Can Yaman sbarca a Palermo per le riprese di "Viola come il mare": l'annuncio social

Can Yaman sbarca a Palermo per le riprese di “Viola come il mare”: l’annuncio social

Daniela Vitello

Can Yaman sbarca a Palermo per le riprese di “Viola come il mare”: l’annuncio social

| 01/10/2021
Can Yaman sbarca a Palermo per le riprese di “Viola come il mare”: l’annuncio social

Il set si sposta nel capoluogo siciliano

  • Il divo turco su Instagram: “Domenica si parte per Palermo per un mese”
  • L’attore sente già la mancanza della sua casa romana ma è pronto a scoprire le bellezze di Palermo
  • “Emozionato per la gente che conoscerò”

Can Yaman sbarca a Palermo. Lunedì 27 settembre, presso gli studi Lux Vide di Formello, è andato in scena il primo ciak di “Viola come il mare”, la fiction prodotta dalla società di Matilde e Luca Bernabei in collaborazione con Rti che dovrebbe andare in onda nell’autunno 2022 su Canale 5. Protagonisti, Can Yaman e Francesca Chillemi. La regia è curata da Francesco Vicario. Da lunedì 4 ottobre le riprese si sposteranno nel capoluogo siciliano dove cast e troupe approderanno un giorno prima. Ad annunciarlo è lo stesso attore turco su Instagram.

Luca Bernabei, Francesca Chillemi e Can Yaman (Foto Instagram)

“Non vedo l’ora di scoprire le bellezze di Palermo”

“Penso di essermi ambientato abbastanza bene nelle riprese di ‘Viola come il mare’ – ha scritto l’ex fidanzato di Diletta Leotta – Con tutto il team and con il cast sto andando d’accordissimo, abbiamo un bel rapporto sul set. Sono sicuro che insieme faremo sì che venga fuori un ottimo lavoro. Tra l’altro, ci divertiamo tantissimo e si ride parecchio. Mi trovo benissimo con la Chillemi e mi sta aiutando un sacco in questo percorso. Il nostro regista Francesco Vicario è molto soddisfatto del risultato e di come vengono girate le scene. Domenica si parte per Palermo per un mese. Anche se mi mancherà molto la mia casa a Roma, non vedo l’ora di scoprire le bellezze di Palermo e assaggiare le peculiarità della cucina siciliana. Sono emozionato per il tempo che passerò là e per la gente che potrò conoscere”.


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Francesca Chillemi e Can Yaman (Foto Instagram)

L’attore turco aveva già recitato con Francesca Chillemi

Can Yaman e Francesca Chillemi si erano già incrociati sul set di “Che Dio ci aiuti”. L’attore turco, infatti, era apparso nell’ultima puntata della sesta stagione nei panni del barista Gino subito ribattezzato “Mr. Tentazione” per la sua capacità di scombussolare in un secondo il convento più famoso della tv. La fugace incursione dell’ex fidanzato di Diletta Leotta nel convento degli Angeli aveva mandato in visibilio i fan italiani che avevano invocato a gran voce un suo ritorno nella settima stagione. Finite le riprese di “Viola come il mare”, Can Yaman si sposterà sul set di “Sandokan”, un’altra produzione Lux Vide dove reciterà al fianco di Luca Argentero.

Can Yaman in ‘Che Dio ci aiuti 6’ (Foto Instagram)

La trama del romanzo a cui è ispirata la fiction

La fiction “Viola come il mare” è ispirata al romanzo “Conosci l’estate?” di Simona Tanzini edito da Sellerio. Viola, la protagonista, è una giornalista tv romana che per motivi professionali si è dovuta trasferire a Palermo. Nel capoluogo siciliano, nel pieno di un’ondata di scirocco, è morta strangolata Romina, una 20enne di buona famiglia. Del suo omicidio viene subito sospettato Zefir, un popolarissimo cantautore. Viola vaga per tutti i luoghi coinvolti dal crimine, conducendo la sua vita movimentata, curiosando nelle case e nelle giornate di ogni tipo di gente. Santo, l’ex caporedattore, trincerato dietro tenaci silenzi, la mette in contatto con un suo amico, un poliziotto che lei chiama Zelig perché cangiante di colore, il quale sembra sfruttare le sue intuizioni, le sue visioni, l’abilità di profittare del caso. Viola ha un disturbo della percezione, la sinestesia: ogni cosa, ogni luogo, ogni persona che guarda si unisce, per lei, a una musica e la musica a un colore; ma non tutti, alcuni non hanno musica e quindi colore, “meglio tenersi lontani”. A questo si accompagna una più grave malattia degenerativa, “neuroni bucati” che, senza disabilitarla, determinano il suo modo di muoversi e l’approccio alla realtà.

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