Gino Cecchettin: "Ho stretto le mani fasciate di Giulia nella bara"

Gino Cecchettin: “Ho stretto le mani fasciate di Giulia nella bara, è stata dura”

Daniela Vitello

Gino Cecchettin: “Ho stretto le mani fasciate di Giulia nella bara, è stata dura”

| 07/12/2023
Gino Cecchettin: “Ho stretto le mani fasciate di Giulia nella bara, è stata dura”

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“Giulia era la figlia ideale. Elena è l’essere superiore. Davide ora il mio sostegno. Giulia era brava nello studio, era naturalmente portata a occuparsi del prossimo, a prendersi in carico gli altri”. A poche ore dai funerali di Giulia Cecchettin, la 22enne di Vigonovo uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Filippo Turetta, il padre Gino Cecchettin ha rilasciato un’intervista a Walter Veltroni per il “Corriere della Sera”. L’uomo, che ha perso la moglie un anno fa, ha altri due figli Elena e Davide, colpiti come lui da due terribili lutti nel giro di poco tempo.

Giulia Cecchettin (Foto da video)

“Il suo sogno era diventare illustratrice. Leggeva molto, la sua passione era Jane Austen”

Gino Cecchettin ripercorre il percorso scolastico della sua Giulia: “Ha fatto il liceo classico, adorava le materie letterarie. Voleva fare la maestra, quando era piccola. Poi l’insegnante di lettere. Ma si rese conto, anche parlandone con la madre, che è un mestiere, in Italia, poco considerato e poco retribuito. Lei pensava di mettere su famiglia e con mia moglie avevano scandagliato tante possibilità. Una volta sentì parlare una persona che univa la psicologia e l’ingegneria biomedica e spiegava come si potessero applicare le tecnologie alla realizzazione di protesi. Le piacque molto l’idea di coniugare scienza e solidarietà”. “Tempo fa mi disse che lei si sarebbe laureata ma poi avrebbe voluto fare una scuola di comics – svela – era stata a un open day a Reggio Emilia. Aveva paura che ci rimanessi male, che fossi deluso. Il suo sogno, adesso, era diventare illustratrice (…) Leggeva molto, la sua passione era Jane Austen. Avrebbe voluto vivere in una di quelle casette ricoperte d’edera, svegliandosi nella brughiera. Lì sognava il suo futuro e la sua famiglia”.

Giulia Cecchettin e Filippo Turetta (Foto da video)

“Mia moglie se ne è andata tra le mie braccia e quelle di Elena”

Gino Cecchettin racconta com’era cambiata la loro vita dopo la morte prematura della moglie: “Il nostro rapporto si è fatto più stretto. La nonna mi ha detto che Giulia le aveva confidato di essere contenta per aver riscoperto il rapporto con il padre. Quando sua madre è morta, in questa stanza, era notte. Elena ed io l’abbiamo vegliata e se ne è andata tra le nostre braccia. I miei figli hanno conosciuto così la morte che ha spalancato le porte di questa casa. Giulia forse è quella che mostrava in modo più visibile il suo dolore. Ogni tanto si bloccava, le lacrime le scorrevano sul viso e aveva bisogno di un abbraccio che le restituisse calore. Elena e Davide sono più come me: teniamo dentro, finché possiamo”.

Giulia Cecchettin da piccola con la madre scomparsa un anno fa (Foto da video)

“Giulia faceva fatica a decidere perché aveva paura di sbagliare scelta”

“Da quando Monica non c’è più ed Elena è andata a studiare a Vienna – continua – Giulia era diventata la coordinatrice della casa, il sabato mattina su questo tavolo lei si metteva una sacchetta a tracolla, con il walkman, e cominciava a stirare. A lei piacevano le cose del passato. Le sembrava che il tempo trascorso avesse su di sé una specie di polvere magica, che lo rendeva leggero. Una fiaba, come Il mondo di Amélie che aveva tanto amato. Giulia sembrava più piccola dei suoi ventidue anni, collezionava tappi di bottiglie, pupazzi e, se comprava una birra per il padre, le chiedevano i documenti”. Giulia Cecchettin aveva le idee chiare sul futuro ma, come confida il padre, “faceva fatica a decidere, come ha raccontato Elena, perché cercava sempre la soluzione più giusta, aveva paura di sbagliare scelta”.

Elena Cecchettin (Foto da video)

“Filippo aveva accettato di farsi vedere da un terapeuta ma ha sempre ha fatto scena muta”

Gino Cecchettin torna indietro con la memoria all’11 novembre, giorno della scomparsa della figlia. “Quel sabato siamo stati a pranzo insieme – ricorda – Poi lei è andata in camera sua. Le ho chiesto dalle scale che avrebbe fatto dopo e lei mi ha detto: ‘Forse stasera non torno a cena’. Non le ho chiesto di più. Era una ragazza di grande responsabilità, che non aveva mai dato un problema, concentrata. Io non sapevo delle tensioni con Filippo. Lo avevamo conosciuto, quando stavano insieme; ci era sembrato timido, un po’ freddo. Ho saputo tutto solo dopo. Mi hanno detto che lui, la penultima volta che si sono visti, l’aveva spaventata urlando in modo forsennato. Su spinta di Giulia aveva accettato di farsi vedere da un terapeuta. Ma ne ha cambiati quattro e sempre ha fatto scena muta”.
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Giulia Cecchettin (Foto da video)

“Con Elena a Vienna, siamo rimasti Davide ed io ma ce la caveremo”

“Elena aveva capito e le aveva detto il suo giudizio su Filippo – racconta Gino Cecchettin a Walter Veltroni – Forse per questo, per timore della disapprovazione della sorella maggiore, Giulia non l’aveva informata dello stato d’animo poi rivelato, anche per noi, dal messaggio trasmesso da Chi l’ha visto. Quella sera io dovevo andare a prendere Davide in centro. Aspettando il momento mi sono addormentato qui, sul divano. Quando mi sono svegliato erano le undici e trequarti. Sono tornato e lei non c’era, ma non avevo alcuna ragione per preoccuparmi, capitava, il sabato sera. Non avevo sonno e mi sono messo, come eravamo d’accordo, a correggere la sua tesi. Le ho mandato uno screenshot di un errore e solo allora mi sono accorto che era l’una e quarantacinque. Ho pensato che la mattina dopo l’avrei rimproverata, ma quando mi sono alzato non c’era e da allora è cominciato tutto. In questa casa eravamo tre a due. Ora, con Elena a Vienna, siamo rimasti Davide ed io, ma ce la caveremo. I miei ragazzi sono forti”.

Filippo Turetta (Foto da video)

“Voglio dedicare la mia vita a far sì che non ci sia un’altra Giulia”

Dopo le esequie della figlia, Gino Cecchettin si è preso una pausa dal lavoro per riflettere su un impegno civico. “Il dolore ce l’ho dentro e mi accompagnerà – spiega – Ma ciò che mi preme ora è fare in modo che, finita l’emozione, non ci si torni ad assopire. Noi italiani siamo bravi ad avere slanci civili ma siamo anche capaci di dimenticare in fretta. Il rumore è il campanello che ogni mattina ci deve tenere svegli e farci chiedere cosa abbiamo fatto per far finire i femminicidi. Quando ho parlato di un impegno civico ho voluto dire che, con una Fondazione o in altro modo, io voglio dedicare la mia vita a far sì che non ci sia un’altra Giulia. Per me bisogna partire dall’educazione. La violenza non è un problema di altri”.

Gino Cecchettin, padre di Giulia, e i genitori di Filippo Turetta (Foto da video)

“I genitori di Filippo hanno avuto una disgrazia più feroce della mia”

“Per i genitori di Filippo non provo odio, ma tristezza e persino tenerezza – confida il padre di Giulia Cecchettin – Io ho già ricominciato a camminare nella vita, per loro sarà più difficile. Li abbraccio virtualmente, hanno avuto, se possibile, una disgrazia più feroce della mia. In questi giorni non ho provato né odio né rabbia. Quando sono riuscito a leggere gli articoli sull’aggressione ho provato solo dolore per mia figlia che era lì, sola, spaventata, senza che io potessi aiutarla. Ho voluto vederla, dopo. La prima volta, due giorni fa, le ho toccato la gamba. Ho visto le sue mani fasciate e avevo il desiderio di stringerle. Prima che chiudessero la bara ci sono riuscito. È stata dura, ma l’ho sentita vicino a me, come non mai”.

Pubblicato il 07/12/2023 16:46

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