Addio a Lorenzo Amurri, l'autore di "Apnea" commosse l'Italia con la sua storia - Perizona Magazine

Addio a Lorenzo Amurri, l’autore di “Apnea” commosse l’Italia con la sua storia

Daniela Vitello

Addio a Lorenzo Amurri, l’autore di “Apnea” commosse l’Italia con la sua storia

| 12/07/2016

E’ scomparso all’età di 45 anni Lorenzo Amurri, figlio dello scrittore umoristista Franco (morto nel 1992, ndr.). Musicista di professione, amante del rock e con una passione smodata per i Pink Floyd, il 12 gennaio del 1997 rimane vittima di un  grave incidente avvenuto mentre scia sul Terminillo, che lo rende tetraplegico. 

Amurri racconta la sua storia nel suo primo romanzo “Apnea”, edito da Fandango e finito tra i dodici finalisti del Premio Strega. Il volume ripercorre la vicenda legata all’incidente, la voglia di ricominciare e contemporaneamente di farla finita, la rinascita e l’uscita da quella insostenibile situazione di “apnea” che per troppo tempo lo aveva pervaso. 

In un’intervista a “Vanity Fair”, lo scrittore romano spiega i motivi che lo spinsero a raccontare la sua storia in libro: “L’ho voluto scrivere per un sacco di motivi. Intanto che le persone “normali” non sanno bene quello che c’è dietro una persona in carrozzina. Per esempio, che la carrozzina è già un premio. Per arrivarci ci vuole fatica, lavoro e non è detto che ce la fai. Il giorno in cui ti ci siedi, suona assurdo, ma hai vinto”.  Nel 2014 pubblica il suo secondo lavoro, “Perché non lo portate a Lourdes?”. 

Come musicista, Amurri collabora con un gran numero di artisti italiani tra cui i Tiromancino e Franco Califano. Tra i primi ad esprimere il loro cordoglio su Facebook, Luca Barbarossa e Niccolò Fabi. “Lorenzo Amurri se n’è andato. “Apnea” rimane uno dei libri più interessanti che io abbia mai letto – scrive Barbarossa –  Persona di grande valore e sensibilità. Tetraplegico fin da ragazzo in seguito ad un incidente, aveva saputo ricostruirsi attraverso la forza della sua intelligenza, trovando nella musica e nella letteratura le sorgenti della sua energia vitale. Gli ultimi anni sono stati un vero tormento per lui, un’ingiustizia continua, un accanimento delle peggiori patologie. Nonostante le sofferenze, il suo attaccamento alla vita, come mi ricorda sua sorella Valentina, non è mai venuto meno. Di te, caro Lorenzo, si possono ricordare solo cose belle, a partire dal tuo sorriso. Mi ha sempre addolorato prendere atto che la vita sia stata così ingenerosa con te”.

“Lollo mio….nostro meraviglioso eroe. Adesso corri corri salta balla gioca vola…tesoro di tutti noi. spero davvero che il tuo martirio ci renda migliori.. Ci vediamo di là..”, scrive Niccolò Fabi.

L’INTERVISTA A “LE INVASIONI BARBARICHE”

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