Alessandro Gassmann: "La mia generazione ha figli allo sbando e ignoranti"

Alessandro Gassmann: “La mia generazione ha figli allo sbando e ignoranti”

Daniela Vitello

Alessandro Gassmann: “La mia generazione ha figli allo sbando e ignoranti”

| 09/09/2021
Alessandro Gassmann: “La mia generazione ha figli allo sbando e ignoranti”

L’attore è stato un padre severo col figlio Leo

  • “Ha avuto il motorino a 16 anni, è potuto tornare tardi la sera a 18”
  • Per Gassmann, la maggiore età andrebbe innalzata a 21 anni
  • Il rapporto con la moglie al suo fianco da 28 anni: “In casa, il boss è lei”

Alessandro Gassmann ha presentato fuori concorso al “Festival del Cinema di Venezia” la terza pellicola che lo vede dietro la macchina da presa. Si intitola “Il silenzio grande” ed è un film sulla famiglia e sui non detti che da crepe possono diventare voragini. L’attore e regista ne parla al “Corriere della Sera”. L’intervista a Candida Morvillo è anche un’occasione per parlare di “Alessandro Gassmann padre”. Il figlio Leo, nato dal suo matrimonio con Sabrina Knaflitz, fa il cantante. “Crescere accanto a persone che vincono sempre può essere pericoloso – esordisce Gassmann – Lo dico non solo da figlio di un grande padre, ma da padre di un figlio artista per due volte preceduto da avi che fanno un mestiere vicino al suo. Nel nostro caso, il pericolo è stato scampato”.

Alessandro Gassmann (Foto Instagram)

“Non è vero che, a lasciare libero un figlio, si fa il suo bene”

“Il silenzio grande – spiega – è quell’accumularsi di piccoli silenzi che vanno affastellandosi fra persone che si vogliono bene; poi, quest’affastellarsi diventa un silenzio talmente grande che è quasi impossibile dirsi quello che avremmo voluto dirci (…) In una società drammatica e violenta come questa è un proposito anche terapeutico. Perché è una storia di persone che parlano e ascoltano. Oggi, tutti parlano ma nessuno ha più intenzione di sentire il pensiero dell’altro. Il silenzio grande è ambientato nel 1965 anche per raccontare quelle famiglie dove ci si guardava in faccia, le relazioni erano concrete, più profonde. C’è stato un lento, inesorabile, abbandono del mestiere di genitore. Io sono stato un padre amorevole, ma severo e rigido come mio padre con me. Non è vero che, a lasciare libero un figlio, si fa il suo bene. Infatti, la mia generazione ha figli allo sbando, impreparati, spaventati e profondamente ignoranti”.


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Alessandro Gassmann (Foto Instagram)

“Bisogna essere duri, se serve, e dolcissimi il resto del tempo”

Alessandro Gassmann è riuscito a essere un padre severo “anche rendendomi antipatico. Mio figlio ha avuto il motorino a 16 anni, è potuto tornare tardi la sera a 18. Questo è: fino ai 18, fai quello che ti viene detto. Anzi, per me, la maggiore età andrebbe alzata a 21. Mi sono fatto rispettare, con dolcezza, ma con fermezza: con me, una discussione non si apre. Io dico ‘non esci’; tu non vuoi litigare con me; quindi, non esci. Bisogna essere duri, se serve, e dolcissimi il resto del tempo. E sempre pronti ad ascoltare. Sull’ascolto, tutto il merito va a mia moglie, che è molto più presente di me”.

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Alessandro Gassmann (Foto da video)

“Mio padre mi ha fatto diventare uno che riga diritto”

L’attore e regista parla della sua gioventù e del rapporto con il padre Vittorio: “Sono andato male a scuola e ho avuto un’adolescenza un po’ da bullo. Sono diventato l’opposto grazie a mio padre che mi ha fatto diventare uno che riga diritto, dice sempre per favore e grazie. Papà incuteva timore, bastava che alzasse sopracciglio. Mi ha fatto fare il militare, mi ha portato in teatro a fare il macchinista, poi mi ha fatto debuttare con lui per tenermi sott’occhio. A quel punto, avevo già abbassato la cresta. Di lui mi mancano abbracci e risate. Sulle risate era il primo, seconda è mia moglie, roba da dire: ti prego, basta”.

Alessandro Gassmann (Foto Instagram)

“In casa il boss è mia moglie, tutte le scelte sono sue”

Alessandro Gassmann e Sabrina Knaflitz sono legati da 28 anni. L’attore confessa di essere tra quelli che hanno “avuto la fortuna di incontrare la persona giusta”. “In casa, il boss è lei, tutte le scelte sono sue – confessa – Litighiamo, anche tanto. Su cose stupide e no. È un buon segnale di un legame forte. A casa nostra, c’è totale democrazia: facciamo tutto tutti. Io sono un bravissimo lavapiatti e, quando loro si alzano, trovano colazione e caffè pronti. Tutto questo mi piace tantissimo”.

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