Vittorio Feltri: “Non sono antimeridionale. Mi riferivo ai portafogli, non ai cervelli”

Daniela Vitello

Vittorio Feltri: “Non sono antimeridionale. Mi riferivo ai portafogli, non ai cervelli”

| 25/04/2020

“Caro Vittorio, invece di definirci ‘inferiori’, vieni al sud a trovarci quest’estate (vorrebbe dire che il comune nemico è stato sconfitto), o quando sarà possibile, ti accoglieremo, senza coppola in testa e senza lupara sottobraccio ma al contrario a braccia aperte, con il sorriso e con la nostra inimitabile ospitalità, per farti conoscere le bellezze del creato e ancor di più la generosità autentica della nostra gente, a cui se veramente vuoi chiedere scusa per l’errore commesso (errare humanum est) regala la tua popolarità per combattere insieme a noi la battaglia della rinascita, del riscatto sociale ed economico del sud, combatti insieme a noi italiani del sud esattamente come i nostri medici, i nostri infermieri e i nostri volontari, stanno facendo oggi per i nostri fratelli italiani del nord. Aiutaci a rendere grande il sud così come fanno ogni santo giorno, da decenni, i figli del sud che lavorano e vivono al nord, nonostante quel perenne sospiro nascosto e quella lacrima furtiva, pesante come un graffio al cuore, ogni volta che il pensiero raggiunge il cuore nella propria e amata terra natia”. Così Giovanni Nostro, meridionale doc, in una lunga lettera indirizzata a Feltri pubblicata dal quotidiano “Libero”.

Il giornalista replica alla missiva dopo il polverone sollevato con le sue dichiarazioni a “Fuori da coro” tentando di metterci una pezza. Feltri parla di fraintendimento.

“Io nel dire in tv, ospite di Mario Giordano, che i meridionali sono inferiori ai settentrionali non mi riferivo affatto alle loro qualità morali e intellettuali, bensì al fattore economico, nettamente svantaggioso rispetto al Settentrione – spiega – Ovviamente la diversità di reddito fra le due zone del Paese provoca problemi facili da appurare e difficili da risolvere. In sostanza, le mie dichiarazioni fraintese si riferivano ai portafogli e non certo ai cervelli, quindi nulla di antropologico e tutto finanziario. Pure il più tonto dei polentoni è consapevole che Benedetto Croce, Giovanni Verga, Gabriele D’Annunzio, Corrado Alvaro e Leonardo Sciascia (cito i primi nomi che mi sovvengono) non fossero delle teste di rapa, bensì personalità eccelse espresse non dalla Valle Brembana, piuttosto dal glorioso Meridione. Sta di fatto che il reddito pro capite della Campania ammonta a 19 mila euro (ISTAT), mentre quello della Lombardia è il doppio, 37 mila euro. Devo fingere di ignorare codesti dati e proclamare che a Napoli vi sono più risorse che a Milano?”.

“La realtà non è mai offensiva né ingannatrice, per cui non comprendo il motivo che induce tanta gente a prendersela con me, accusandomi di ogni nefandezza, soltanto perché mi sono limitato a sottolineare la verità – aggiunge – La mia esternazione pertanto non è stata infelice, semmai male interpretata da chi non riflette su quanto ascolta e su quanto legge. Qui al nord sono stati commessi molti errori, però le morti registrate negli ultimi due mesi da queste parti non sono state causate da disattenzioni degli apparati sanitari e amministrativi, bensì dal virus che ha colto chiunque di sorpresa, inclusi i virologi, molti dei quali ne sanno di meno degli infermieri, anche perché frequentano maggiormente gli studi televisivi dei laboratori scientifici. Tu, Giovanni, ami la tua gente, come io amo la mia benché spesso la critichi in quanto mi appaia in talune circostanze un po’ ottusa. Per essere uomini provveduti non basta nascere a Milano o a Napoli. La categoria degli stolti è universale e si sviluppa ad ogni latitudine, nonostante talvolta ci siano cretini più cretini di altri. Dare a me dell’antimeridionale significa trascurare la mia storia e il mio operato”.

Nel frattempo, l’Agcom ha fatto sapere di aver avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti della Società Rti in merito al discusso intervento di Vittorio Feltri a “Fuori dal Coro”.

“Il Consiglio ha ritenuto che specifici passaggi, nelle modalità di conduzione dell’intervista al Direttore di un quotidiano nazionale, costituiscano una violazione dei principi e degli obblighi del Regolamento di contrasto all’hatespeech – si legge in un comunicato – Nel corso di un’intervista nella quale sono stati espressi giudizi sommari e ingiustificati volti a riproporre stereotipi relativi alla provenienza territoriale dei cittadini italiani, il comportamento del conduttore, ad avviso dell’Autorità, non ha assicurato il rispetto dei principi e delle disposizioni cui devono adeguarsi i fornitori di servizi media audiovisivi e radiofonici soggetti alla giurisdizione italiana nei programmi di informazione e intrattenimento, per assicurare il rispetto della dignità umana e il principio di non discriminazione e contrasto alle espressioni di odio“.

“Le violazioni riscontrate – si legge ancora nella nota del Garante – peraltro oggetto di una comunicazione anche da parte del consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, nel rispetto della separazione di responsabilità e di funzioni, sono state valutate dall’Autorità particolarmente gravi, anche in ragione della circostanza che gli episodi di ripetuta discriminazione e valutazione stereotipata nei confronti di gruppi di cittadini sono avvenuti nell’ambito di un dialogo tra due giornalisti tenuti, per altro verso, al rispetto delle norme e attribuzioni dell’Ordine. In conclusione, in considerazione della circostanza che la trasmissione è già stata oggetto di accertamento della violazione del Regolamento nel mese di marzo per infrazioni contestate già nel luglio 2019, e che in quella sede si è convenuto sulla necessità di continuare a monitorarne l’andamento, l’Autorità ha giudicato la violazione sistematica e particolarmente grave e ha avviato pertanto nei confronti della società Rti un procedimento sanzionatorio ai senti dell’art. 7 comma 2 del regolamento“.

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