Belen e l'infanzia difficile in Argentina: "Sono entrati in casa in otto e ci hanno sequestrato per ore"

Belen e l’infanzia difficile in Argentina: “Sono entrati in casa in otto e ci hanno sequestrato per ore”

Daniela Vitello

Belen e l’infanzia difficile in Argentina: “Sono entrati in casa in otto e ci hanno sequestrato per ore”

| 30/09/2022
Belen e l’infanzia difficile in Argentina: “Sono entrati in casa in otto e ci hanno sequestrato per ore”

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Belen Rodriguez, 38 anni compiuti lo scorso 20 settembre, si racconta in un’intervista esclusiva rilasciata a Teresa Ciabatti per il “Corriere della Sera”. A breve, in barba alle malelingue che la davano fuori dai giochi, la showgirl argentina tornerà al timone de “Le Iene”, programma che da anni sognava di condurre. “Ho ossessionato Davide Parenti, telefonate su telefonate – racconta – A un certo punto, per dissuadermi, lui dice: ‘Se prendo te, il programma diventa un’altra cosa, tu sei una star’, ‘Non sono una star, dico, tu devi incontrarmi, arrivo’. E sono andata. È il miglior programma della televisione italiana. Il più innovativo, il più coraggioso. Per un po’ ho anche provato la strategia dell’attesa: non ha funzionato. Non arrivava niente. Bisogna andare incontro alle cose”.

Belen Rodriguez (Foto Instagram)

Che lavoro facevano i genitori di Belen in Argentina

La conversazione si sposta all’infanzia e all’adolescenza trascorse in Argentina investita da una grave crisi economica ai primi lavoretti (“A diciotto anni distribuivo volantini del cinema per strada. A diciannove facevo la pizzaiola in un ristorante”). Papà Gustavo vendeva “attrezzi agricoli e di giardinaggio”, mamma Veronica ha tentato la strada da modella ma ha subito capito di non essere portata per questa professione. “Un giorno partecipa a una sfilata – ricorda Belen – vede le altre che si spogliano con disinvoltura, rimangono in costume, mentre lei si tiene la pelliccia. Inizio e fine della sua carriera di modella. Da lì sceglie di fare l’insegnante ai bambini disabili”.

Belen Rodriguez (Foto Instagram)

“Da un giorno all’altro perdiamo la casa senza poter prendere nulla”

“Quando Menem sale al potere vende le aziende statali agli americani, incluse le grandi aziende come la Pepsi Cola di cui mio nonno era vicedirettore, ebbene in quel momento l’Argentina cade in una profonda crisi economica. La gente ipoteca la casa, la macchina – rivela – Anche noi, da un giorno a un altro perdiamo la casa, senza poter prendere niente: divani, letti, piatti, asciugamani. Ancora so il numero di telefono a memoria. Chiamavo, rispondevano i nuovi proprietari, e io riattaccavo. Quella casa significava anche mia nonna che intanto era morta. Comporre il vecchio numero era un tentativo di riportare il tempo indietro. La speranza scema che al telefono potesse rispondere lei”.
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Belen Rodriguez (Foto Instagram)

La nuova vita in campagna vicino alla favela

La famiglia Rodriguez si trasferisce in campagna, “non lontano dalla favela”. Un’immagine della nuova vita? “La casetta sull’albero costruita da mio padre – confida la showgirl – Avevamo cinque cani e due conigli. La mia preferita, Rebecca, una bastardina che un giorno muore investita da una macchina. A me dicono: ‘Si è innamorata ed è scappata’. Ho creduto a Babbo Natale fino a quindici anni, quando mio cugino decide di dirmi la verità. Grande delusione, nonostante non amassi Babbo Natale”.
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Belen Rodriguez (Foto Instagram)

“A casa era vietato vedere programmi tv con contenuto non religioso”

Da bambina, Belen ha dovuto fare i conti con molti divieti dal momento che il padre “frequentava la chiesa protestante”. “Era vietato vedere programmi televisivi con contenuto mondano e non religioso. Guardavamo ‘La casa nella prateria’. Io mi identificavo in Laura Ingalls, la figlia che lottava per la giustizia scegliendo quasi sempre la soluzione sbagliata. Mio padre – sempre per le regole della chiesa protestante – non mi permetteva di andare a ballare, né di partecipare ai viaggi di scuola. Vietato mettere gonne corte, vietato ascoltare musica, tranne le canzoni religiose. Insomma, non potevo fare niente, a parte frequentare la chiesa e prendere parte alle iniziative religiose tipo le escursioni”.

Belen, Jeremias e Gustavo Rodriguez (Foto da video)

“Arrivano in otto, ci legano, pistole puntate alla testa”

La situazione in Argentina volge al peggio. La gente non aveva da mangiare. “Saccheggiavano i supermercati, entravano nelle case, rubavano e uccidevano le famiglie – racconta Belen – Un giorno arrivano da noi. In otto, armati e drogati di colla. Io ero in giardino, mi prendono per i capelli, mi trascinano dentro. Ci legano, pistole puntate alla testa. Dalle tazzine di caffè alle forchette. Dalla televisione alle lenzuola. Vestiti, scarpe, mutande, il mio book fotografico da modella. Mi chiamano in bagno. Da sola. Penso: se non mi uccidono tutto il resto va bene, il resto lo posso dimenticare. Vogliono sapere il numero del conto corrente di mio padre. Nient’altro. Dopo otto ore vanno via con tutte le nostre cose, ma ci lasciano vivi”.

Belen Rodriguez e Veronica Cozzani (Foto Instagram)

L’arrivo in Italia e il primo (finto) contratto da modella

A 17 anni Belen Rodriguez inizia la carriera di modella di biancheria intima in Argentina. “Avevo posato in costume per un giornale, e quando la chiesa era venuta a saperlo, ci aveva scomunicato – racconta – Una liberazione. Vedevo tanto fanatismo nei divieti e negli obblighi come quello di donare il dieci per cento dello stipendio, cosa che mio padre faceva”. “Vengo in Italia con un contratto di modella – prosegue – Riccione. Eravamo in otto ragazze senza permesso di soggiorno, istruite su cosa dire in caso di fermo. I poliziotti ci fermano subito: ‘Motivo del viaggio?’ domandano. ‘Una festa’. Ci avevano detto di rispondere che dovevamo andare a una festa. Bloccate in aeroporto per 48 ore. Io riesco a fare una doccia con una monetina regalatami da una signora gentile. Arriviamo a Riccione e scopriamo che il nostro lavoro non è di modelle bensì di ragazze immagine. Noi che avevamo immaginato passerelle, foto, ci ritroviamo nei locali a ballare sui cubi”.

“Con i primi soldi ho comprato ai miei una casa sicura nel posto dei ricchi”

Ma la bella e tosta argentina non si perde d’animo: “Trovo l’indirizzo di un’agenzia di moda di Bologna dove vado di nascosto. Quindi, tramite l’agenzia, inizio a fare provini per la televisione. Sono tutti sì”. Il primo regalo fatto ai genitori con i primi soldi è “una casa nel posto dei ricchi, con sicurezza h 24 e cancelli”. “Inizio a dormire la notte. La mia famiglia era al sicuro. Finalmente li sapevo al sicuro – confessa – Oggi che loro sono qui, in Italia, è come essere tornati indietro nel tempo. Domani mio padre arriva a Napoli per costruire una casa sull’albero a Santiago. Da settimane guarda tutorial su You Tube. Dice che per Santiago farà un’aggiunta di terrazzo. Io vedrò mio marito e i miei figli. Vedrò il tappeto elastico montato da Stefano insieme a suo padre”. Sì perché nel frattempo Belen Rodriguez e Stefano De Martino sono tornati ad essere una famiglia. Un sogno che la showgirl non ha mai abbandonato nonostante le loro strade si siano divise per ben due volte.

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Pubblicato il 30/09/2022 11:46
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