Vittorio Feltri: “Al Sud non vendono più ‘Libero’? Lì la lettura non è la principale attività”

Daniela Vitello

Vittorio Feltri: “Al Sud non vendono più ‘Libero’? Lì la lettura non è la principale attività”

| 27/04/2020

Le affermazioni di Vittorio Feltri sui “meridionali inferiori”, espresse durante una puntata di “Fuori dal coro” ma anche in un editoriale apparso su “Libero”, hanno scatenato un vero e proprio putiferio. Ieri sera il direttore editoriale di “Libero” ha concesso un’intervista ad un giornalista di “Non è l’Arena”. Nessun mea culpa o passo indietro da parte sua. Feltri insiste sul fatto che le sue dichiarazioni siano state strumentalizzate. Delle denunce sostanzialmente se ne infischia confidando nel giudice chiamato a valutare il peso delle sue parole.

“Tanta gente non riflette – esordisce – Io mi riferivo al portafogli, non certo al cervello anche perché io non faccio i test d’intelligenza a nessuno. Non sono in grado di farli. Poi conosco anche tanti co***oni nella bergamasca dove sono nato. Quindi so benissimo che non si possono valutare le persone dal punto di vista morale e culturale. Siccome è un tasto molto sensibile, qualcuno ha pensato che io abbia fatto dei test di intelligenza ai meridionali. Cosa ridicola. Mi riferivo esclusivamente alla portata economica del Sud che è inferiore a quella del Nord. Non mi sembra una novità”.

Nel suo editoriale incriminato, Feltri sosteneva di non avere alcuna ragione per recarsi in Campania perché lì, al massimo, lo aspetta un lavoro da parcheggiatore abusivo. Il giornalista ribadisce il concetto: “Io per quale motivo dovrei andare in Campania? Il mio lavoro è qua, non posso andare a Napoli per non trovare un lavoro e magari andare a fare il posteggiatore abusivo. Non ci sono i posteggiatori abusivi a Napoli? Me li invento io? Anche quella è un’offesa? Io non identifico niente. Ho detto che non vado a Napoli a fare il posteggiatore abusivo. Limitiamoci alle mie parole, non ad interpretazioni vaghe e fantasiose”.

Il giornalista di “Non è L’Arena” sottolinea il contenuto discriminatorio della frase “Attenzione a non tirare troppo la corda. Noi senza di voi campiamo alla grande, voi senza di noi andate a ramengo. Datevi una regolata o farete una brutta fine, per altro meritata”. “Tenga conto che questa è una risposta a quelle polemiche del cavolo che sono state fatte al Sud dicendo che quelli del Nord non possono andare al Sud perché sono degli untori che portano la malattia – replica Feltri – Quindi io ho reagito in questa maniera che non è sicuramente offensiva. Siccome le strutture sanitarie al Sud sono naturalmente inferiori a quelle del Nord, se per caso il coronavirus – cosa che non auguro a loro – dovesse contagiare anche molte regioni del Sud sarebbe un disastro perché troverebbe vita più facile per fare delle stragi. Questa è la verità. Quindi il Sud rischia di fare una brutta fine”.

Il comune di Napoli ha annunciato un’azione legale e il sindaco Luigi de Magistris ha dichiarato che Feltri vive la sua vita con una subcultura riferita ad una narrazione stereotipata della Campania e del Sud in generale. “Perché, scusi, c’è una sanità all’altezza? Lui dica quello che vuole, io non sono uno che fa delle azioni legali, ci mancherebbe altro. E’ libertà di pensiero – sbotta il direttore di “Libero” – Se la mia è subcultura, penso che subcultura sia piuttosto la sua perché non riesce neanche ad identificare i problemi da cui è circondato. E’ semplicemente fattuale dire che il Sud ha ancora dei margini di arretratezza che sono riconosciuti dagli stessi abitanti del Sud. Anzi, giustamente se ne lagnano. Come mai tutti gli anni arrivano a Milano 14mila campani a farsi curare perché non si fidano molto delle loro strutture? Poi ci sono anche delle eccellenze in campo medico, specialmente a Napoli. Ci sono! Però la sanità deve coprire tutto il territorio adeguatamente. Cosa che non avviene lì, mica me lo invento io”.

Il senatore Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni hanno fatto sapere di aver intenzione di denunciare Feltri in sede civile e penale con riferimento alla legge Mancino sull’odio. “Non so cosa sia l’odio – sentenzia il giornalista – Facciano quello che vogliono, poi ci sarà – spero – un giudice che valuterà le cose. Annunciare una querela o una denuncia non significa averla vinta…eh! A me che mi frega di quello che fanno loro”.

Il cronista di “Non è l’Arena” gli chiede di commentare la decisione di alcune edicole al Sud di non vendere più il quotidiano “Libero”. “Non credo che sia un provvedimento legalmente concepibile – dichiara Feltri – Diciamo che in parecchie zone del Sud i giornali del Nord vendono pochissimo. Ma vendono pochissimo anche quelli del Sud. Sappiamo che la lettura non è la principale attività in meridione”.

In definitiva, Feltri non trova alcun motivo per scusarsi. “Non ho detto nulla di offensivo – conclude – perché basta dare un’occhiata all’Istat per capire che, per esempio in Campania, il reddito pro capite è di 19mila euro l’anno mentre in Lombardia è di 37mila euro l’anno. E’ praticamente il doppio! Quindi non credo di dovermi scusare di questo. E’ fotografare la realtà, non è un reato e neanche una scorrettezza”.

In studio, nel frattempo, il dibattito infuria. Annalisa Chirico, giornalista de “Il Foglio”, si scontra con Luca Telese. “Vittorio Feltri, come ogni cittadino italiano, ha il diritto di esprimere le sue libere opinioni – dice – A me piace il dibattito pubblico dove ci sono anche le opinioni più dissacranti, anche quelle più fastidiose. Credo che Feltri ponesse un problema vero: un popolo che è economicamente più debole e più lento alla lunga rischia anche di essere moralmente inferiore. Per morale intendo la laboriosità di un popolo, l’intraprendenza”.

“Se io dico che gli ebrei fanno schi*o non è un dibattito. E’ razzismo – sbotta Telese – Sei una pugliese…ma vergognati! Che stai dicendo? Che ti sei bevuta? Io non direi mai inferiore, inferiore lo dicono i nazisti. Quindi ricacciati in bocca quella parola, usa un lessico corretto”. “La maggior parte dei miei operai sono meridionali, è gente in gamba che si fa un mazzo così – interviene Massimo Giletti – Il problema è delle classi dirigenti di quelle regioni, non di un popolo che merita rispetto”. “Feltri ha risolto la questione meridionale ritenendoci inferiori. Bastava che chiedesse scusa e dicesse che ha sbagliato”, è il parere di Clemente Mastella.

A difendere Feltri ci pensa Alessandro Sallusti che punta il dito contro Luca Telese: “Sai che secondo me sei più di razzista di Feltri? Sei razzista con Feltri. Lui ha spiegato che intendeva dire che i meridionali sono inferiori economicamente e il Pil del Sud Italia è largamente inferiore. Quello voleva dire. Se Telese e Mastella gli vogliono far dire un’altra cosa…Guardate che Vittorio Feltri bisogna conoscerlo. Io ho lavorato spalla a spalla con lui per 10 anni. Fa finta di essere il più grande ateo, mangiapreti, quando il suo unico amico è un prete. Passa per essere un grande dongiovanni e forse tra i presenti, a parte Mastella, è l’unica persona che da 50 anni ha la stessa moglie e la rispetta come fosse il primo giorno. Oggi Marcello Veneziani su un altro giornale ha detto ‘Io sono un terrone doc, ho lavorato con Feltri per anni, gli rinfaccio tutto meno di essere razzista e antimeridionale. Non mi ha mai censurato una parola sul Sud o sul Nord’. Questi sono i fatti”.

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L’INTERVISTA DI VITTORIO FELTRI A “NON E’ L’ARENA” (PRIMA PARTE)

L’INTERVISTA DI VITTORIO FELTRI A “NON E’ L’ARENA” (SECONDA PARTE)

 

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