Covid, il virus è fuggito da un laboratorio? Il parere di Ilaria Capua

Covid, il virus è fuggito da un laboratorio? Il parere di Ilaria Capua

Daniela Vitello

Covid, il virus è fuggito da un laboratorio? Il parere di Ilaria Capua

| 29/06/2021
Covid, il virus è fuggito da un laboratorio? Il parere di Ilaria Capua

La virologa dice la sua sull’ipotesi dell’incidente di laboratorio

  • Tutti i precedenti storici
  • “Il rischio zero non esiste”
  • La necessità di valutare il rapporto costi-benefici

Nonostante la scienza propenda per l’origine naturale del virus Sars-CoV-2, di tanto in tanto torna in auge la teoria dell’incidente di laboratorio a Wuhan, in Cina. Sul tema si è espressa anche Ilaria Capua in un articolo scritto di suo pugno per il “Corriere della Sera”.

I precedenti storici

“Le fughe di laboratorio di virus patogeni si sono verificate da quando esistono i laboratori. Hanno riguardato molti virus umani ed animali”, esordisce la virologa in forza all’Emerging Pathogens Institutedell’Università della Florida facendo riferimento ad alcuni precedenti storici.


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Dal virus del vaiolo, misteriosamente ricomparso nel 1978 in Inghilterra dopo essere stato eradicato 10 anni prima (“in quell’occasione morì Janet Parker, fotografa biomedica che lavorava al piano inferiore a dove veniva conservato il virus. Si suppose che il vaiolo fosse entrato dalle condotte di aerazione, ma ciò non fu provato e il direttore del laboratorio si suicidò”), all’” influenza russa”, “figlia di un virus manipolato in laboratorio per scopi vaccinali”, apparsa in Russia nel 1977 in alcuni pazienti ammalati. Nel 2005, dai Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, in Georgia, si rischiò invece la pandemia con il virus influenzale H2n2.

Mara Venier e Ilaria Capua (Foto da video)

“Il rischio zero non esiste”

“Spero di aver fugato ogni dubbio: il rischio zero non esiste neanche qui – sentenzia Ilaria Capua – Le fughe di laboratorio accadono sia con virus naturali che con virus modificati in laboratorio, ed è anche per questo che dei ceppi virali dei virus eradicati (vaiolo e peste bovina) è stata ordinata la distruzione con l’autoclave”.

“Gli scienziati oggi sono liberi di fare queste ricerche”

“Di questo tipo di esperimenti e della loro pericolosità si parlò molto nel 2012 in seguito ai risultati di studi condotti in parallelo su virus dell’aviaria H5N1 in Usa-Giappone e nei Paesi Bassi – aggiunge la virologa – Ci si pose allora la domanda se questi studi non dovessero essere sospesi perché troppo rischiosi per la salute pubblica e ne seguì una moratoria che oggi è decaduta e quindi sostanzialmente gli scienziati sono liberi di fare queste ricerche se approvate dalle autorità competenti”.

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Ilaria Capua (Foto da video)

“Bisogna valutare il rapporto costi-benefici”

“Dobbiamo ricordarci che le tecniche di manipolazione genetica sono sempre più diffuse e semplici da utilizzare – conclude – Se non interveniamo adesso, noi potremmo immaginare centinaia se non migliaia di laboratori sparsi per il mondo che conservano e manipolano virus che hanno potenziale pandemico.

In questo momento è assolutamente necessario che la società civile e le istituzioni insieme alla comunità scientifica si occupino di questo tema coinvolgendo nel dibattito non solo scienziati ma un arcobaleno di prospettive che vanno dall’etica, al rischio bioterroristico, alle inevitabili fughe di laboratorio – oltre alla sacrosanta libertà di ricerca. Una non banale valutazione costi-benefici”.

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