Da Palermo a "C'è posta per te", Christian perdona il padre assente per 19 anni

Da Palermo a “C’è posta per te”, Christian perdona il padre assente per 19 anni

Daniela Vitello

Da Palermo a “C’è posta per te”, Christian perdona il padre assente per 19 anni

| 06/03/2022
Da Palermo a “C’è posta per te”, Christian perdona il padre assente per 19 anni

8' DI LETTURA

E’ accaduto durante la penultima puntata del people show

  • Quando Christian è nato Giovanni aveva 22 anni
  • Il ragazzo è frutto di un tradimento dell’uomo
  • Giovanni considerava la sua nascita un incidente di percorso

Tra le storie più toccanti della penultima puntata di “C’è posta per te” andata in onda ieri sera c’è quella di Giovanni. Originario di Palermo, l’uomo ha due figli. Giuseppe è l’unico nato da un matrimonio e ha 9 anni. “Per lui sono stato e sono un padre”, dice. “E poi c’è Christian che ha 19 anni”. “L’ho avuto quando avevo 22 anni e per lui non sono stato un padre ma vorrei esserlo”, spiega. Giovanni contatta la redazione del people show di Canale 5 proprio per Christian. “Se mi dovesse dare del vile o del vigliacco gli darei ragione – dichiara – Vorrei solo che lui sapesse che dall’altra parte della busta c’è un uomo che si sente suo padre, che lo è e che vuole cominciare ad esserlo in tutti i sensi”.

Christian

Christian è frutto di un tradimento del padre

Giovanni ha 22 anni quando conosce la mamma di Christian. All’epoca è fidanzato con una ragazza che ama e la mamma di Christian è un semplice tradimento. Lei rimane incinta, non glielo dice e lui va avanti in questa doppia relazione. Passano i mesi e passano i tempi per l’interruzione legale di una gravidanza. Quando Giovanni scopre della gravidanza e si arrabbia moltissimo perchè la considera un incidente di percorso. La ragazza che ama quando viene a sapere del tradimento lo lascia. Giovanni non è innamorato della mamma di Christian, però il giorno in cui partorisce è in ospedale con lei. Quando tiene per la prima volta Christian tra le braccia ha un’emozione talmente forte da pensare di poter costruire una famiglia con la madre di suo figlio. Va a vivere con lei ma dura solo due mesi.

Giovanni

L’incontro con il figlio 13enne in un bar

Nel momento in cui se ne va, Giovanni si sente totalmente libero e non pensa a suo figlio. Dopo sette anni si ricorda della sua esistenza quando la sua ex gli chiede il dovuto mantenimento. Nel frattempo, Giovanni conosce un’altra donna e la sposa. Nasce Giuseppe e in quel momento inizia a pensare a Christian e capisce cosa vuol dire essere padre. Giovanni paga il mantenimento e con la mamma di Christian si instaura un rapporto civile. Un giorno, la ex lo chiama e gli dice che Christian – che ha 13 anni – a scuola è un po’ aggressivo ed è seguito da uno psicologo che consiglia un incontro con il padre. Giovanni lo vede per un’unica volta in quell’occasione. Padre e figlio si incontrano in un bar, si abbracciano, si siedono a un tavolo e parlano del più e del meno.

Marcello Mordino a Palermo

Per Christian il padre è un estraneo

Christian è in imbarazzo perché oltre a vedere il padre per la prima volta probabilmente lo sente come un estraneo. Anche Giovanni è in imbarazzo ma cerca di trovare degli argomenti. Quando si salutano si scambiano il numero di cellulare. Si scrivono per un mese e ogni tanto si sentono. Poi improvvisamente Christian smette di rispondere. Il ragazzo compie 18 anni e la mamma dice a Giovanni di mandare direttamente il bonifico al figlio. Per l’uomo è un modo per entrare in contatto con Christian. Ogni mese, alla scadenza, scrive al figlio: ‘Ti ho inviato il bonifico’. Il ragazzo si limita a rispondere con l’emoticon dell’ok.

Christian

Giovanni: “Ho perso 19 anni della tua vita”

Christian accetta l’invito e si presenta in studio. Giovanni prende la parola in lacrime: “Sono qui per chiederti perdono per tutto il male e per tutti i dolori che ti ho procurato in questi anni. Ti chiedo perdono perché ti ho reso orfano ma in realtà un padre lo avevi, però questo padre in quel periodo non era abbastanza maturo per prendersi una grande responsabilità. Ti chiedo perdono perché sono stato totalmente assente nei momenti più delicati della tua vita e so che ne hai avuti tantissimi. Ormai sono passati tanti anni, sono un uomo diverso, sono cresciuto, sono un uomo responsabile, sono padre. Vorrei che tu mi dessi una possibilità. Ti chiedo solo questo e magari che col passare del tempo tu possa chiamarmi papà. La tua indifferenza mi fa stare male ma è giusto così. Ho perso 19 anni della tua vita, non ne voglio perdere più. Ho un peso di sopra e voglio levarmelo. Non so nulla di te, avrei delle domande da farti perché non ti conosco, però non ho il coraggio di fartele”.

La consegna della posta a Christian

Christian: “La mia infanzia è stata terribile”

“La mia infanzia senza un padre non la ricordo nemmeno perché è stato davvero terribile – replica Christian – Ricordo che mia madre ha cercato di darmi di tutto a differenza tua. Ricordo ogni festa del papà passata da solo. Racconto una cosa che poche persone sanno: era la festa del papà, ero alle elementari e le maestre ci avevano dato il compito di fare un regalo a nostro padre. Tutti i miei compagni lo fecero, io anche e rimasi tutto il giorno con questo regalo ad aspettarti e tu ovviamente non sei venuto. Mamma mi disse che saresti venuto per darmi una speranza. Da allora non ricordo più nulla, non ricordo la tua faccia, il tuo nome, la tua voce, nulla”.

Giovanni

“Non provo rabbia, sono deluso e penso che tu sia un vigliacco”

“Fino a 13 anni quando ti ho incontrato ma per me eri totalmente un estraneo – prosegue – Non sentivo nulla, provavo solo indifferenza e tanta delusione nei tuoi confronti. Non provavo neanche rabbia perché dopo tanti anni ho capito che non ti meriti neanche quella. Non ce l’ho con te, non sono arrabbiato, sono deluso. Durante l’adolescenza che è il momento più difficile per un ragazzo, avrei voluto averti accanto. Soprattutto per un maschio credo che la figura paterna sia molto importante. Mio nonno, il marito di mia madre e il fratello di mia madre hanno cercato di darmi questa figura ma non ci sono riusciti. Non per colpa loro ma perché io non gliel’ho concesso. A scuola ero aggressivo, in questi anni mi sono fatto aiutare. Sì, penso che tu sia stato un vigliacco”.

Giovanni e Christian

Giovanni: “Non è mai troppo tardi per ricominciare”

Maria De Filippi spezza una lancia a favore di Giovanni: “Di papà assenti in questa trasmissione ne abbiamo avuti tanti, di papà che non hanno fatto i padri e che improvvisamente si rendono conto di aver sbagliato. Devo dirti che tuo padre, rispetto a tanti altri, è stato onesto nell’ammettere che tutto è dipeso da una testa da ragazzino che lo ha accompagnato per tanto tempo. Non ha mai dato responsabilità a tua madre”. “Mi prendo tutte le responsabilità, sono stato un vigliacco – ammette Giovanni – Quando ti ho sentito raccontare l’episodio della festa del papà per me è stata una grande pugnalata ma ben mi sta. Hai 19 anni, abbiamo sempre modo di recuperare, non dico il passato perché ormai le sofferenze che hai avuto te le tieni dentro di te. Non è mai troppo tardi, io sono sempre qui pronto ad ascoltarti, voglio cominciare a fare il papà come lo faccio con mio figlio Giuseppe. Lo so che per te è difficile credere a quello che sto dicendo ma è così. Tu hai ragione. Io sono pronto a ricominciare, dipende tutto da te”.

Giovanni e Christian

Maria De Filippi: “Devi avere il coraggio di conoscerlo”

“Quando passi dalla rabbia alla delusione, mettersi ancora in gioco, ovvero aprire la busta e conoscerlo, ci vuole coraggio – interviene la conduttrice – Se mi metto nei tuoi panni per un attimo, ho sofferto tanto, mi sono fatto aiutare, ho superato la rabbia e ho capito che l’unica cosa che possiamo fare è custodirci, proteggerci. Poi papà ricompare e qua bisogna avere il coraggio di vedere se non si ha paura. Io non so se grazie allo psicologo tu abbia trovato un equilibrio interno tale per cui puoi aprire la busta e avere il coraggio di conoscerlo. Però quando dici che non hai mai consentito a nessuno di farsi chiamare papà, vuol dire che un ruolo dentro di te a lui tu lo dai. Io non so se tu hai il coraggio di conoscere chi ti ha messo al mondo. Il tempo passato non lo recuperi, puoi recuperare un rapporto che può diventare da padre a figlio solo se tu te la sentirai”.

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Maria De Filippi con Giovanni e Christian

Giovanni: “So che dentro di te ti manco”

Christian gela il padre: “Non credo di essere pronto, voglio chiudere la busta”. “Se chiudi la busta, io rispetterò la tua decisione perché la devo rispettare – commenta Giovanni – Però prima di chiuderla, fai mente locale, prenditi 30 secondi. Non chiuderla subito. Io sono venuto qua per crearmi un’occasione che solo tu mi puoi dare. Da questa occasione, possiamo ricominciare. Lo so che per te è più facile dire ‘chiudiamo la busta’. Quando sei nato avevo 22 anni, ero molto giovane. Non è una giustificazione, lo so. Adesso ne ho 42, sono cresciuto, sono papà e mi sono reso conto di tutto. Tu hai 19 anni, non ne hai 40. Possiamo ricominciare. Anche se non ti conosco bene, so che dentro di te ti manco. Per me venire qua non è stato facile, sono una persona molto emotiva”.

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Christian e Giovanni

Christian apre la busta e riabbraccia il padre

A quel punto, Maria De Filippi svela un piccolo segreto: “Quando dice che non è stato facile è anche perché è un periodo in cui è difficile trovare lavoro. Lui aveva trovato lavoro e forse non ce l’ha più per essere seduto lì di fronte. Quando questa eventualità gli si è posta davanti, ha detto: ‘Non me ne frega niente, io vengo’”. “Non ti devi sentire responsabile – precisa Giovanni – E’ stata una mia scelta perché penso che sia il minimo rispetto a tutta la sofferenza che ti ho procurato in questi anni. Sei bellissimo, ti guardo e dico: ‘Guarda cosa mi sono perso’”. Christian abbozza un sorriso e apre la busta. Maria De Filippi si complimenta con il giovane per il “grande coraggio”.

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Pubblicato il 06/03/2022 11:03
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