Cesare Cremonini, il messaggio su Instagram che allarma i fan

Cesare Cremonini, il post che allarma i fan: “Annego il dolore ogni giorno”

Daniela Vitello

Cesare Cremonini, il post che allarma i fan: “Annego il dolore ogni giorno”

| 09/04/2026
Cesare Cremonini, il post che allarma i fan: “Annego il dolore ogni giorno”

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Uno degli ultimi messaggi social di Cesare Cremonini ha allarmato non poco i suoi fan. Il cantautore bolognese si è chiuso in uno studio di registrazione di Londra dove sta lavorando a nuovi brani. Da fine maggio sarà in tour in Italia e, per la gioia dei suoi estimatori, si esibirà a Gorizia, Firenze, Imola, Roma e Milano. Come si evince dal post, non è un periodo facile per lui. “Non sto facendo nessun singolo per il tour – svela – ho in mente cose molto più importanti perché mentre si parla per mesi di carriere e grandi eventi la vita è capace di distruggerti e ricrearti con una violenza tale da consegnare alla musica l’unica testimonianza. È un dono. Ogni giorno della mia vita è dedicata ad annegare il dolore in nuove visioni. Procedo così. Vi voglio bene. Sto un mese qui poi torno in Italia e inizio le prove generali di Cremonini Live26 – dove porterò ovviamente nel bagaglio una parte di quello che mi succede. Ma lo vedrete nei miei occhi non nella discografia. Sono proprio da un’altra parte. Vi abbraccio”.
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Le reazioni al messaggio Instagram di Cesare Cremonini

“A volte è necessario stare in solitudine, ascoltarsi in profondità, ascoltare la propria Anima – commenta una follower – La tua Anima ti parla attraverso il corpo, non reprimere quel dolore. Ascoltalo, Accoglilo e Accettalo. Solo così potrai ritrovare la tua luce perduta. Essere vulnerabili non è segno di debolezza, ma è consapevolezza di sé stessi. Superala con coraggio e ritroverai te stesso. E la luce nei tuoi occhi tornerà a brillare”. “Il tuo saper guardare oltre ti permette di abitare quel silenzio che precede la musica, seguendo solo la coerenza della tua natura – sottolinea un’altra utente – Dare nuova forma alla sofferenza è la tua capacità di trasformare ciò che è dolorosamente e magnificamente vissuto in un nuovo equilibrio. E certe evoluzioni si acquisiscono con la capacità e la profondità e la forza di restare fedeli a visioni che guardano oltre l’immediato e non è scontato. Quindi continua ad ascoltare quel richiamo interiore come hai sempre fatto, quando salirai sul palco, lo riconosceremo come quel ponte d’acciaio che hai seminato dentro con chi ti ascolta restando autentico toccando nel profondo. La grande bellezza che riesci a trasmettere oltre la musica”.

Cesare Cremonini (Foto Instagram)

Il cantautore bolognese e la lotta con i demoni

In un’intervista rilasciata nel 2020 ad Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”, Cesare Cremonini aveva parlato apertamente dei suoi demoni raccontando come aveva scoperto di soffrire di una lieve forma schizofrenia. “Quasi ogni giorno, sempre più spesso, sentivo un mostro premere contro il petto, salire alla gola – aveva confessato – Mi pareva quasi di vederlo. E lo psichiatra me lo fece vedere. L’immagine si trova anche su Internet. ‘È questo?’, chiese. Era quello. Braccia corte e appuntite, gambe ruvide e pelose. La diagnosi era: schizofrenia. Percepita dalla vittima come un’allucinazione che viene dall’interno. Un essere deforme che si aggira nel subconscio come se fosse casa sua”.

Cesare Cremonini (Foto Instagram)

“Ecco cosa faccio quando sento il mostro borbottare”

Il cantautore sprofondò in un vero e proprio baratro: “Smisi di tagliarmi la barba e i capelli. Mangiavo solo pizze a pranzo e cena. A volte due pizze pure a cena”. Quindi confidò di aver superato i cento chili. “Non facevo più l’amore, se non da ubriaco – aggiunse – Avevo smesso qualsiasi attività fisica. Lo psichiatra mi chiese cosa mi faceva sentire meglio. Risposi: camminare. Non lavorare; il lavoro era la causa. La cura era camminare. Ho camminato per centinaia di chilometri, ho scoperto i sentieri di collina. Ho preso anche farmaci, cose leggere, di cui non parlo per rispetto a chi ha dovuto fare cure farmacologiche pesanti”. Oggi, “quando sento il mostro borbottare, mi rimetto in cammino. Su una collina, in montagna. Sono tornato dallo psichiatra alla fine del primo tour negli stadi. Mi ha chiesto se vedevo ancora i mostri. Gli ho risposto di no, ma che ogni tanto li sento chiacchierare”. E lo specialista gli consigliò di lasciarli parlare.

Pubblicato il 09/04/2026 11:35

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