Lascia un contratto a tempo indeterminato per allevare alpaca

Si innamora degli alpaca e lascia un contratto a tempo indeterminato

Germana Bevilacqua

Si innamora degli alpaca e lascia un contratto a tempo indeterminato

| 08/10/2023
Si innamora degli alpaca e lascia un contratto a tempo indeterminato

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Che gli alpaca siano degli animali adorabili, non c’è alcun dubbio. Una donna bresciana però ne è talmente innamorata da decidere di lasciare tutto per cambiare vita pur di poter stare a stretto contatto con questi animali. Il suo nome è Marta Cerri e ha 38 anni. Nel 2014 la sua vita ha preso un’altra direzione. “Avevo un lavoro con contratto a tempo indeterminato come educatrice in una comunità per minori, quando decisi di licenziarmi e aprire un’azienda agricola. Nessuno avrebbe scommesso su di me: ero giovane e senza terreni di proprietà”, racconta oggi, a 10 anni da quella decisione. La donna è riuscita a trasformare la propria passione in un lavoro e a mettere insieme la professione di educatrice all’amore per gli animali.

La sua fattoria è meta per attività ricreative, escursioni, laboratori e corsi estivi

Marta Cerri adesso gestisce una fattoria sulle colline moreniche del Garda. La sua attività principale è l’allevamento degli alpaca, camelidi originari del Perù, ma ci sono anche altri animali, tra cui capre e asini, con cui organizza giornate didattiche per i bambini delle scuole elementari degli asili oppure visite per gli anziani delle case di riposo. Un modo per continuare a coltivare la sua anima da educatrice e portare avanti la sua passione per gli animali. All’inizio non è stato facile. La donna è stata costretta a lavorare part-time per una cooperativa sociale, per sostentarsi economicamente. Tuttavia non si è arresa e il suo sogno alla fine si è realizzato. La sua fattoria è meta per attività ricreative, escursioni, laboratori e corsi estivi. Un’oasi che ospita tre capre tibetane, due pecore, un pony, conigli nani e giganti di tutte le razze, cincillà, tutta la famiglia di roditori, galline ornamentali, un riccio africano e 19 alpaca.
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“Li ho scelti perché si prestavano benissimo anche alle attività con persone disabili”

La donna vive nella fattoria con il compagno e i suoi fedeli cani Marvel, Chicco, Golia e Dugge.  “Ero alla fiera di Travagliato cavalli – ricorda –. In un box abbastanza nascosto intravedo un animale strano, che non avevo mai visto prima e subito sono andata a curiosare. Sono rimasta esterrefatta: la loro bellezza mi ha lasciata senza parole. Nei giorni successivi continuavo a pensarli e durante la notte continuavo a sognarli, finché mi sono decisa ad andare a visitare uno dei pochi allevamenti esistenti nelle ‘vicinanze’ (sono in Trentino alto Adige e in Toscana)”. “Grazie al mio compagno e ai suoi genitori, che ci hanno appoggiato ed aiutato, abbiamo acquistato i primi esemplari: Thor, Hulk, Dora e Elsa. Da lì è iniziata la malattia, tipica di tutti gli allevatori di alpaca: l’alpachite acuta – conclude – Li ho scelti anche perché si prestavano benissimo anche alle attività con persone disabili: non tutti hanno la possibilità di montare a cavallo e l’alpaca come soluzione alternativa è la migliore”.

Pubblicato il 08/10/2023 12:15

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