Piera Maggio, l'ex marito replica alle sue accuse: "Non auguro a nessuno il mio dolore"

Piera Maggio, l’ex marito replica alle sue accuse: “Non auguro a nessuno il mio dolore”

Daniela Vitello

Piera Maggio, l’ex marito replica alle sue accuse: “Non auguro a nessuno il mio dolore”

| 06/07/2021
Piera Maggio, l’ex marito replica alle sue accuse: “Non auguro a nessuno il mio dolore”

Toni Pipitone ai microfoni di “Quarto Grado”

  • “Amavo profondamente la mia famiglia, Piera non volle trasferirsi in Toscana con me”
  • “Dopo la scomparsa di Denise, ho perso tutto. Anche il lavoro”
  • L’uomo, che si è rifatto una vita, nega di essersi disinteressato dei figli

L’1 settembre 2004 il mondo crolla letteralmente addosso a Toni Pipitone. Denise, la bambina che fino a quel giorno credeva essere sua figlia, scompare nel nulla. Piera Maggio confessa subito agli inquirenti che il padre biologico della piccola Denise non è Toni Pipitone ma Pietro Pulizzi.

Nei giorni scorsi la mamma-coraggio siciliana, che in questi 17 anni non ha mai perso la speranza di riabbracciare sua figlia, ha replicato ad un’intervista rilasciata dal suo ex marito a “Quarto Grado” (LEGGI QUI). Piera Maggio ha lanciato pesanti accuse a Toni Pipitone (LEGGI QUI). Quest’ultimo ha deciso di replicare, ancora una volta, ai microfoni di “Quarto Grado” nel corso dell’ultima puntata stagionale del programma di Rete 4.


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Piera Maggio (Foto da video)

“Non ho nulla da rimproverarmi”

“Io non mi rimprovero nulla né come marito né come padre – confessa all’inviata Ilaria Mura – Ho scritto una lettera per far capire a tutta Italia chi è Toni Pipitone e quanto voleva bene alla sua famiglia. Non sono abituato a fare dichiarazioni pubbliche o ad apparire in tv. Però devo fare dei chiarimenti”.

“Amo i miei figli”

“La scomparsa di mia figlia Denise – spiega Toni Pipitone – ha devastato la mia vita, mi ha spezzato il cuore. Amavo tantissimo la mia famiglia e amo i miei figli. Nel 1998, per rendere più agiata la vita di mia moglie e di Kevin (il suo primogenito, ndr.), ho trovato lavoro in Toscana. Sono partito perché volevo che  stessero bene e che non gli mancasse nulla”.

“In Toscana – racconta l’uomo – avevo la possibilità di guadagnare di più. A Mazara del Vallo il lavoro era quello che era. D’accordo con Piera, mi sono recato in Toscana dove ho lavorato come muratore. Ogni mese inviavo dei vaglia, quasi l’intero compenso che percepivo. Lavoravo tutto il giorno, volevo migliorare la situazione economica”.

Toni Pipitone (Foto da video)

“Piera non volle seguirmi in Toscana”

“Quando sono partito – ricorda – Kevin aveva quattro anni e Denise ancora non era nata. Nell’estate del ’99 chiesi a mia moglie di trasferirsi in Toscana con Kevin. Volevo portare la mia famiglia con me ma non ci sono riuscito. Volevo vivere con loro la quotidianità come tutte le famiglie. I miei sacrifici lavorativi sarebbero stati ripagati con la loro presenza e il loro affetto. Piera non volle trasferirsi, mi disse che non voleva lasciare la sua casa”.

La nascita di Denise

“Li amavo troppo, li amavo profondamente – confida – Tornavo in Sicilia 2-3 volte l’anno, Natale, Pasqua e Ferragosto. Ero felice al pensiero di tornare e di ritrovare i miei affetti, specie dopo aver ricevuto la notizia della gravidanza di Piera. Soffrivo per la lontananza ma al contempo lavoravo intensamente perché stava venendo al mondo un’altra bambina. Nell’ottobre del 2000 nasce Denise. Ricordo quel giorno e mi commuovo. Arrivai in ospedale che era già nata. Feci il viaggio dalla Toscana in Sicilia in macchina e, senza passare da casa, mi precipitai in ospedale. Vidi mia figlia da dietro un vetro. Nel 2002 sono rientrato in Sicilia definitivamente”.

Denise Pipitone (Foto da video)

“Con la scomparsa di mia figlia, ho perso tutto”

“L’1 settembre 2004 scompare Denise e in quel momento mi è crollato il mondo addosso – rivela Pipitone – Ho perso tutto, ho sopportato un dolore che non auguro a nessuno. Dopo la scomparsa di Denise, ho affrontato un periodo molto buio, ho perso il lavoro e non guadagnavo più. Ero disperato, lacerato. Mi sono sentito solo e abbandonato. Ero proprio distrutto. Sono rimasto in silenzio ma non sono mai stato assente in questa storia. Ho partecipato ai tre gradi di giudizio, il mio legale mi ha sempre rappresentato informandomi dei fatti in questi 17 anni”.

L’INTERVISTA INTEGRALE (VIDEO)

Toni Pipitone con la moglie Marisa (Foto da video)

Toni Pipitone si è rifatto una vita

“Oggi, anche grazie a mia moglie Marisa, sono un uomo più consapevole, anche delle mie debolezze – conclude – Desidero soltanto la verità nel rispetto delle vite e dei sentimenti di ognuno di noi. Dopodiché mi affido alla magistratura nei confronti della quale ho tanta fiducia e alle nuove indagini in corso”.

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