#Buon 12/12/12| A pochi hashtag dalla fine? - Perizona Magazine

#Buon 12/12/12| A pochi hashtag dalla fine?

Bellomo Alessia

#Buon 12/12/12| A pochi hashtag dalla fine?

| 12/12/2012
#Buon 12/12/12| A pochi hashtag dalla fine?

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PIANETA TERRAIn date speciali come quella di oggi, un certo tipo di timore scaramantico si impossessa degli abitanti di questo pazzo pianeta: tra cabala e profezie, tra date “fatidiche”, “fortunate” e persino “sacre”, la febbre da fine del mondo sale e passa in primis dai giornali, veicolo perfetto di panico e disperazione. Solo che stavolta panico e disperazione sono diventate totalmente social, con una vera e propria “rete nella rete” tra hashtag, post e condivisioni di credenze (e perchè no, invenzioni) apocalittiche. Prima di rivivere una data speciale come quella di oggi dovranno passare molti anni, e chissà se i pericolo che incombono su di noi ci lasceranno arrivare al 22/2/2222.

Augurando a tutti i lettori di Livesicilia di passare un #Buon12/12/12, ripercorriamo insieme la storia delle apocalissi annunciate e fallite che hanno attraversato la storia recente dell’umanità. In principio ci fu il Millennium Bug: la famigerata “bomba del millennio” che avrebbe dovuto mandare in tilt tutti i sistemi di elaborazione dati e spazzare via internet, non solo provocò una serie di “incidenti” diplomatici internazionali (gli Usa accusarono l’Italia di non aver preso precauzione e per tutta risposta l’allora governo D’Alema predispone un’unità di crisi nella sede del Sismi), ma non ebbe neanche la grazia di manifestarsi!

Poi arrivarono le catastrofi da epidemia: Mucca Pazza, Sars, Aviaria. Il panico, per una volta giustificato, di venire colpiti da una malattia mortale, per ben tre volte nel ventunesimo secolo ha piantato il suo seme nel cuore dell’umanità, tanto che in Francia “La Peste” di Albert Camus è improssivamente schizzato ai primi posti delle classifiche dei libri letti e venduti. Ma ci si sono messi anche alcuni nuovi “profeti”: il reverendo cristiano americano Harold Camping nel 2011 ha annunciato l’imminente fine del mondo, calcolata matematicamente da lui stesso. Anche in quella occasione, l’umanità è stata graziata. Stessa sorte è toccata a Roma: secondo il veggente Benandi, un terremoto avrebbe dovuto radere al suolo la città eterna l’undici maggio dell’anno scorso. I più al momento confermano che Roma resta eterna, lì dov’è.

Di certo Nostradamus ha fatto scuola, e il calendario dei Maya sembra non aver mai sbagliato prima: il count down è iniziato e siamo a 9 giorni dalla fine del mondo. Per adesso si va avanti, con la speranza per i più scaramantici e la certezza per i più scettici di ritrovarci ancora qui il 21 dicembre, sopravvissuti all’ennesimo pericolo globale.

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Pubblicato il 12/12/2012 11:49
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