Zelig, il direttore artistico che ha cacciato Diomede: "Non è censura, è buon gusto"

Zelig, il direttore artistico che ha cacciato Diomede: “Non è censura, è buon gusto”

Daniela Vitello

Zelig, il direttore artistico che ha cacciato Diomede: “Non è censura, è buon gusto”

| 31/03/2022
Zelig, il direttore artistico che ha cacciato Diomede: “Non è censura, è buon gusto”

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“Non chiamiamola censura per favore, è semplicemente buon gusto”. Giancarlo Bozzo, direttore artistico dello Zelig, spiega così al quotidiano “La Repubblica” la scelta di cancellare l’esibizione del comico Pietro Diomede in programma il prossimo 12 aprile. Tutta colpa di due tweet con cui l’umorista offende la memoria di Carol Maltesi, la 26enne uccisa e fatta a pezzi dall’ex fidanzato Davide Fontana.

Carol Maltesi e Pietro Diomede

“Questa battuta non faceva ridere”

“La comicità può benissimo essere scorretta, scherzare anche su certe cose, ma in quel caso deve essere un capolavoro – dichiara Bozzo – Questa battuta non lo era, non faceva ridere. Certo, la risata può fare arrabbiare qualcuno, se si sceglie questa via, ma non deve essere urticante”. “Che il cadavere di una porn0star fatto a pezzi venga riconosciuto dai tatuaggi e non dal diametro del buco del c*lo non gioca a favore della fama della vittima”, “La prima volta che ho sentito l’espressione ‘Gioco erotico finito male’ è stata al mio battesimo”, aveva scritto Pietro Diomede.

Giancarlo Bozzo (Foto Facebook)

Lo Zelig ha subito preso le distanze

Dopo aver ricevuto svariate segnalazioni, lo storico locale milanese era subito intervenuto per prendere le distanze dall’accaduto: “Ci dissociamo completamente da quel tweet, che disapproviamo nella maniera più assoluta. Di conseguenza, l’artista è stato escluso dalla programmazione Zelig”.

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Pietro Diomede (Foto Facebook)

Pietro Diomede: “Mica mi hanno cacciato dagli Arcimboldi”

Pietro Diomede l’ha definita “una pagliacciata”. “Mi ero proposto per una serata a microfono aperto prevista per il 12 aprile allo Zelig di Milano, il locale di viale Monza – ha raccontato a “Mowmag” – Quando accettarono la mia partecipazione, chiesi: ‘Ma posso dire tutto?’ e mi risposero di sì. Aggiungendo di invitare gli amici e di portare gente. Ora, da come tutti ne stanno parlando, pare che mi abbiano cacciato dagli Arcimboldi. Erano due anni che non mi esibivo su un palco per via della pandemia. Aspetterò ancora, non mi cambia niente. Spero che tutto il casino che è scoppiato possa dare visibilità a questa serata del 12 aprile allo Zelig. Intanto il mio nome è in trending topic su Twitter, cosa che non era riuscita nemmeno al programma quando è andato in onda dagli Arcimboldi con Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. Per dire”.

Pietro Diomede (Foto Facebook)

“Basito per il modo in cui Bozzo ha dato la notizia sui social”

“Giancarlo Bozzo mi ha chiamato per comunicarmi la decisione presa – aveva aggiunto – E ha avuto tutta la mia comprensione: c’era gente che gli scriveva minacciando di distruggergli il locale se fossi salito sul palco. Cos’altro doveva fare? Il modo in cui ha comunicato la notizia sui social, però, mi ha lasciato basito…Mi sono sentito trattato come una sorte di criminale”.

Il direttore artistico: “Non lo conoscevo a sufficienza”

Ai microfoni de “La Repubblica”, Giancarlo Bozzo risponde anche a quanti hanno fatto notare che l’account del comico è pieno di “battute” offensive. Perché chiamarlo ad esibirsi allo Zelig? Bozzo si assume ogni responsabilità: “E’ colpa mia, ammetto che non lo conoscevo a sufficienza, ma in Italia ci sono circa 3000 comici, non posso sapere tutto di tutti”.

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Pubblicato il 31/03/2022 15:43
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