Non fate i gioco-test su Facebook, sono tutt’altro che innocui - Perizona Magazine

Non fate i gioco-test su Facebook, sono tutt’altro che innocui

Daniela Vitello

Non fate i gioco-test su Facebook, sono tutt’altro che innocui

| 13/01/2016
Non fate i gioco-test su Facebook, sono tutt’altro che innocui

“Non fate i gioco-test su Facebook, sono tutt’altro che innocui”. Parola di agente Lisa, il profilo social della Polizia di Stato che mette in guardia gli utenti sulle possibili insidie del mondo virtuale e non solo.
“Quale sarà il tuo lavoro fra 10 anni? Clicca qui per scoprirlo”. Dietro domande come questa, lanciate sulle bacheche di milioni di utenti, si cela la trappola camuffata da test. “L’amica di Facebook mi ha appena fatto sapere che lei fra 10 anni farà la venditrice di noccioline e guadagnerà 75.000 euro all’anno. E subito, sotto il suo post, mi propongono di interrogare anch’io la sorte” scrive l’agente Lisa sulla propria timeline. Anche molti dei giochini più diffusi nei gruppi di discussione in cui viene promesso di svelare “quale animale sei”, “quanto ne sai sull’amore”, “qual è il tuo colore” e “quale personaggio storico saresti” sarebbero in realtà strumenti per tracciare gli utenti.
“Chi partecipa a a questi giochi-test deve sapere – mette in guardia la poliziotta virtuale – che dietro al loro aspetto ludico nascondono ben altro.Ogni volta che clicchiamo sui loro test consegniamo loro i nostri dati e ciò che abbiamo fatto su Facebook ma anche i dati sensibili di tutti i nostri amici di social. Dati che l’azienda (e tutte le altre simili che offrono test-gioco) userà per inviarci pubblicità mirate via social ma anche via mail. Basta che decidiamo di partecipare anche a un solo test (per “divertirci” un po’), per dare l’assenso a frugare nelle nostre vite e ad invaderci di pubblicità”.
E attenzione anche a i post in apparenza più “seri”: quelli, ad esempio, attraverso i quali possiamo misurare la nostra conoscenza dell’italiano, di una lingua straniera o di un periodo storico. Ogni volta che clicchiamo sui post che reclamano questi test, veniamo indirizzati in un sito che in pochi secondi ci fornisce un risultato, ma allo stesso tempo consegniamo i nostri dati e ciò che abbiamo fatto su Facebook, oltre che i dati sensibili di tutti gli amici di social. Dati che l’azienda (e tutte le altre simili che offrono test-gioco) userà per inviarci pubblicità mirate via social ma anche via mail. Basta che decidiamo di partecipare anche a un solo test (per “divertirci” un po’), per dare l’assenso a frugare nelle nostre vite e ad invaderci di pubblicità. Uno scambio tutt’altro che alla pari.


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