Eric Clapton contro il Green Pass: "Non mi esibirò dove verrà richiesto"

Eric Clapton contro il Green Pass: “Non mi esibirò dove verrà richiesto”

Daniela Vitello

Eric Clapton contro il Green Pass: “Non mi esibirò dove verrà richiesto”

| 23/07/2021
Eric Clapton contro il Green Pass: “Non mi esibirò dove verrà richiesto”

Il musicista dice no alla certificazione vaccinale

  • La sua posizione in un comunicato diffuso dal suo produttore
  • “A meno che non sia prevista la partecipazione di tutti, mi riservo il diritto di annullare lo spettacolo”
  • Clapton si era lamentato anche delle reazioni disastrose di AstraZeneca

Eric Clapton non si è esibirà in nessun luogo dove alle persone sarà richiesto il Green Pass quale condizione necessaria per accedere. Il cantautore e chitarrista inglese, già scettico nei confronti dei vaccini e delle misure restrittive imposte dal Governo britannico, dice no anche alla certificazione vaccinale da mostrare all’ingresso di bar, ristoranti, locali notturni ma anche in occasione di eventi quali i concerti. “Non mi esibirò su un palco dove il pubblico è discriminato”, fa sapere Clapton.

Eric Clapton (Foto Instagram)

“Mi riservo il diritto di annullare lo spettacolo”

A diffondere il suo comunicato è stato il produttore Robin Monotti attraverso il proprio canale Telegram. “Dopo l’annuncio fatto dal primo ministro lunedì 19 luglio 2021, mi sento in dovere di fare un annuncio tutto mio – scrive il musicista – A meno che non sia prevista la partecipazione di tutte le persone, mi riservo il diritto di annullare lo spettacolo”. A rischio, pertanto, i due concerti a Milano e Bologna in programma il prossimo anno.


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“Reazioni disastrose dopo AstraZeneca”

Alcuni mesi fa, Eric Clapton si era lamentato degli effetti collaterali disastrosi avuti dopo essersi sottoposto al vaccino AstraZeneca. “Ho preso la prima dose di AZ e ho subito avvertito un malessere e reazioni che sono continuate per dieci giorni – aveva raccontato – Alla fine mi sono ripreso e mi è stato detto che per la seconda dose avrei dovuto aspettare dodici settimane”.

Circa sei settimane dopo, “mi è stata offerta la seconda dose che ho accettato, anche se con un poco più di consapevolezza circa i pericoli della vaccinazione. Inutile dire che anche stavolta le reazioni sono state disastrose, con mani e piedi congelati, intorpiditi o brucianti, fuori uso per due settimane. Ho anche temuto di non riuscire più a suonare per il resto della vita, (soffro di neuropatia periferica e non avrei mai dovuto avvicinarmi a un ago). Ma la propaganda ha sempre continuato a dire che il vaccino è sicuro per tutti”.

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