Feltri rischia di essere travolto da un monopattino: “D’ora in poi impugnerò un bastone”

Daniela Vitello

Feltri rischia di essere travolto da un monopattino: “D’ora in poi impugnerò un bastone”

| 07/07/2020

Vittorio Feltri dichiara guerra ai monopattini. L’ex giornalista (pochi giorni fa ha fatto sapere di essersi dimesso dall’Ordine, ndr.) ha raccontato sulle colonne di “Libero” un episodio che lo riguarda in prima persona. Uscito di casa per raggiungere la redazione del giornale, per poco non è stato travolto da un “deficiente pattinomunito”, come l’ha definito.

Partendo dalla sua esperienza personale, il bergamasco ne ha approfittato per illustrare i rischi legati a questa nuova “usanza”. Non bastavano le biciclette, dice Feltri, ci mancavano solo i “monopattini che in breve tempo hanno conquistato migliaia di giovani, molti dei quali cretini per definizione”. Questi “infestano le città rendendole infrequentabili per soggetti normali, cioè abbastanza civili”. A suo dire, i pedoni sono costantemente “minacciati da sciami di nuove cavallette veloci che tutto travolgono senza requie”.

“Ieri, dopo pranzo – ha raccontato – verso le quindici, esco di casa onde recarmi alla redazione di Libero. Cosa che faccio ogni giorno con la massima tranquillità. Ebbene, non appena metto il piede giù dal gradino allo scopo di incamminarmi e raggiungere l’automobile, un deficiente pattinomunito, sopravvenuto inaspettatamente come un siluro, ha rischiato di piombarmi addosso. Mi sono salvato per puro caso. Il proiettile umano descritto mi ha sfiorato, non ho avuto materialmente il tempo di accorgermi che mi stava prendendo di mira. Lo stolto non mi ha nemmeno chiesto scusa e ha continuato a sfrecciare incurante delle varie persone che deambulavano rispettosamente sul marciapiedi. Non ho avuto purtroppo l’opportunità di sferrargli un calcio che lo facesse cascare, magari fratturandosi un arto. Lo avrei fatto volentieri e mi dispiace di non aver avuto la prontezza”.

“D’ora in avanti, dopo l’esperienza che vi narro, sarò più accorto – ha fatto sapere – Prima di uscire dalla mia dimora, impugnerò un bastone col quale ostruirò la banchina tenendomi al riparo dietro l’uscio e, qualora sopraggiungesse un fesso come quello con cui ho avuto a che fare ieri, inevitabilmente farebbe un capitombolo da me applaudito. Il randello è l’unica difesa contro coloro che usurpano i nostri camminamenti, ciclisti inclusi, i quali ormai gironzolano anche contromano sugli spazi riservati esclusivamente ai pedoni”.

“Una bastonatina educativa la meriterebbe pure il sindaco Beppe Sala – ha concluso – governatore della metropoli lombarda, il quale non solo esclude punizioni per quelli che violano le regole del traffico, ma incentiva – con la complicità dell’esecutivo – l’uso delinquenziale delle biciclette e dei monopattini che si impadroniscono dei luoghi dove bambini e adulti dovrebbero essere intoccabili”.

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