L'ira di Fedez dinanzi all'ennesima denuncia: "Ne ho pieni i co***oni"

L’ira di Fedez dinanzi all’ennesima denuncia: “Ne ho pieni i co***oni”

Daniela Vitello

L’ira di Fedez dinanzi all’ennesima denuncia: “Ne ho pieni i co***oni”

| 15/07/2021
L’ira di Fedez dinanzi all’ennesima denuncia: “Ne ho pieni i co***oni”

Il rapper cita il Codacons per stalking giudiziario

  • Lo sfogo su Instagram: “Sono stufo di essere perseguito”
  • Fedez toccato su un’iniziativa che gli sta molto a cuore
  • L’associazione annuncia una nuova querela

Gli esposti del Codacons contro Fedez ormai non si contano. Nelle scorse ore, dopo l’ennesima denuncia, il rapper milanese ha perso le staffe e si è sfogato su Instagram. Stavolta l’associazione che tutela i consumatori lo ha toccato su un’iniziativa che sta particolarmente a cuore al cantante e nella quale ha speso tempo ed energie coinvolgendo tanti colleghi. Si tratta della campagna ribattezzata “Scena Unita” che ha permesso di raccogliere 5 milioni di euro da destinare ai lavoratori dello spettacolo messi in ginocchio dalla pandemia.

Fedez e Chiara Ferragni (Foto Instagram)

L’ira di Fedez: “Ne ho pieni i co***oni”

“Buongiorno a tutti, sarà che oggi piove, quindi io sono meteoropatico ma io ne ho pieni i co***oni – ha sbottato Fedez in una Instagram Story – Scusate ragazzi…ennesima raccomandata del Codacons dove riescono a paragonare la nostra raccolta fondi (dove abbiamo raccolto più di 5 milioni di euro per i lavoratori dello spettacolo) a quella di Malika dove si è comprata la Mercedes e chiedono di procedere all’immediato sequestro. Fate schifo, io sono stufo di essere perseguitato da voi. E’ incredibile che nessuno faccia niente per controllare voi. Sono stufo di essere perseguitato da voi pure quando le persone fanno del bene. Vergognatevi! Dovete vergognarvi. Io cerco sempre di farmi una risata, però si è arrivati ad un punto dove è veramente insostenibile questa cosa. Ricordo che durante l’emergenza Covid durante il primo lockdown, il Codacons chiedeva soldi alle persone con un banner ‘donate per l’emergenza coronavirus’ quando i soldi andavano direttamente a loro che con l’emergenza sanitaria nulla avevano a che fare. Questi hanno il coraggio di venire a rompere i co***oni a degli artisti che hanno raccolto milioni di euro per aiutare i lavoratori dello spettacolo e paragonarla alla raccolta fondi di una ragazzina che si è comprata una Mercedes. Come ca**o è possibile che in questo paese sia possibile tutto questo? Io ho almeno una trentina di denunce, devo andare in tribunale per trenta volte con questo str**zi che intasano i pubblici uffici. Mi sono rotto il ca**o, non è possibile una cosa del genere”.


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Fedez (Foto Instagram)

“Progetto sostenuto da persone che potevano godersi gli agi della propria vita”

“Inaccettabile il reiterarsi di questi comportamenti da parte di un ente riconosciuto dallo Stato che riceve soldi direttamente da un’istituzione pubblica come l’Antitrust – ha aggiunto – Il progetto Scena Unita nasce grazie al sudore di persone che potevano benissimo godersi gli agi della propria vita, che invece hanno deciso di mettersi a disposizione per il bene comune di un settore in ginocchio da un anno e mezzo. Senza ricevere un plauso e supporto da parte del Governo. Non è più tollerabile questo silenzio di fronte alle innumerevoli azioni di prevaricazione compiute dal Codacons in questi anni. Un’istituzione che lavora spalla a spalla con istituzioni pubbliche che di serio e trasparente ha ben poco. Com’è possibile tutto questo?”.

Fedez (Foto Instagram)

“Nessun rispetto per il lavoro e il sudore delle persone”

“Il motivo per il quale mi altero così tanto è perché per attaccare me, oggi per la prima volta, hanno attaccato il lavoro di persone che hanno messo a disposizione ore della propria vita per il bene comune umiliandole e mortificandole al punto di mettere sullo stesso piano un lavoro fatto con una professionalità estrema, con una velocità che non si era mai vista prima per il settore che abbiamo aiutato – ha concluso – Questo vuol dire non avere rispetto del lavoro e del sudore delle persone. Persone che oggi perderanno del tempo prezioso che avrebbero messo a disposizione per cause importanti perché al Codacons gli sta sul ca**o Fedez. E il Codacons si permette di fare la voce grande perché di fianco ha delle istituzioni pubbliche che gli danno credito. Questa cosa non è accettabile in un paese serio, se siamo un paese serio. Questo ovviamente è tutto da vedere.

Fedez (Foto Instagram)

La replica del Codacons

Immediata la replica del Codacons: “Fedez oggi, attraverso un delirante video pubblicato sui social, ha nuovamente attaccato l’associazione dei consumatori ricorrendo ad insulti e violenza inaccettabili. Evidentemente Fedez non ha letto la nostra istanza, e se l’ha letta non l’ha capita. Dimostrando leggerezza e superficialità. L’atto presentato dalla nostra associazione e a cui il rapper fa riferimento è finalizzato proprio a tutelare le raccolte fondi come quella avviata da Fedez. Vogliamo garantire trasparenza e correttezza ai donatori circa la destinazione e l’utilizzo dei soldi raccolti. Una richiesta, come si legge nell’atto, che chiama in causa anche i recenti fatti di cronaca, come il caso di Malika che ha tenuto banco sulla stampa per giorni e ha minato la fiducia dei cittadini verso le iniziative di beneficenza, senza minimamente paragonare la raccolta di Fedez a quella della ragazza”.

Mara Venier, Francesca Michielin e Fedez (Foto Instagram)

In arrivo una nuova querela per il rapper

“Entrando poi nel merito delle accuse mosse dal rapper verso la nostra associazione, gli insulti, l’arroganza, le menzogne contenute nel suo video e la violenza dimostrata nei nostri confronti varranno a Fedez una nuova querela per diffamazione, che il rapper si sarebbe potuto evitare se solo avesse letto (e compreso) l’atto che gli è stato notificato – si legge ancora nella nota diramata dall’associazione – In favore dell’influencer stanziamo volentieri una piccola somma per pagare un giovane docente di italiano che, da oggi, manderemo a casa di Fedez quando dovrà leggere atti da noi scritti, per essere certi che li legga e li comprenda a fondo”.

Damiano David e Fedez (Foto Instagram)

Fedez: “Citerò il Codacons per stalking giudiziario”

Fedez non è rimasto a guardare e ha risposto per le rime: “Risposta del Codacons: ‘Lo facciamo per tutelare i donatori’. E invia un esposto penale direttamente a me che ho donato personalmente 100 mila euro al fondo Scena Unita. Sono rammaricato perché da mesi sto lavorando a nuovi progetti di charity con tanto entusiasmo, non vedevo l’ora di poterveli raccontare. E invece ora penso solo alle rotture di pal*e a cui andrò incontro. La cosa che mi fa incaz*are è che tutto questo avvenga per ostacolare dei progetti solidali. Tanto assurdo quanto paradossale. In questi anni ho sempre cercato di esorcizzare ogni causa fatta dal Codacons con un po’ di sana ironia. Ora mi rendo conto che la situazione sta diventando sempre più insostenibile. Passare giornate intere al telefono con gli avvocati significa togliere tempo ai miei figli, alla mia famiglia. Questa cosa mi consuma. L’unica strada che ho è quella di citare il Codacons per stalking giudiziario. Ora basta!”.

Il tweet di Roberto Burioni

Roberto Burioni solidale con Fedez: “Anche io perseguito dal Codacons”

Fedez ha incassato la solidarietà di Roberto Burioni.  “Anche io sono da anni vittima di una persecuzione da parte del CODACONS, che continua impunito a rovinarmi la vita. Solidarietà all’amico Fedez”, ha twittato il virologo.

“Il Codacons ha intrapreso una guerra personale contro Fedez e non si ferma davanti a niente. Questa volta però Federico non è solo. Abbiamo raccolto dei fondi per i lavoratori dello spettacolo. Non abbiamo comprato una Mercedes. Abbiamo aiutato delle persone. #scenaunita”, ha scritto Ermal Meta.

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