Il matrimonio queer di Michela Murgia: abiti bianchi e anelli nuziali

Il matrimonio queer di Michela Murgia: abiti bianchi e anelli nuziali per tutti

Germana Bevilacqua

Il matrimonio queer di Michela Murgia: abiti bianchi e anelli nuziali per tutti

| 24/07/2023
Il matrimonio queer di Michela Murgia: abiti bianchi e anelli nuziali per tutti

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Michela Murgia si è sposata qualche settimana fa con l’attore, regista, musicista e autore Lorenzo Terenzi. L’annuncio era comparso sulle pagine social della scrittrice sarda affetta da un carcinoma renale al quarto stadio. “Qualche giorno fa io e Lorenzo ci siamo sposat3 civilmente – aveva svelato – Lo abbiamo fatto ‘in articulo mortis’ perché ogni giorno c’è una complicazione fisica diversa, entro ed esco dall’ospedale e ormai non diamo più niente per scontato. Lo abbiamo fatto controvoglia: se avessimo avuto un altro modo per garantirci i diritti a vicenda non saremmo mai ricorsi a uno strumento così patriarcale e limitato, che ci costringe a ridurre alla rappresentazione della coppia un’esperienza molto più ricca e forte, dove il numero 2 è il contrario di quello che siamo”. Nello stesso post la scrittrice aveva annunciato: “Tra qualche giorno nel giardino della casa ancora in trasloco daremo vita alla nostra idea di celebrazione della famiglia queer. Le nostre promesse non saranno quelle che siamo stat3 costrett3 a fare l’altro giorno. Vogliamo condividerlo a modo nostro e lo faremo da questo profilo, senza giornalist3 o media vari. Il nostro vissuto personale, come quello di tutt3, oggi è più politico che mai e se potessi lasciare un’eredità simbolica, vorrei fosse questa: un altro modello di relazione, uno in più per chi nella vita ha dovuto combattere sentendosi sempre qualcosa in meno”.

Michela Murgia e Lorenzo Terenzi (Foto Instagram)

L’abito della sposa portava la firma di Maria Grazia Chiuri

E così è stato. Michela Murgia ha organizzato un’altra cerimonia, carica di gesti simbolici, con cui si è “unita in matrimonio” con la sua famiglia queer. Tra gli invitati, anche l’amico Roberto Saviano. L’abito della sposa portava la firma di Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa di Dior. I bozzetti che ha disegnato la stilista sono un vero e proprio manifesto politico. “Sul mio vestito – ha spiegato la scrittrice – c’è un ricamo prezioso di perline: ‘God save the queer’, la stessa frase che appare sulla t-shirt personalizzata. Quel che siamo, multipli forti, è perfettamente rappresentato da questo incredibile discorso di tessuti e modelli, frutto della sensibilità creativa di una donna, un’amica, che ogni giorno mi dà lezioni di generosità, acume e professionalità”. Una mini-collezione familiare, che include uomini, donne, no-gender. Tutti vestiti di bianco. L’idea è quella di rompere la sacralità dell’abito da sposa classico.

Michela Murgia con la sua famiglia queer (Foto Instagram)

Ogni pezzo indossato da chi è intervenuto alle nozze era intercambiabile

Una cerimonia per ufficializzare una idea diversa di famiglia. La famiglia queer dove convivono i figli dell’anima: ragazzi e ragazze che la scrittrice ha sostenuto e quasi allevato. Non legami di sangue o unioni tradizionali ma legami spirituali. L’idea rivoluzionaria di Michela Murgia parte da “un altro modo per stare insieme, un modo che il governo vorrebbe ridurre a stranezza sociale da perseguitare e invece è già la vita normale di tante persone”. L’abito rappresenta questa visione: non c’è una sola sposa, non c’è un solo sposo. Ogni pezzo indossato da chi è intervenuto alle nozze era intercambiabile, in uno stile fluido che sta bene a chiunque, come a ribadire che in queste nozze il vestito nuziale possono indossarlo tutti i membri della famiglia queer.
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Michela Murgia e Lorenzo Terenzi (Foto Instagram)

Tutti hanno ricevuto un anello matrimoniale e un altro anello che riproduce una rana

Un altro gesto molto simbolico che coinvolge tutti è stato lo scambio dell’anello. Tutti hanno ricevuto un anello matrimoniale da indossare all’anulare sinistro, assieme a un altro anello che riproduce una rana. “Il primo – ha spiegato Michela Murgia – sappiamo che rappresenta il vincolo e le sue promesse. Il secondo esprime invece la queerness della nostra esperienza familiare allargata. La rana è un animale transizionale, che nella sua vita cambia stato molte volte, da uovo a girino per svariati stadi prima di raggiungere la maturità, ed esiste dentro a un continuo processo di mutamento”. Il matrimonio di tutti, sposi e invitati. “La struttura dei rapporti queer rigetta la fedeltà e richiede l’affidabilità- ha precisato Michela Murgia -. Con chi vai a letto o di chi sei innamorato sono dati ininfluenti: la romanticizzazione e la sessualizzazione dei rapporti sono le armi con cui il binarismo patriarcale controlla la vita delle persone, specialmente delle donne”.

Pubblicato il 24/07/2023 10:30

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