Tickling, quando il solletico accende il desiderio

Daniela Vitello

Tickling, quando il solletico accende il desiderio

| 22/05/2013
Tickling, quando il solletico accende il desiderio

Chi l’ha detto che il solletico è solo ed esclusivamente uno strumento di “tortura” in grado di scatenare le ire dei più sensibili? In fatto di eros, il solletico – meglio conosciuto come tickling – è una pratica diffusa cui si ricorre non di rado per accendere il fuoco della passione. Scoppiare in fragorose risate mentre si gioca sotto le lenzuola non è quindi così grave. I piccoli, morbidi gesti che caratterizzano l’allegro gioco amoroso aumentano il desiderio, portando ad una completa liberazione della libido.

Lo scopo finale del solletico erotico non è necessariamente il rapporto fisico vero e proprio, quanto il raggiungimento di un’intimità e di una complicità di coppia fatta di divertimento, relax e risate. Nella pratica del tickling, oltre alle dita, è possibile ricorrere anche ad oggetti comuni capaci di accrescere la senzazione di benessere: piume, spazzole, forchette, biro, spazzolini da denti, foglietti di carta piegati come origami, lunghi capelli sciolti. Mani e piedi i punti più delicati da stimolare attraverso il solletico erotico.

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Il tickling, che vanta migliaia di estimatori nel mondo, ha origini ataviche. Persino l’imperatrice russa Caterina la Grande, una delle donne più spregiudicate della storia, si faceva sfiorare dai servitori con ventagli di piume. A confermare che “la zarina è stata la più grande fan del moderno tickling” l’antropologa Betony Vernon nel suo libro «The Boudoir Bible: The Uninhibited Sex Guide for Today».

 

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