"Il calendario Maya è stato letto nel modo sbagliato, la fine del mondo è tra pochi giorni" - Perizona Magazine

“Il calendario Maya è stato letto nel modo sbagliato, la fine del mondo è tra pochi giorni”

Daniela Vitello

“Il calendario Maya è stato letto nel modo sbagliato, la fine del mondo è tra pochi giorni”

| 16/06/2020
“Il calendario Maya è stato letto nel modo sbagliato, la fine del mondo è tra pochi giorni”

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La fine del mondo prevista dai Maya per il 21 dicembre 2012, per buona pace di tutti noi, non si è mai verificata.  La profezia sulla data individuata dalla civiltà mesoamericana come termine ultimo dell’umanità, in passato, ha ispirato numerose pellicole cinematografiche e teorie apocalittiche dando vita a veri e propri esodi verso i pochi luoghi ritenuti ‘sicuri’. Trascorso quel termine, senza che l’Apocalisse sia per l’appunto avvenuta, i Maya e le loro presunte previsioni nefaste sono finiti nel dimenticatoio.

Questo fino a oggi. La popolazione mesoamericana è infatti tornata alla ribalta per una bizzarra e infondata teoria secondo cui la data del 21 dicembre 2012 sarebbe frutto di un errore di calcolo causato dalla banale confusione tra calendario gregoriano e giuliano (il primo è stato introdotto nel 1582 per sostituire il secondo). Di conseguenza la fine del mondo dovrebbe ancora avvenire e la data prevista per l’Apocalisse sarebbe il 21 giugno di quest’anno, ovvero domenica prossima. Col cambio, sarebbero stati “persi” 11 giorni all’anno che sommati tra loro danno otto anni di scarto.

A sostenere questa teoria che puzza proprio di fake news è tale Paolo Tagaloguin. Attraverso una serie di tweet poi rimossi, l’uomo che sembrerebbe essere una scienziato, dice: “Secondo il calendario Giuliano, tecnicamente siamo adesso nel 2012”. Il profilo di Tagaloguin è poi scomparso e potrebbe essere un troll nato con l’intento di diffondere una bufala. In realtà, esiste davvero uno studioso con quel nome, ma non si occupa di studiare la civiltà Maya, bensì di biologia (presso la Mindanao State University di General Santos City, nelle Filippine).

Già otto anni fa, la Nasa – attraverso un lungo approfondimento sul tema– aveva chiarito che i Maya non avevano affatto previsto la fine del mondo. Il fatto che i nostri calendari arrivino fino al 31 dicembre non significa che quello è termine ultimo dell’umanità. Per convenzione, l’1 gennaio si fa iniziare un nuovo calendario. Lo stesso vale per quello di “lungo computo” della civiltà mesoamericana.

Il passaggio da un ciclo all’altro, che per il popolo dell’America centrale aveva una valenza prettamente mitologica, non è un evento catastrofico ma al contrario, come ha affermato anche Sandra Noble, direttrice esecutiva della Foundation for the advancement of Mesoamerican studies, è un momento di grande gioia da accogliere con feste e cerimonie. La visione apocalittica del cambiamento di ciclo dunque, da un punto di vista storico, sarebbe solamente un fraintendimento del reale significato della calendarizzazione Maya.

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Pubblicato il 16/06/2020 12:56

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