Nozze trash tra Tony Colombo e Tina Rispoli, indagato il fratello del sindaco de Magistris

Daniela Vitello

Nozze trash tra Tony Colombo e Tina Rispoli, indagato il fratello del sindaco de Magistris

| 08/10/2019

Sono nove gli indagati per il flash mob organizzato da Tony Colombo in piazza del Plebiscito, a Napoli, alla vigilia delle sue nozze con Tony Rispoli celebrate lo scorso 28 marzo. L’evento, autorizzato come flash mob, si sarebbe poi trasformato in un concerto. Come riporta il quotidiano “Il Mattino”, tra gli iscritti nel registro degli indagati figurano lo stesso cantante palermitano, il fratello del sindaco di Napoli, Claudio de Magistris, due ufficiali della polizia Municipale, i tre vigili urbani di pattuglia quella sera, un membro dello staff della segreteria del sindaco e una dipendente comunale.

“Claudio de Magistris – si legge – sarebbe stato contattato da Tony Colombo al quale avrebbe indicato due membri della segreteria del sindaco di Napoli ai quali rivolgersi per ottenere le autorizzazioni per un flash mob in piazza del Plebiscito. Dagli atti sequestrati dai magistrati risulterebbe però che la richiesta di disponibilità di piazza del Plebiscito era da intendersi dalle 18.30 alle 23, circostanza che, secondo l’accusa, ‘escludeva implicitamente la natura estemporanea dell’evento’. Ciò nonostante un membro della segreteria del sindaco avrebbe qualificato l’evento come flash mob nelle mail inviate alla Polizia municipale di Chiaia, competente per la piazza, procurando a Tony Colombo ‘un ingiusto vantaggio patrimoniale’ potendo svolgere una manifestazione musicale senza le autorizzazioni imposte dalla legge. Sono al vaglio anche le posizioni di cinque agenti municipali che non avrebbero disposto l’interruzione della manifestazione musicale, pur avendo la stessa ‘travalicato i limiti di mero flash mob e risultando non autorizzata’”.

“In questa vicenda surreale sono estraneo e danneggiato – ha dichiarato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – Sono convinto che gli indagati evidenzieranno la correttezza del loro operato a dimostrazione della trasparenza e della legalità con cui il Comune ha sempre lavorato in questi otto anni. Non parlerò più di Colombo e dintorni per non dare risalto mediatico a chi intende buttare fango anche sulla mia persona, come questa squallida storia ha già dimostrato”.

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