Sanremo 2021, la Rai a caccia di figuranti: ecco i requisiti indicati nell’annuncio

Daniela Vitello

Sanremo 2021, la Rai a caccia di figuranti: ecco i requisiti indicati nell’annuncio

| 26/01/2021

Bando alle polemiche! La macchina organizzativa della Rai è a caccia di 380 figuranti tamponati e contrattualizzati da spedire a Sanremo in occasione del primo Festival a misura di Covid. Fiorello lo aveva anticipato, con la consueta ironia, domenica scorsa a “Che tempo che fa”: “Da pubblico pagante a pubblico pagato è un attimo. Noi abbiamo il pubblico di ‘C’è posta per te’, gli stessi verranno a Sanremo”.

Già perché naufragata l’ipotesi del pubblico pagante o su inviti (LEGGI QUI), a “mamma Rai” non resta che mettere mani al portafoglio e reclutare, come accade anche per altri programmi, persone da pagare per sedere sulle poltroncine dell’Ariston per tutte e cinque le serate della kermesse. Nel caso del Festival, i figuranti saranno anche contrattualizzati come lavoratori dello spettacolo per aggirare il coprifuoco fissato dal Dpcm più recente alle 22.

La Rai sta cercando con urgenza conviventi (fidanzati, sposati o semplicemente famigliari quindi anche figli e genitori che possano autocertificare di vivere sotto lo stesso tetto) che possano occupare due poltroncine vicine in una platea più che dimezzata. La coppia di conviventi, distanziata dalle altre di almeno un metro, dovrà esibire un tampone negativo il cui costo verrà rimborsato dalla Rai.

Secondo quanto riporta “IlFattoQuotidiano.it”, per questioni organizzative e di spostamenti, avranno la precedenza come figuranti soprattutto i residenti della zona di Imperia e dintorni (o comunque della regione Liguria). Per candidarsi occorre basta inviare una mail a ufficiofigurantisanremo@rai.it con nome, cognome, numero di telefono, allegando una foto “in primo piano, frontale e senza occhiali da sole”.

La galleria dell’Ariston rimarrà chiusa al pubblico e sarà messa a disposizione dei fotografi. I giornalisti non saranno più di cento e faranno base al Palafiori. Nonostante Amadeus abbia più volte espresso la propria solidarietà e vicinanza ai lavoratori dello spettacolo e in particolare di quelli del teatro messi in ginocchio dalla pandemia e abbia sottolineato come il Festival sia un programma televisivo e non uno spettacolo teatrale, monta la protesta di chi – in riferimento alla possibilità di un pubblico fatto di figuranti – parla di disparità di trattamento.

Restano comunque delle forti perplessità? Cosa succederebbe se a ridosso del Festival o durante la kermesse, si ammalasse il conduttore, un cantante o un componente dell’orchestra?

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