Mihajlovic: "Non sento il mio primogenito da un anno. Mi ha chiamato, ma non ho risposto" - Perizona Magazine

Mihajlovic: “Non sento il mio primogenito da un anno. Mi ha chiamato, ma non ho risposto”

Daniela Vitello

Mihajlovic: “Non sento il mio primogenito da un anno. Mi ha chiamato, ma non ho risposto”

| 19/11/2020

“Il primo mese che sono stato insieme a mia moglie non l’ho neanche sfiorata con un dito. M’ero innamorato, non […]

“Il primo mese che sono stato insieme a mia moglie non l’ho neanche sfiorata con un dito. M’ero innamorato, non volevo che pensasse che stessi con lei solo per il sesso. Dopo quasi 25 anni di matrimonio e cinque figli so che le devo tutto: se non ci fosse stata lei accanto a me durante la mia battaglia contro la leucemia, non ce l’avrei fatta”.

Sinisa Mihajlovic si confessa a cuore aperto in un’intervista rilasciata al settimanale “Oggi” in occasione dell’uscita della sua autobiografia dal titolo “La partita della vita”.

Oltre a raccontare com’è nata la storia d’amore con la moglie, l’ex calciatore e allenatore del Bologna svela come la malattia ha cambiato la sua vita: “Il cancro mi ha reso un uomo migliore di prima, o almeno lo spero, anche perché peggio non si poteva essere. In ospedale ho pianto spesso, ormai sono un piagnone”.

Infine, Mihajlovic parla del rapporto con il suo primogenito Marko nato da una relazione giovanile: “Con lui sono stato un padre diverso, e mi dispiace. Non lo sento da un anno. Gli avevo chiesto di prendersi più responsabilità, non ne è stato capace. Mi ha chiamato, ma non ho risposto. Lo chiamerò io quando sarò pronto. Quando qualcuno mi delude, mi serve tempo”.

Mihajlovic e quel figlio mai nato: “Mia moglie ci soffre”

Lo scorso agosto, in un’intervista a “La Gazzetta dello Sport”, l’ex calciatore serbo svelò che lui e la moglie Arianna stavano per diventare di nuovo genitori ma poi hanno perso il bambino. “Sono un uomo fortunato – dichiarò – Ho sei figli. Il primo, Marko, nato da un incontro quando arrivai a Roma. Mia moglie Arianna mi ha regalato 5 gioielli (Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nicholas), se oggi sono il mio orgoglio gran parte del merito è di mia moglie. Sono la mia forza, il senso di tutto. La carriera mi ha impedito di godermi appieno la crescita come avrei voluto. Al più piccolo, Nicholas, ho dato più attenzioni perché ero più adulto e non facevo più il calciatore. Ma il tempo passa in fretta. Non viene più nel lettone a dormire e quando vado a prenderlo a scuola non mi corre più incontro per abbracciarmi, ora inizia a vergognarsi. Poco più di un anno fa io e Arianna stavamo aspettando un altro figlio. Purtroppo la gravidanza si è interrotta. Avere un figlio a 50 anni, è un po’ come ricominciare, tornare giovani. Mia moglie ci soffre, lo so, lo vedo. Io nel dolore penso che forse abbiamo già avuto tutto come genitori. Forse un altro figlio sarebbe stato sfidare le leggi del tempo. Ma di notte prima di addormentarmi il pensiero corre sempre lì”.

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