare quel periodo. L’intervista andrà in onda nel corso della puntata di “Storie al bivio di sera”, in onda martedì 30 giugno alle 21.30 su Rai2.
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Giuseppe Conte, il racconto della malattia

Giuseppe Conte ha ricordato come la diagnosi sia arrivata all’improvviso, trasformando una semplice visita medica in un intervento chirurgico urgente: “La malattia è stata un fulmine a ciel sereno. Ero entrato in ospedale per alcuni controlli e da un giorno all’altro sono stato operato”. L’ex presidente del Consiglio è stato sottoposto a un intervento per rimuovere una neoplasia. L’esame istologico ha successivamente confermato che si trattava di una formazione benigna e, una volta concluso il percorso clinico, Conte ha potuto riprendere la propria vita senza conseguenze. Ripensando a quei giorni, il leader del Movimento 5 Stelle non nasconde i timori provati: “La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato. La paura c’era, ma sono rimasto lucido. Non ho pianto ma pregato, lo confesso. Mi hanno dato forza la mia profonda fede e la famiglia”.

Il rapporto con la compagna Olivia Paladino

Nel corso dell’intervista spazio anche alla vita privata e al legame con la compagna Olivia Paladino. Nata nel 1980, manager, dirige lo storico hotel Plaza di Roma, a pochi passi da Piazza di Spagna, fondato dal padre Cesare Paladino. La madre è l’ex attrice e cantante di origine svedese Ewa Aulin. Ripercorrendo l’inizio della loro storia, Giuseppe Conte ha raccontato: “Ci siamo conosciuti quando i nostri figli andavano alle elementari. Io venivo da una separazione e andavo cauto, ma quell’incontro si era subito dimostrato importante. Tra noi una grande passione e la voglia di costruire un amore solido in modo cauto e sereno”.

Parole di grande affetto anche nel descrivere il ruolo avuto dalla compagna nei momenti più importanti della sua vita: “Olivia è una donna prudente, con un intuito eccezionale. Aveva capito per prima che sarei stato premier quando nel 2018 mi chiesero la disponibilità in un incontro con Salvini e Giorgetti. È stata lei a darmi forza anche stavolta, nella malattia. Oggi i nostri figli fanno entrambi la maturità, sono legatissimi fra loro, siamo una famiglia”.

Giuseppe Conte e Olivia Paladino (Foto ‘Chi’)

Il ricordo del Covid: “Mi è capitato di piangere”

Dopo aver parlato della malattia, Giuseppe Conte è tornato anche sugli anni della pandemia, raccontando il peso umano delle responsabilità affrontate durante l’emergenza sanitaria. “È stato un periodo terribile, non mi sono mai ammalato ma avevo paura perché se mi fossi fermato sarebbe stato letale – ha confessato -. Mi è capitato di piangere, sono un uomo umile con i piedi ben piantati per terra, né santo né eroe. Ma in quei giorni trattenere la commozione davanti alle vittime della pandemia per un uomo normale come me era impossibile”.

Alla domanda su un possibile ritorno a Palazzo Chigi, l’ex premier ha risposto con ironia: “Palazzo Chigi per me non è un’ossessione. Anche la prima volta non me lo aspettavo. Dico sempre, scherzando, che passavo da Palazzo Chigi e trovando il portone aperto avevo pensato ci fosse una visita guidata, non che cercassero un premier”. Parlando invece delle future alleanze politiche e dell’eventuale ingresso di Matteo Renzi nel campo progressista, ha ribadito che “l’essenziale sia avere una proposta comune per far ripartire l’Italia. Certo, per me autorevolezza, coerenza e affidabilità sono doti necessarie se si fa politica”.

L’angoscia per il figlio durante la pandemia

Lo scorso maggio, ospite del podcast “One More Time” di Luca Casadei, Giuseppe Conte tornò indietro con la memoria al difficile periodo vissuto dal figlio Niccolò, nato dal matrimonio con l’avvocato dello Stato Valentina Fico. “È rimasto addirittura a letto per quasi 2 anni. Io lo accompagnavo a scuola la mattina con la carrozzina”, confidò. Un’esperienza che ha segnato profondamente l’ex presidente del Consiglio: ” “Avere un figlio in condizioni che non si muoveva, un figlio che era sofferente, questa è stata un’angoscia terribile. La sera gli leggevo qualcosa. Io ho cercato di tenerlo al riparo, cercavo di distrarlo quando c’ero io”. Adesso, guardando a quel periodo, l’ex premier può raccontare un finale diverso: “Ora Niccolò è uscito da questi 2 anni angoscianti. Questo mi ha reso il papà più felice del mondo”.

Pubblicato il 26/06/2026 16:58

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