Guendalina Tavassi: “Così sono entrati nel mio telefono e hanno rubato i miei video intimi”

Daniela Vitello

Guendalina Tavassi: “Così sono entrati nel mio telefono e hanno rubato i miei video intimi”

| 25/11/2020

In un’intervista a “Libero”, Guendalina Tavassi – vittima di revenge porn – svela come uno o più hacker siano riusciti ad infiltrarsi nel suo iCloud rubando alcuni suoi video intimi realizzati per il marito Umberto D’Aponte. I filmati sono prima finiti su gruppi Telegram e Whatsapp e poi sui maggiori siti porno.

“Ho risposto ad alcune mail che sicuramente hanno invitato questi hacker e sono riusciti ad entrare nel mio ICloud prendendo dei video privati che avevo mandato a mio marito e sono finiti in rete. Chiedo a chiunque di cancellarli, state rovinando la mia vita”, ha dichiarato l’ex gieffina. Dal 9 agosto 2019, il revenge porn è reato anche in Italia ed è punito con la reclusione fino a sei anni.

“Ecco come ho scoperto che i video girati nel mio bagno erano finiti in rete”

In un’intervista a “Fanpage.it”, Guendalina ha svelato come ha scoperto di essere rimasta vittima di un hacker: “Ero a un parco giochi insieme ai miei figli quando mi ha chiamato un’amica da Napoli per avvertirmi. Pensavo fosse uno scherzo o un fotomontaggio com’era già accaduto quando stavo al Grande Fratello. Quando mi ha detto che i video erano miei e che erano girati nel mio bagno sono rimasta sconvolta. Contemporaneamente mi ha chiamato mio marito. Urlava, era sconvolto, lo aveva avvisato sua sorella. Apro Instagram e mi accorgo che ero stata bombardata dai messaggi dei miei follower che mi stavano avvisando”.

La Tavassi ha spiegato anche come hanno reagito i suoi figli: “Gaia, poverina, mi ha detto ‘Mamma, amore, non mi interessa. Sono tue cose personali. Tirati su, sei una leonessa’. Ai più piccoli ho detto che mi avevano rubato dei soldini sulla PostePay e mi hanno risposto ‘Ma adesso siamo poveri, mamma?’”.

“Sono preoccupata per la mia famiglia, è venuto a saperlo anche mia nonna”

“Come sto? Ho passato giornate migliori – ha confessato ieri in collegamento con “Pomeriggio Cinque – Ti posso assicurare che mi sento malissimo, è una cosa bruttissima. Non solo mi sento violata, hanno derubato la mia privacy, la mia vita intima. Non tanto per me, io sono preoccupata per la mia famiglia, per i miei figli, per mia figlia la più grande che mi guarda. Adesso è venuta a saperlo anche mia nonna che non sta bene. La volevo un attimo rassicurare che io sono una persona forte e non si deve preoccupare. Io non ho fatto nulla di male perché sono cose private tra marito e moglie. Chi si deve vergognare è chi è riuscito a fare questa cosa schifosa violando la mia privacy e la mia vita personale. Queste persone devono pagare per tutto questo. Ho voluto fare questa cosa con te, Barbara, per dare voce a queste tragedie, a questi reati”.

“Mio marito si sente colpevole per avermi chiesto i video”

L’ex concorrente del “Grande Fratello Vip” ha confidato che la Polizia postale è a un passo dall’individuare i colpevoli. “Io ormai ho metabolizzato e vado avanti – ha detto in una Instagram Story – Tanto ormai quello che è stato è stato e non si può più far niente. Sono forte, mi rialzo. Ormai il video ce l’avete, fateci quello che volete. Io non posso fare più niente, solo denunciare. Umberto si è levato dai social perché non ce la fa più perché comunque lui non è abituato al mondo del web, di Instagram. Ci sta ma non è abituato come me ad affrontare i commenti imbecilli delle persone. Si sente colpevole per avermi chiesto determinati video”. “Ci sono state tantissime persone, l’80%, che sono state solidali nei nostri confronti”, le ha fatto eco il marito seduto accanto a lei.

“Stanno per trovare i colpevoli”

“Le foto e video venivano salvati in una cartella nascosta automaticamente su tutti i dispositivi – ha spiegato Guendalina – Potrebbero averli presi da me, come da Umberto, come dal pc! Video di bottiglie, video di 6 uomini e video di 6 donne o qualsiasi altra ca***ta circoli, sono tutte str**zate che vogliono diffondere. Penso che tanto più di così non possano fare. Io oggi sto già meglio perché stanno per trovare i colpevoli e ogni secondo che passa le autorità hanno sempre più materiale per far marcire in galera i divulgatori e tutti i complici di questo reato. Credo nella giustizia e sarò portavoce di tutte le donne che mi stanno scrivendo che sono o si sono trovate nella stessa situazione. Perché io tornerò più forte di prima ma non tutte hanno lo stesso modo di reagire”.

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