In coma per il Covid, si salva grazie ad una cura sperimentale a base di Viagra

In coma per il Covid, si salva grazie ad una cura sperimentale a base di Viagra

Daniela Vitello

In coma per il Covid, si salva grazie ad una cura sperimentale a base di Viagra

| 06/01/2022
In coma per il Covid, si salva grazie ad una cura sperimentale a base di Viagra

Il caso di un’infermiera britannica fa il giro del mondo

  • La 37enne, asmatica e mamma di due bambini, è finita in terapia intensiva
  • Prima di essere posta in coma farmacologico, aveva dato l’ok ad un trattamento sperimentale
  • Grazie alla pillola blu, le vie respiratorie si sono aperte e i polmoni hanno ripreso a rispondere

I tabloid britannici utilizzano il termine “miracolo di Natale” per raccontare la storia di Monica Almeida. Lo scorso 31 ottobre, la 37enne – infermiera e mamma di due bambini – ha contratto il coronavirus dopo due dosi di vaccino. Le sue condizioni hanno destato subito grande preoccupazione dal momento che la donna soffre d’asma. Lo scorso 9 novembre, Monica si è aggravata ed è stata ricoverata in ospedale.

Monica Almeida (Foto Facebook)

Il trasferimento in terapia intensiva e l’ultima carta dei medici

Una settimana dopo, considerata la brutta evoluzione dell’infezione, è finita in terapia intensiva. I medici hanno deciso di indurre il coma farmacologico. L’infermiera è caduta in un sonno profondo per 28 lunghi giorni. Quando sembrava che non ci fosse più nessuna speranza di salvarla (alcuni parenti erano arrivati in Inghilterra dal Portogallo per darle l’ultimo saluto, ndr.), i sanitari hanno giocato l’ultima carta. Alla paziente è stata somministrata una massiccia dose di Viagra al fine di favorire un maggiore afflusso sanguigno in tutte le aree del corpo.


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In Gran Bretagna, la pillola blu viene data a tutti i malati di coronavirus che acconsentono preventivamente di sottoporsi ad un trattamento sperimentale. Nel caso dell’infermiera inglese, in pochi giorni, sia il suo respiro che il livello di ossigeno nel sangue sono migliorati. La donna si è svegliata il 14 dicembre ed è riuscita a trascorrere il Natale a casa con la sua famiglia.

Monica Almeida (Foto Facebook)

L’infermiera ha potuto trascorrere il Natale a casa con la sua famiglia

“Grande sorpresa! Non volevo dire nulla per scaramanzia…ho fatto una tracheotomia e ho lavorato duramente – ha raccontato la vigilia di Natale su Facebook prima di essere dimessa – Adesso cammino da sola, anche se non sono ancora stabile, ma riesco ad andare in bagno e a tornare indietro. Respiro da sola e i miei polmoni sembrano puliti e…VADO A CASA PER NATALE! Grazie a tutti per le preghiere, i pensieri e le donazioni…sono così felice di essere viva. La strada per un completo recupero è ancora lunga. Sono ancora molto debole e non sono ancora pronta per le visite. Quindi perdonatemi. L’ultima cosa di cui ho bisogno è beccarmi un raffreddore. Auguro a tutti voi un Natale in salute”.

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Monica Almeida (Foto Facebook)

“Non avrei mai immaginato di rischiare la vita a 37 anni”

“Il Viagra mi ha salvato – ha dichiarato al “The Sun” – In 48 ore, le mie vie respiratorie si sono aperte e i miei polmoni hanno ripreso a rispondere. Io soffro d’asma e i miei alveoli avevano bisogno di un piccolo aiuto”. “Non avrei immaginato di ammalarmi così seriamente e rischiare la vita a 37 anni né che questo potesse accadere a me”, ha aggiunto invitando tutti a vaccinarsi.

LEGGI LA NOTIZIA SUL “NEW YORK POST”

+++ATTENZIONE+++

Il caso dell’infermiera britannica, ovviamente, non va preso come esempio di automedicazione né come cura salvifica. Come precedentemente specificato, in Gran Bretagna, il vasodilatatore rientra in un trattamento sperimentale al quale il paziente può aderire dando la propria autorizzazione. Tale trattamento necessita di costante monitoraggio da parte dei medici.

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