Rita Dalla Chiesa annuncia: "Ho venduto la casetta di Mondello, era il mio sogno da bambina" - Perizona Magazine

Rita Dalla Chiesa annuncia: “Ho venduto la casetta di Mondello, era il mio sogno da bambina”

Daniela Vitello

Rita Dalla Chiesa annuncia: “Ho venduto la casetta di Mondello, era il mio sogno da bambina”

| 30/07/2020

“Ho pianto lacrime amare prima di comprarla”. Così parlava Rita Della Chiesa in un’intervista a “Vero” a proposito della casetta […]

“Ho pianto lacrime amare prima di comprarla”. Così parlava Rita Della Chiesa in un’intervista a “Vero” a proposito della casetta acquistata sei anni fa a Mondello con vista su Palermo. Col capoluogo siciliano, la nota conduttrice ha un rapporto di “amore-odio”. Qui trovarono infatti la morte il padre Carlo Alberto Dalla Chiesa e la moglie Emanuela Setti Carraro, assassinati in un agguato mafioso. Eppure l’amore per Mondello fu all’epoca più forte di qualsiasi sofferenza.

Oggi con altrettanta sofferenza la Dalla Chiesa annuncia il suo addio a Mondello via Facebook. “Avevo comprato, sei anni fa, una casetta a Mondello. Il mio sogno di quando ero bambina – scrive – Da oggi la mia casetta ha nuovi abitanti. Spero che la amino come l’ho amata io. A me rimane dentro un grande senso di nostalgia. Quel mare, quelle barche e Monte Pellegrino continueranno a restare nei miei ricordi più belli”.


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Tra i commenti anche quello di Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli: “Mondello è un luogo sacro per la nostra famiglia: gli antenati di Francesco – e tu Rita conosci bene questa storia – l’hanno costruita fra l’Ottocento e il Novecento… ci tornerai in albergo, alla grande, senza i pensieri delle case… che sono poco romantici di solito!!!”. “Privarsi di un luogo tanto amato è difficile…Ma quella casa continuerà a far parte della tua anima”, le fa eco la giornalista Barbara Ergas, figlia di Sandra Milo.

Tanti i palermitani che abbracciano Rita Dalla Chiesa e si dicono dispiaciuti per la sua decisione. Ecco alcuni commenti: “Guardavo quella terrazza ed ero felice di saperti tra di noi palermitani, stretta nel nostro abbraccio, forse un po’ soffocante….È un grande dispiacere, immagino anche per te. Avanti tutta, comunque, Rita…guardiamo avanti”, “Vendere una casa dispiace sempre perché si lascia con lei anche una parte della nostra vita ma nulla é per sempre purtroppo ! Ciao Rita”, “La Sicilia è unica.. Mondello è stupenda. I ricordi nessuno ce li può distruggere. Peccato che tu l’abbia venduta, sicuramente avrai le tue buone ragioni. La vita è così, nulla è per sempre .. purtroppo. Un grande abbraccio a te donna stupenda”, “Signora Rita Dalla Chiesa, quello che si porta nel cuore spesso non si riesce ad esternare poiché pesa troppo. Per chi conosce la Sua storia, non avrà difficoltà ad immaginare il binomio amore-odio che si sussegue dentro lei, e forse vendere è stato un po’, in una piccola parte cercare di dimenticare l’indimenticabile. Ha tanta stima da parte mia e tanta ammirazione. Buona continuazione di viaggio, e Palermo per lei, sarà sempre CASA”, “Sono Felice che malgrado la Nostra Terra sia stata crudele con Lei e con i Suoi Cari, la Ami incondizionatamente. Questo le rende onore e rispetto. Un caro abbraccio”, “Perché l’hai venduta ? Era bello ogni tanto incontrarti nella piazza di Mondello, ti sentivamo dei nostri”.

Rita Dalla Chiesa: “Palermo è una città che amo da quando ero piccola”

“È una piccola casa da pescatori, ha le scale tutte ‘sgarrupate’ e i muri scrostati ma da lì si gode la vista di tutto Palermo. È una città che amo da quando ero piccola; lì hanno vissuto i miei nonni, pur non essendo palermitani di nascita”. Rita Dalla Chiesa raccontò in questi termini a “Vero” la sua scelta di non tagliare il cordone ombelicale con la città a cui inevitabilmente associa il dolore più grande della sua vita. “Ero bambina e sognavo di avere una casa così – spiegò – non mi interessavano le meravigliose case Liberty, ma le modeste case dei pescatori. Molti sono rimasti increduli per questa mia volontà, visto che quella è proprio la città dove mio padre è stato assassinato. Ho pianto lacrime amare prima di prendere la decisione finale. Mio padre e mia madre, però, adoravano Mondello. Ho pensato che tornando lì avrei ritrovato, in qualche modo, i miei affetti: i miei genitori, i miei nonni, le mie radici. Non potevo perdere quel patrimonio d’amore che i miei avevano per Palermo, non mi sembrava giusto”.

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