Martina Colombari: "Sui social mi scrivono 'anoressica schifosa'" - Perizona Magazine

Martina Colombari: “Sui social mi scrivono ‘anoressica schifosa’”

Daniela Vitello

Martina Colombari: “Sui social mi scrivono ‘anoressica schifosa’”

| 20/05/2020

Martina Colombari parla della quarantena trascorsa a Milano con la sua famiglia in un intervento al programma radiofonico “I Lunatici”. […]

Martina Colombari parla della quarantena trascorsa a Milano con la sua famiglia in un intervento al programma radiofonico “I Lunatici”. Nessuna insofferenza causata dalla convivenza forzata con il consorte Alessandro Costacurta. I due sono sposati da 16 anni ma sono legati da più di 20.

“Non ci sono stati problemi, tant’è che domenica mio marito è stato fuori tutto il giorno e mi è mancato – svela l’ex Miss Italia – Ero in casa da sola ed ero persa, non riconoscevo più la casa, gli spazi, mi sentivo un po’ abbandonata. La quarantena di coppia è andata bene, siamo anche molto bravi nel rispettare gli spazi dell’altro, ci conosciamo talmente bene che capiamo se abbiamo voglia di parlare o viceversa”.


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Qualche problema in più con il figlio adolescente Achille. “Avendo un sedicenne in casa, è stata difficile – ammette – Per loro la vita non è la casa, per loro la vita è fuori. Gli amici sono fuori, i locali sono fuori, la bicicletta, il motorino, è tutto fuori. Sono un po’ fuori di testa, non solo fuori di casa. Sono complicati da gestire, è un mondo complicato, faticoso, è tutto a portata di mano, è il mondo dei balocchi. Non possiamo neanche replicare quello che hanno fatto i nostri genitori con noi. Periodo storico complicato, non sono disposti a fare sacrifici, il loro mondo reale non corrisponde alla realtà, è tutto dettato dal digitale, dai social, da quello che vivono sugli smartphone. Ma quella non è la vita”.

Infine, la Colombari parla del suo rapporto con i social. “Ho molti follower su Instagram e cerco di far vedere una Martina reale – dice – Sui social si lamentano perché sono troppo muscolosa o troppo magra. Mi arrabbio molto quando dicono che sono un cattivo esempio per le ragazze, che porto il messaggio della donna anoressica. Non si rendono conto che l’anoressia è una malattia che porta alla morte, è come se mi accusassero di incitare alla magrezza. Le ragazze che soffrono di anoressia e bulimia soffrono per mancanza d’amore, sicurezza, affetto, una violenza subita, un lavoro perso. E quindi mi spiace perché mi incolpano di un qualcosa che io veramente non faccio”.

“Non si rendono conto che con le parole si feriscono le persone – aggiunge – Mi dà molto fastidio. Spesso li lascio perdere, quando però iniziano ad essere pesanti o scrivono cattiverie è giusto rispondergli. Va bene la democrazia, va bene che sei un personaggio pubblico, però c’è differenza tra un commento, una critica, o una minaccia. Bisogna tornare ad avere maniere gentili che ci siamo un po’ dimenticati. Questo fatto che i social ci avvicinano non significa che una pacca sulla spalla è concessa. Ci siamo dimenticati che cos’è l’educazione. Se tu mi incontrassi per casa, avresti il coraggio di dirmi certe cose? Non credo. E allora cosa ti dà il coraggio di dirmi che sono una anoressica schifosa?”.

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