Il figlio di Bruno Vespa racconta il male di vivere: "Mi sentivo un mostro"

Il figlio di Bruno Vespa racconta il male di vivere: “Mi sentivo un mostro”

Daniela Vitello

Il figlio di Bruno Vespa racconta il male di vivere: “Mi sentivo un mostro”

| 10/05/2021
Il figlio di Bruno Vespa racconta il male di vivere: “Mi sentivo un mostro”

3' DI LETTURA

La battaglia di Federico Vespa contro la depressione

  • Il figlio del giornalista ha scritto un libro sulla sua lotta
  • “La depressione è uno scoglio che non puoi superare da solo”
  • Il rapporto con i genitori: “Cerco di godermeli”

Federico Vespa, figlio del giornalista Bruno e del magistrato Augusta Iannini, ha raccontato in un libro la sua battaglia contro un mostro chiamato depressione. Il volume autobiografico, scritto nel 2019, si intitola “L’anima del maiale. Il male oscuro della mia generazione“. Giornalista, scrittore e conduttore radiofonico (dopo l’esperienza a RTL, oggi conduce un programma con Silvia Salemi su Isoradio), Federico è guarito dopo essersi convinto a chiedere aiuto.

Federico Vespa e Pierfrancesco Favino (Foto Instagram)

“Mi sentivo un mostro, un robot”

“Anedonia: è il primo termine che andai a cercare per darmi una spiegazione di quella nube tossica che mi aveva catturato – racconta in un’intervista a Giovanni Terzi per “Libero Quotidiano” – A livello emotivo una massiccia campana di vetro si era piazzata tra me e il mondo esterno: mi sentivo un mostro, un robot, uno che avrebbe potuto mangiarti, in preda a un nodo in gola che avrebbe solo voluto vomitare, estirpare, strapparsi di dosso”.

Federico Vespa (Foto Instagram)

“I soldi non bastano a comprare la felicità”

Quando ha scritto il libro, il figlio di Bruno Vespa si era già lasciato alle spalle la depressione. “Mettermi a scrivere su ciò che avevo passato è stato curativo e terapeutico – svela – Il senso di questo libro è che puoi avere tutti i soldi di questo mondo, la famiglia più importante del pianeta ma questi non bastano a ‘comprare’ la felicità e la serenità. Ci vuole altro”.

Massimo Boldi e Federico Vespa (Foto Instagram)

“La depressione è uno scoglio che non puoi superare da solo”

Mentre lo scriveva, gli è capitato di ritrovarsi in lacrime: “Quando ho riaffrontato con la memoria i momenti della depressione. Scrivevo di sera, mi accompagnavo anche con un bicchiere di whisky per cercare di allentare la tensione nell’affrontare qualche passaggio, e a volte stavo male perché mi saliva il ricordo di quel periodo faticosissimo della mia vita. Vedi, la depressione è un male oscuro che improvvisamente ti prende facendoti diventare vittima di ciò che non sai, che non conosci e quindi non sei più in grado di superare questo scoglio da solo”.

Federico ne è uscito grazie agli psicologi: “Ne ho cambiato qualcuno, di terapeuta, prima di trovare la persona che mi è stata accanto davvero”.

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Federico Vespa (Foto Instagram)

Il rapporto con i genitori: “Cerco di godermeli”

Nel corso dell’intervista, Vespa Jr. parla del rapporto “complesso e articolato” con i genitori: “Si è stabilizzato dopo che sono guarito. Ripeto: puoi avere la migliore famiglia del mondo, ma se non sei centrato e interiormente risolto a poco serve (…) Con mia madre ho un rapporto speciale, ma anche con mio padre. Li osservavo oggi e spero che la vita li conservi ancora tanto tempo in salute. Da una parte sono ovviamente consapevole del fatto che non siano eterni, e però dall’altra vivo con terrore il giorno in cui non ci saranno più. Per questo cerco di godermeli e, per ciò che posso fare, tutelarli al massimo”.

Bruno Vespa (Foto da video)

“I social hanno anestetizzato ogni empatia”

Federico Vespa non ha dubbi nell’indicare l’incapacità di vivere emozioni come il male oscuro della sua generazione. “I social e i nuovi media hanno come anestetizzato ogni forma di empatia – spiega – e la mia percezione è che ci sia una sorta di paura a lasciarsi andare. Viviamo in un mondo dove l’importante è quanti like prendi sul profilo Instagram ed abbiamo persone che ogni mezz’ora raccontano ciò che cosa stanno facendo. Tutto questo è frutto di una debolezza incredibile come se si volesse dire ‘io esisto’”.

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Pubblicato il 10/05/2021 20:43
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