Restò paralizzato durante una puntata di "Ciao Darwin", chi rischia il processo

Restò paralizzato durante una puntata di “Ciao Darwin”, chi rischia il processo

Daniela Vitello

Restò paralizzato durante una puntata di “Ciao Darwin”, chi rischia il processo

| 25/05/2021
Restò paralizzato durante una puntata di “Ciao Darwin”, chi rischia il processo

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L’incidente due anni fa durante il Genodrome

  • Il concorrente riportò un grave danno alla spina dorsale
  • Paolo Bonolis: “E’ una cosa terribile”
  • Chi sono le quattro persone che rischiano di finire alla sbarra

Quattro persone rischiano il processo per un gravissimo incidente avvenuto il 17 aprile 2019 durante le registrazioni di una puntata di “Ciao Darwin”.  In seguito a una caduta sui rulli, durante la prova denominata Genodrome, il 56enne romano Gabriele Marchetti riportò un grave danno alla spina dorsale e oggi è costretto su una sedia a rotelle e paralizzato dal collo in giù.

Gabriele Marchetti impegnato nel Genodrome (Foto da video)

Chi sono le quattro persone che rischiano il processo

Le persone che potrebbero finire sul banco degli imputati con l’accusa di lesioni personali gravissime, a conclusione delle indagini preliminari, sono un rappresentante e un dirigente di RTI, società confluita in Mediaset e produttrice di “Ciao Darwin”. Il primo, in particolare, è accusato di non aver adottato le necessarie misure di protezione. Il secondo, invece, non avrebbe fornito a Gabriele Marchetti un adeguato addestramento con personale specializzato.  E poi ancora un rappresentante di Maxima srl, che progettava l’attrezzatura tecnica impiegata per il Genodrome e la titolare di S.D.L., che selezionava i concorrenti del programma e che non avrebbe accertato preventivamente l’idoneità di Marchetti alla prova.

Gabriele Marchetti impegnato nel Genodrome (Foto da video)

Paolo Bonolis: “E’ una cosa terribile”

L’incidente di Gabriele Marchetti sconvolse Paolo Bonolis. “È una cosa terribile, può succedere in qualsiasi contesto ma è successo qui: ci siamo adoperati per tutto quanto necessario, parliamo con la famiglia”, disse al quotidiano “La Repubblica”. “C’è un problema: niente di tutto quello che facciamo può contrastare l’onda disumana di sciocchezze dette e scritte da chi vuole sfruttare questa cosa – aggiunse – Da un lato, una verità: dall’altro c’è una volontà di narrazione iperbolica nella quale si insinuano i parassiti del sensazionalismo. Impossibili da contrastare”.

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Pubblicato il 25/05/2021 10:49
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