Roberta Martini dopo la rapina choc: "I ladri sono stati quasi gentili"

Roberta Martini legata e rapinata in casa: “I ladri sono stati quasi dei gentiluomini”

Daniela Vitello

Roberta Martini legata e rapinata in casa: “I ladri sono stati quasi dei gentiluomini”

| 14/01/2023
Roberta Martini legata e rapinata in casa: “I ladri sono stati quasi dei gentiluomini”

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Roberta Martini, imprenditrice e influencer da quasi 500mila follower, affida al “Corriere della Sera” il racconto della notte da incubo vissuta tra giovedì e venerdì. Tre malviventi, probabilmente dell’Est Europa e con il volto coperto da passamontagna, si sono introdotti nella sua villa a due piani in zona Porta Romana, nel centro di Milano, tagliando l’inferriata della finestra della camera armadio al piano terra (“l’unica non allarmata”). Quindi le hanno legato i polsi con delle fascette di plastica e sono fuggiti dopo circa un’ora con un bottino che è ancora da quantificare ma che comprende orologi, gioielli in oro e 5mila in contanti.

Roberta Martini (Foto Instagram)

L’avvertimento: “Se fai la brava, non ti facciamo nulla”

La 48enne era andata a dormire intorno alle 23. Quella sera era in casa da sola. Il compagno era via. Circostanza di cui probabilmente i rapinatori erano a conoscenza. Roberta Martini è infatti convinta che conoscessero le sue abitudini e avessero studiato le sue mosse. Il risveglio, intorno all’1 di notte, è traumatico. Uno sconosciuto le tappa la bocca con una mano guantata e le consiglia di “stare buona”: “Se fai la brava e collabori non ti facciamo nulla”. L’influencer non oppone alcuna resistenza e prega affinché quell’incubo finisca nel più breve tempo possibile.
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Roberta Martini (Foto Instagram)

“Ho detto subito che avrei aperto le casseforti a patto che non mi toccassero”

“Ero andata a letto verso le 23 — ricorda l’influencer ancora sotto choc — Non mi sono accorta di nulla, non ho sentito niente, poi mi sono risvegliata di soprassalto con una mano sulla bocca. Mi hanno subito legata con delle fascette di plastica. Ho capito però che per salvarmi dovevo collaborare ed è quello che ho fatto: ho detto subito delle casseforti, che le avrei aperte, a patto che non mi toccassero. Ho detto anche di prendersi il portafogli che tenevo nella borsa in sala”.

Roberta Martini (Foto Instagram)

“Sentivo salire l’ansia e ho avuto un mancamento”

Mentre due malviventi passano al setaccio la casa, un terzo la accompagna in una stanza al piano superiore. “La porta era chiusa, non vedevo nulla, sentivo solo i rumori, ma avevo capito che ormai avrebbero portato via tutto”, racconta. Dopo un’ora o forse di più, Roberta Martini viene presa dal panico “per quello che potevano farmi”. “Ho iniziato a perdere lucidità, sentivo salire l’ansia – spiega – continuavo a chiedere a quello che era con me: ‘ma quanto deve durare ancora? quando finisce?’  Ho avuto anche un mancamento”. Il suo “carceriere” la soccorre: “Mi ha portato un bicchiere d’acqua, mi ha riportato in camera e mi ha fatto sdraiare a letto. Ha provato a tranquillizzarmi dicendomi che sarebbe finito tutto presto”.

Roberta Martini (Foto Instagram)

“Credo proprio che abbiano studiato le mie mosse”

Terminato il colpo, i tre le liberano le mani e spostano il suo cellulare in un’altra stanza intimandole di non chiamare nessuno prima che siano trascorsi 40 minuti. “Accendono la tv, impostano il timer: suonerà alle 3 – ricorda – Forse sapevano che quella sera sarei stata sola, senza il mio compagno. Credo proprio che abbiano studiato le mie mosse. Sono stati quasi dei gentiluomini. Di certo mi è andata meglio che a molte altre donne sorprese sole in casa”. Sul caso indaga la squadra mobile di Milano diretta da Marco Calì.

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Pubblicato il 14/01/2023 10:44
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