Marco Carta assolto in Appello per il furto delle magliette: "Ho avuto ripercussioni sulla salute mentale e fisica" - Perizona Magazine

Marco Carta assolto in Appello per il furto delle magliette: “Ho avuto ripercussioni sulla salute mentale e fisica”

Daniela Vitello

Marco Carta assolto in Appello per il furto delle magliette: “Ho avuto ripercussioni sulla salute mentale e fisica”

| 09/10/2020

“Avete presente quando siete al mare pronti a godervi una magnifica giornata di sole e c’è quella piccola nuvola bastarda […]

“Avete presente quando siete al mare pronti a godervi una magnifica giornata di sole e c’è quella piccola nuvola bastarda lì che adombra un po’ tutto? Non ne ho mai parlato qui ma la mia vita in quest’ultimo anno è stata sempre come quella giornata. Oggi sono stato assolto con formula piena in appello nel processo di cui si è tanto parlato, discusso, commentato. Quella nuvola se ne è finalmente andata. E preparatevi: sono pronto a tornare a splendere e, perchè no, a cominciare a godermi appieno e a ridere con voi di tutti i meme che avete fatto in questi mesi”.

A parlare così su Instagram è Marco Carta. Il cantante sardo è stato assolto in Appello per la vicenda del furto di t-shirt alla Rinascente di piazza del Duomo, a Milano. Il 31 maggio 2019 l’ex vincitore di “Amici” e del “Festival di Sanremo” era stato arrestato insieme ad un’amica con l’accusa di aver tentato di lasciare la Rinascente, nel giorno del “Black Friday”, con sei magliette griffate Neil Barrett del valore di 1.200 euro a cui era stato tolto l’antitaccheggio ma non la placchetta flessibile che aveva suonato all’uscita.

“Sono stato molto male – ha dichiarato Carta al “Corriere della Sera” – Ho avuto ripercussioni sulla salute mentale e fisica, non voglio entrare nei dettagli, ma lo stress si è fatto sentire. Quella giornata e quello che ne è seguito sono stati un trauma”.

Il cantante ha ripercorso quella drammatica giornata: “C’era tantissima gente, faceva caldo e avevo una cena la sera e invece sono tornato a casa alle quattro di notte, dopo essere stato trattenuto per ore. Ricordo che, prima, avevo fretta di fare la spesa, era una serata normale, una di quelle in cui non può succedere niente di brutto: stai facendo shopping, sei sereno, gli amici e il fidanzato ti aspettano a casa… Invece mi sono trovato in un incubo. Ho pensato di essere su Scherzi a parte, era troppo assurdo”. Carta ha affermato di non essersi accorto che la sua amica (che si è assunto la responsabilità del furto, ndr.) aveva rubato delle cose: “Se no, l’avrei impedito”.

A fargli male in questi mesi sono state le offese dei leoni da tastiera (“mi hanno insultato mischiando le accuse di essere ladro con insulti omofobi pesanti” ma anche il dolore della nonna stroncata da un tumore lo scorso aprile. “Era viva quando ho vinto in primo grado, ma ha fatto in tempo a sapere che il Pm aveva fatto ricorso. Diceva: ma quando finirà? Questo era il mio incubo al quadrato”, ha svelato.

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