Piero Angela furioso: "Al ristorante ho dovuto gridare per farmi controllare il green pass"

Piero Angela furioso: “Al ristorante ho dovuto gridare per farmi controllare il green pass”

Daniela Vitello

Piero Angela furioso: “Al ristorante ho dovuto gridare per farmi controllare il green pass”

| 25/11/2021
Piero Angela furioso: “Al ristorante ho dovuto gridare per farmi controllare il green pass”

E’ accaduto a Roma

  • Il racconto del divulgatore scientifico: “Quel giorno, il locale era anche particolarmente frequentato”
  • Lo sfogo: “Il controllore deve controllare, punto. Abbiamo già sofferto abbastanza”
  • Massimo Gramellini elogia il 92enne: “Piero Angela campione di coerenza”

“Non bisogna mai vergognarsi di chiedere il rispetto delle norme”. A parlare così in un’intervista al quotidiano “Il Messaggero” è Piero Angela. Il giornalista, conduttore e divulgatore scientifico racconta un episodio che lo ha coinvolto personalmente di recente. Il 92enne è andato al ristorante e ha dovuto “alzare la voce” per farsi controllare il certificato verde.

“Ho provato a chiamare il cameriere, ma niente”

“I locali devono controllare il Green Pass – tuona – È sempre importante rispettare le regole, ma in questo momento ancora di più: non possiamo lasciarci travolgere dalla quarta ondata. Poco tempo fa sono andato a mangiare in un ristorante a Roma, in una giornata in cui il locale era particolarmente frequentato. Il cameriere, per far prima, non mi ha controllato il Green pass. Ho provato a richiamarlo, ma niente. A quel punto credo di aver anche gridato. Ho preteso civilmente, e infine ottenuto, il controllo”.


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Piero Angela

“Il controllore deve controllare, punto”

“I gestori devono tutelare la salute dei loro clienti – aggiunge – E se questo non avviene, sta a noi segnalarlo. Parlare di protezione nei luoghi pubblici è altamente inutile, se poi non si procede al controllo. Io la capisco anche l’irritazione, può succedere e ho rispetto per chi lavora in un locale e deve gestire situazioni a volte anche complesse. Ma il controllore deve controllare, punto. Più che irritarsi, sarebbe il caso di rendersi conto che questi controlli vengono fatti nell’interesse dei clienti”. 

“Abbiamo già sofferto abbastanza”

“Soprattutto nel periodo natalizio – conclude – abbiamo bisogno che le nostre attività siano efficienti, che i turisti non abbiano paura a frequentarle, che le famiglie spendano in serenità durante il loro tempo libero. Abbiamo già sofferto abbastanza, non mi pare il momento di subire di nuovo una crisi legata alla pandemia”.

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Piero Angela (Foto da video)

Massimo Gramellini sulla “guerra di Piero”

Della vicenda si è occupato anche Massimo Gramellini nella sua rubrica “Il Caffè” sul “Corriere della sera”. “Piero Angela che pretende dal cameriere di un affollato ristorante romano che gli controlli il Green Pass – si legge – è la scena di un romanzo tra scienza e fantascienza, una cartolina spedita dal migliore dei mondi possibili, una di quelle storie favolose che si raccontano ai bambini per mandarli a letto sereni: «C’era una volta un signore che entrò in un ristorante di Roma e pretese dal cameriere che gli controllasse il Green Pass…» «Ma che ti sei bevuto, papà? Non può essere successo davvero». In effetti uno dei pochi esperimenti scientifici che Superquark si è dimenticato di raccontare è come abbia fatto un torinese d’altri tempi a passare buona parte della sua vita a Roma senza farsi venire l’esaurimento nervoso”.

Alberto e Piero Angela (Foto da video)

“Campione di coerenza con novantadue primavere all’attivo”

“La leggenda narra che un giorno, dopo avere visto una signora elegante gettare con nonchalance un cartoccio unto dal finestrino dell’auto parcheggiata, Piero si sia chinato a raccoglierlo e lo abbia ributtato dentro la macchina, sentendosi pure rispondere: «Maleducato!» – scrive ancora Gramellini – Da anni tessiamo l’elogio della flessibilità: sul lavoro, in famiglia, nei rapporti d’amore e nel rispetto di regole che a volte (ma certo non in questo caso) suonano ottuse. Poi arriva un campione di coerenza con novantadue primavere all’attivo e ci ricorda che anche la rigidità ha i suoi pregi. Che un mondo troppo flessibile diventa sdrucciolevole, mentre mettere ogni tanto qualche ringhiera appuntita serve a non farci precipitare tutti nel baratro”.

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