Ilaria Capua: “I no vax risarciscano gli ospedali in caso di ricovero”

Ilaria Capua: “I no vax risarciscano gli ospedali in caso di ricovero”

Daniela Vitello

Ilaria Capua: “I no vax risarciscano gli ospedali in caso di ricovero”

| 21/07/2021
Ilaria Capua: “I no vax risarciscano gli ospedali in caso di ricovero”

La proposta della virologa

  • Ilaria Capua sottolinea la sicurezza e l’efficacia dei vaccini
  • Quindi si rivolge ai sostenitori del «ma io anche no»
  • “In cambio della libertà della scelta, si potrebbe chiedere un piccolo contributo”

In un articolo scritto di suo pugno sul “Corriere della Sera”, Ilaria Capua non va tanto per il sottile e propone di far pagare il “ticket” ai no vax che contrarranno il Covid e che andranno ad intasare gli ospedali gravando sulla sanità pubblica. La virologa in forza all’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida sottolinea la sicurezza e l’efficacia della vaccinazione nella lotta contro il coronavirus supportata dai numeri.

“La scienza ha fatto il suo dovere e i vaccini funzionano”

“Ricapitoliamo gli ultimi sei mesi: abbiamo iniziato e portato avanti una campagna vaccinale con risultati straordinari – esordisce – I vaccini di nuova generazione, messi a regime, hanno praticamente azzerato le morti in tutti i Paesi che sono riusciti a immunizzare le fasce a rischio ospedalizzazione. La scienza ha fatto il suo dovere. I vaccini funzionano e i dati raccolti indicano che sono molto più sicuri di qualsiasi altro vaccino utilizzato sino ad oggi (…) I dati di tutti i Paesi occidentali sono concordi: i nuovi vaccini registrati presso le Autorità Ue e Usa sono pienamente efficaci nei confronti della forma grave provocata dalle varianti esistenti. Ma cosa possiamo volere di più?”.


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Mara Venier e Ilaria Capua (Foto da video)

La virologa bacchetta i sostenitori del «ma io anche no»

La virologa rinfresca la memoria agli italiani e li allerta sui possibili scenari futuri. “Vi ricorderete che all’inizio, anche nei Paesi occidentali, il vaccino non si trovava e sembrava che ce l’avrebbero fatta solo gli americani – dice – Adesso che ce n’è in abbondanza per noi europei (a neanche 8 mesi dalla produzione del primo flacone) c’è una parte di noi che fa i capricci. Non parlo degli estremisti, di quelli che mai e poi mai si farebbero inoculare un preparato biotecnologico come un vaccino (o come molti fermenti lattici o l’insulina, peraltro) perché temono di diventare creature geneticamente modificate. Sto parlando di quelli che fra chiacchiere da bar, cose sentite in tv e una sana dose di egoismo miope oltre che insopportabile si sono trasformati in dei convinti sostenitori del «ma io anche no» e stanno creando i presupposti per un altro inverno di chiusure e di ambulanze a sirene spiegate, di esami di screening o controllo oncologico posticipati che si porteranno via ancora vite oltre ad aggiungere dolore e sofferenza a questi anni durissimi”.

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“Ogni malato di Covid costa decine e decine di migliaia di euro”

“Basta pensare che tanto a me non (mi) viene, basta voltarsi dall’altra parte mentre i nuvoloni si caricano di pioggia e di tempesta – prosegue – Basta credere che ci penserà qualcun altro a vaccinarsi e che ci si può sentire esonerati o giustificati da un atto di responsabilità civile che serve a fermare l’emorragia di vite ma anche di soldi dal nostro sistema sanitario. Perché c’è anche un aspetto che sfugge ai più. Ogni malato di Covid ricoverato in terapia intensiva o subintensiva costa decine e decine di migliaia di euro (…) Le vittime di oggi, e dei tempi a venire, saranno individui che non hanno iniziato o completato il ciclo di vaccinazione.  In altre parole, sono solo i non vaccinati a finire in ospedale. E a prescindere dall’età anagrafica saranno soltanto i non vaccinati a incidere sul bilancio degli ospedali”.

Ilaria Capua (Foto da video)

“Si potrebbe far pagare una franchigia ai non vaccinati che finiscono in ospedale”

E qui arriva la proposta di Ilaria Capua: “Si potrebbe immaginare di proporre una piccola franchigia, per non dire ticket, in caso di ricovero Covid che vada a coprire almeno i costi «non sanitari» dell’ospedale: letto, biancheria, mensa, servizio di pulizia, utenze. In cambio della libertà di scegliere se vaccinarsi o no, si potrebbe chiedere un piccolo contributo rispetto al costo totale del ricovero in terapia intensiva. Si tratterebbe soltanto di 1.000-2.000 euro al giorno. Sì, al giorno. Il resto, ovvero i costi di infermieri, medici, medicine ed altro necessario alla cura, sarebbero esclusi dal computo perché quelli ce li passa lo Stato. Per ora, e fintanto che il sistema non finisca dissanguato”.

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