Si vaccina perchè caregiver dei genitori, Andrea Scanzi nella bufera

Si vaccina perchè caregiver dei genitori, Andrea Scanzi nella bufera

Daniela Vitello

Si vaccina perchè caregiver dei genitori, Andrea Scanzi nella bufera

| 22/03/2021
Si vaccina perchè caregiver dei genitori, Andrea Scanzi nella bufera

8' DI LETTURA

Andrea Scanzi non ci sta a passare per “furbetto del vaccino” e si dice pronto a querelare chi lo ha definito tale. Nelle scorse ore, il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” è stato travolto da una bufera social dopo aver raccontato di aver ricevuto il vaccino AstraZeneca ad Arezzo usufruendo di una dose che sarebbe andata persa per via delle svariate persone che non si erano presentate all’appuntamento perché spaventate dopo lo stop precauzionale dei giorni scorsi. Il giornalista e scrittore è stato inserito nella lista dei “riservisti” dal suo medico di famiglia in quanto caregiver di genitori fragili.

“Questa polemica mi ferisce e mi fa inca**are”

“Di polemiche ne ho affrontate tante, quasi tutte divertendomi. A volte avevo ragione, a volte avevo torto – scrive Scanzi sui social – Questa polemica sulla mia vaccinazione non mi diverte. Per niente. Mi offende, mi ferisce, mi fa incaz*are. Oltrepassa qualsiasi forma di disonestà intellettuale. Lunedì scorso ho dato al mio medico curante la disponibilità, nel pieno rispetto delle regole, a farmi somministrare qualsiasi dose di vaccino destinata a finire altrimenti nelle fogne se non l’avessi presa io. L’ho fatto a maggior ragione dopo avere sentito domenica scorsa il generale Figliuolo da Fazio. Quello delle dosi sprecate è un tema a lui caro, al punto tale da averci dedicato un’ordinanza ad hoc il giorno successivo. Ho detto che avrei accettato quel vaccino (senza rubare il posto a nessuno e solo se altrimenti fosse stato gettato) martedì a RaiTre, mercoledì su Nove, giovedì su La7. Non ho mai nascosto nulla, sono sempre stato cristallino. Ci sono le registrazioni video, ci sono i post”.

Andrea Scanzi (Foto Facebook)

“Quel vaccino non era un boccone da ghiotti”

“Venerdì, dopo tre giorni di blocco nazionale perché ‘Astrazeneca fa venire le trombosi’ (il messaggio passato purtroppo era quello), mi hanno chiamato per dirmi che c’era una dose disponibile a fine giornata. Mi hanno ripetuto che non avrei rubato il posto a nessuno. Mi hanno ribadito (ho le chat su whatsapp) che era tutto in regola – prosegue – Tutte le persone attorno a me, tranne la mia compagna Sara, mi hanno detto: ‘Ma no, è pericoloso, aspetta Johnson, chi te lo fa fare!’. Il clima, nel paese, quel giorno era di terrore puro o giù di lì. Quel vaccino non era esattamente un ‘boccone da ghiotti’, infatti la sera prima Formigli aveva mostrato un sondaggio che parlava di un 60% abbondante di italiani pronti a rifiutare AstraZeneca. Invece ci sono andato: perché mi fido della scienza e perché volevo dare un messaggio agli italiani. Volevo dir loro: ‘Non abbiate paura, vaccinatevi. Va tutto bene’. Mi sembrava giusto, anzi doveroso, usare la mia popolarità per una cosa bella”.

Andrea Scanzi (Foto Facebook)

“Se avessi voluto fare il furbo, non lo avrei detto sui social”

“Non ero serenissimo quando ho fatto il vaccino, perché un retropensiero di paura ce l’hai sempre, ma l’ho fatto – svela – Non che per farlo occorresse essere eroi, sia chiaro: gli eroi sono altri. Io proprio no! Ma di sicuro, dopo tre giorni di stop, quelli disposti a vaccinarsi con AstraZeneca non erano tanti. E i posti liberi, infatti, venerdì non erano pochi.  Dopo essermi vaccinato, circondato da uno staff straordinario, ho fatto subito il post su questa pagina: per dare un messaggio. Se avessi voluto fare il furbo avrei fatto il vaccino due mesi fa, in un ambulatorio più appartato (non certo al Centro Affari). Una cosa che anche solo a pensarla mi repelle. E soprattutto non ne avrei dato notizia io stesso nella mia pagina, davanti a più di 2 milioni di persone. Come si fa a definirmi ‘furbetto del vaccino’ se sono stato IO, con orgoglio e dopo aver rispettato le regole, a dare la notizia del mio vaccino? Vi rendete conto che è tutto capovolto in questa vicenda?”.

Andrea Scanzi (Foto Facebook)

“Dopo il mio gesto, le prenotazioni sono esplose”

“Ho raccontato a tutti di avere fatto il vaccino perché era giusto e perché volevo dare un messaggio. Infatti l’ho dato. È servito – spiega il giornalista e scrittore – La stragrande maggioranza dei commenti dopo il mio gesto era, e resta, positiva. Dopo il mio post la ASL della mia zona ha finalmente messo anche online (era ora!) la lista dei ‘panchinari del vaccino’. E le prenotazioni sono esplose. Tutto questo è accaduto anche grazie a me. Non dico che per questo vorrei un encomio, per carità: mi basterebbe un ‘grazie’ (e da moltissimi è arrivato). O anche solo non essere trattato da serial killer. Invece, dopo due giorni di quiete, ecco partire oggi la gogna. La violenza inaudita. Gli insulti, le minacce, i ‘speriamo ti prenda un trombo’. Un livello di virulenza allucinante. Per fortuna che sono in una clinica e sto leggendo poco, perché altrimenti ci sarebbe da deprimersi (se fossi tipo da deprimersi) per tre anni”.

Andrea Scanzi (Foto Facebook)

“Mi pare davvero tutto eccessivo. Sadico. Carognesco – conclude – Il totale rovesciamento della realtà: fai un gesto (totalmente lecito e quel giorno non facilissimo emotivamente) per aiutare la campagna vaccinale del tuo paese dentro una pandemia, e quello che ottieni in risposta è ferocia pura, livore scriteriato e auguri di morte. Lo ripeto: le polemiche (a volte) mi divertono, ma questa no. Mi fa male. Mi fa incaz*are. E mi fa pure un po’ paura. Che dire? Ne prendo atto: non si finisce mai di imparare. Vorrà dire che domani si ripartirà come prima, anzi ancora più in forma. Un abbraccio a chi mi vuol bene, e tutto sommato anche a chi me ne sta dicendo di tutti i colori: non sono come voi, e me ne vanto”.

La precisazione sui genitori fragili

“Vorrei poi rispondere a un’altra critica surreale che leggo: ‘Scanzi ha genitori fragili, ma hanno vaccinato lui e non loro’ – precisa Scanzi in un post successivo – Quanta pochezza: i miei genitori, proprio in quanto fragili, NON possono essere vaccinati con AstraZeneca. Loro devono aspettare Pfizer e Moderna. E purtroppo, come troppi, stanno ancora aspettando”.

“Non ho MAI subìto una polemica così carognesca e criminale – ribadisce – Evidentemente erano in tanti ad aspettarmi al varco. Ed evidentemente il rosicamento ha raggiunto ormai livelli siderali. Ci sarebbe da piangere, ma proviamo a sorriderne (tra una querela e l’altra, e stavolta saran tante)”.

Andrea Scanzi (Foto Facebook)

La verifica dell’Asl: “Nessuna irregolarità”

“Nessuna irregolarità” nel caso di Andrea Scanzi. A riportarlo è l’Adnkronos. Fonti della Asl Toscana Sud Est hanno fatto sapere all’agenzia di stampa di aver svolto una verifica interna arrivando alla conclusione che “tutta la procedura si è svolta correttamente”. Il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” ha potuto essere vaccinato perchè era stato inserito nella cosiddetta ‘lista dei panchinari’, cioè in un elenco delle persone che l’Azienda sanitaria, in caso di disdette degli aventi diritto, contatta per inoculare le dosi rimaste inutilizzate alla fine delle giornate ed evitare così che vadano perse.

Il viceministro Sileri: “Scanzi ha dato il buon esempio”

“È doveroso che le Asl abbiano liste di riserva per non dover buttare dosi di vaccino in avanzo. Venerdì scorso, giorno in cui erano attese molte disdette, una di queste dosi è toccata ad Andrea Scanzi. Ne sono nate polemiche inutili: Scanzi ha dato il buon esempio”, è il commento del viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

Andrea Scanzi (Foto Facebook)

Selvaggia Lucarelli “punge” Scanzi: “Non si definisca caregiver”

“Per me Scanzi si può vaccinare, può andare da Chenot, può entrare in liste verbali accessibili solo a conoscenti/ amici/ amici di amici (grave errore della asl Toscana, che poi ha cercato di rimediare in tutta fretta il giorno dopo) ma su due cose non transigo: non ci si auto-definisce caregiver, per sostenere che si aveva il diritto a vaccinarsi – è il parere di Selvaggia Lucarelli sul caso del collega Scanzi – Bastava dire: avanzava un vaccino, ne ho approfittato e grazie a chi me lo ha permesso.  Perchè i caregiver non sono figli premurosi come sicuramente sarà Andrea, ma persone che dedicano la loro vita all’assistenza e alla cura di persone con gravi disabilità e patologie. Molte di queste persone sono costrette ad abbandonare il lavoro e convivono con la persona fragile. La differenza è importante, e non si deve fare confusione.  Su questo non si può giocare, perchè anche in Toscana non sono ancora vaccinati né (molti) caregiver né (molti) soggetti fragili. E che Pierpaolo Sileri non ritenga questo passaggio fondamentale, ma si limiti a una difesa d’ufficio senza aggiungere altro, fa parecchia impressione”.

Selvaggia Lucarelli (Foto da video)

“La seconda cosa su cui non si può sbagliare – aggiunge – se ci si auto-promuove testimonial di Astrazeneca, è il continuare a dire ‘Ho fatto praticamente da cavia’, ‘Mi sono preso il rischio’, ‘Dovete ringraziare perchè tutti gli italiani terrorizzati non si volevano più fare il vaccino, io l’ho fatto’, ‘La mia famiglia era in apprensione per me’. Se c’è un modo sbagliato di rassicurare è dire che chi si vaccina fa da cavia, rischia, che paura.  12 milioni di persone solo nel Regno Unito e un milione in Italia si sono vaccinate con Astrazeneca, il vaccino è sicuro e non c’è alcun atto di eroismo, nel farselo. Gli eroi sono quelle persone fragili che attendono educatamente di vaccinarsi, rischiando di prendersi il virus ogni giorno. Spero che Scanzi ci rifletta. Per il resto, tirare fuori il suo vecchio video è una caz*ata, questa polemica domani sarà nello sgabuzzino delle cose dimenticate e Andrea tornerà ad occuparsi di altro, per sua fortuna, ma la questione caregiver e persone fragili non deve essere dimenticata. E non deve essere usata. Vaccinateli tutti e il prima possibile”.

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Pubblicato il 22/03/2021 19:56
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